Púca e altri animali fantasticiLa controversa statua di un cavallo divide l’opinione pubblica in Irlanda

A Ennistymon, piccolo paese sulla costa ovest irlandese, l'opera dell'artista Aidan Harte raffigurante un equino con gambe e braccia umani sta facendo molto discutere. Pur ispirandosi teoricamente al folklore celtico, viene ritenuta «grottesca» e «sinistra». Persino il sacerdote del posto l'ha condannata pubblicamente dall'altare della chiesa. E il municipio locale ne ha sospeso l'installazione

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Che l’arte faccia discutere è, il più delle volte, una prerogativa dell’arte. In alcuni casi, però, la faccenda è più seria. È quanto sta accadendo a Ennistymon, piccolo paese sulla costa ovest irlandese, dove il dibattito pubblico si sta dividendo su una statua molto particolare. Il soggetto è un púca, parola irlandese che indica uno spirito, elemento tradizionale del folklore celtico. L’autore dell’opera, lo scultore Aidan Harte, se l’è visto commissionare dal municipio della cittadina della contea di Clare, dopo aver vinto un bando pubblico che, fra le altre cose, puntava ad «attrarre e rendere più piacevole la visita» ai visitatori della cittadina. Ma l’opera di Harte, del valore di 30mila euro, è stata fermata ancora prima di essere ultimata e vista in pubblico.

Che cos’è un púca? Secondo la mitologia irlandese, si tratta di uno spiritello dispettoso il quale, a seconda del proprio stato d’animo, può decidere di portare buona o cattiva sorte a chi si trova davanti. Sua particolare caratteristica è la capacità di mutare forma: di solito si presenta nelle sembianze di un cavallo, di un cane, di un maiale o di un gatto. Al pari di altre entità fantastiche, come i folletti, il púca ha radici lontane nel tempo: per esempio, è stato di ispirazione per il personaggio di Puck ne “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.

Nel caso del Púca di Ennistymon, Harte lo raffigura come un cavallo dalla testa enorme, dotato di gambe e piedi umani e messo in posa, come se stesse ballando. Secondo il municipio della cittadina, l’opera è stata «ispirata dalla tradizione equestre di Ennistymon e dal folklore irlandese». Per l’autore, l’intento era di «creare un simbolo con cui ti faresti una foto, come la Sirenetta di Copenaghen o il toro di Wall Street. Io credo che il municipio abbia avuto un’idea brillante e in qualche modo lungimirante. Un’opera d’arte contemporanea esteticamente bella ma generica sarebbe andata bene, ma forse non avrebbe stimolato l’immaginazione della gente allo stesso modo».

In effetti, è proprio circa le fattezze della statua che è sorto il problema. Secondo diversi residenti, infatti, l’opera sarebbe «grottesca» e non appropriata per una piazza in mezzo a un centro abitato. «Per un sacco di gente il problema non è il lavoro dell’artista in sé, semplicemente l’opera non è adatta per quel posto», ha raccontato alla stampa una signora del luogo.

Per alcuni, la scultura in sé potrebbe anche essere apprezzabile. «Mi piace tantissimo, è bella e complessa. Certo, è un po’  inquietante e cupa, ma non lo siamo tutti in fondo?», ha commentato a Euronews Ger O’Donohoe, proprietario del caffè ‘This is It’, proprio antistante il luogo dove dovrebbe sorgere la statua.

Eppure, una fervente minoranza si è opposta all’installazione dell’opera fin dal principio. Fra questi, anche il sacerdote della cittadina, Willie Cummins, il quale è arrivato persino a denunciare pubblicamente l’opera dall’altare della chiesa, additandola come simbolo pagano. «Mi oppongo fermamente a questa statua. Ha qualcosa di sinistro», ha dichiarato il prete al giornale irlandese Independent.

Ma al netto dell’aspetto «sinistro» e «demoniaco» della statua, il motivo di disapprovazione più diffuso fra gli abitanti della cittadina sembra essere il fatto che in realtà l’opera non rispecchierebbe alcuna reale tradizione del luogo. «In passato abbiamo avuto delle fiere di cavalli, ma non è che questo ci renda famosi. La cosa è troppo stiracchiata, non c’è una vera storia, non c’è folklore e non c’è alcun Púca di Ennistymon», ha raccontato a Euronews una residente.

«Non è accogliente, non è calda, e non riflette lo spirito della comunità, né la sua storia, né la sua gente, né la sua cultura», ha ripetuto una negoziante alla tv irlandese RTÉ. «La nostra tradizione qui a nord di Clare contiene un sacco di storie positive; non so se un oggetto grosso, scuro e nero con un’indelebile scritta “púca” sarebbe qualcosa a cui ci potremmo affezionare», ha fatto eco un’altra commerciante.

C’è però anche chi, dalle contee vicine, avendo appreso la notizia ha voluto manifestare il proprio interesse ad “adottare” l’opera: «Noi troveremmo un posto dove ospitarli qui a DLR. Sembrano sofisticati», ha cinguettato Oisín O’Connor, un consigliere della contea di Dún Laoghaire-Rathdown, vicino a Dublino.

«Questa statua starebbe benissimo sia a Marlay Park che ha Ferhill. Se a Clare non sono interessati a quest’opera d’arte sono sicuro che la contea di Dún Laoghaire-Rathdown le troverebbe un posto!», ha fatto eco Peter O’Brien, un altro consigliere.

Proprio per via delle lamentele degli abitanti, però, il municipio ha sospeso il processo, decidendo di dare il via ad un «processo di deliberazione pubblica» per stabilire quale dovrà essere il destino dell’opera. «Io non voglio imporre alle persone qualcosa che non vogliono», ha dichiarato l’artista all’Irish Examiner. «Se per qualche ragione il Púca sarà fatto a pezzi dall’opinione pubblica, è un’altra storia, ma io posso stare a testa alta e dire che si tratta di una scultura notevole».