Atti di beneficenza Jeff Bezos e le donazioni a sorpresa

Il fondatore di Amazon ha donato 100 milioni di dollari a un’organizzazione no profit, notizia che arriva in un momento in cui sono sempre più evidenti i comportamenti negativi dell’azienda del magnate

La notizia è semplice: Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha donato 100 milioni di dollari ciascuno a due persone, 100 al commentatore della CNN Van Jones e 100 al cuoco José Andrés.

La sorpresa è stata annunciata nel corso della conferenza stampa, tenutasi dopo lo storico volo nello spazio del 20 luglio, anniversario dello sbarco sulla Luna. Non bastava un avvenimento eclatante di suo, ci voleva qualcosa di speciale, inaspettato, forse un modo per scusarsi di aver speso tanti soldi in un’impresa di cui si fa fatica a vederne i benefici se non a lungo termine e, forse, molto privati, ecco un gesto rivolto al pubblico, in particolare, quello indirizzato al cuoco, all’umanità.

Chi è José Andrés e perché Bezos ha scelto lui?

Andrés è tra i fondatori di World Central Kitchen, l’organizzazione no profit che, dal 2010, aiuta a nutrire e sostenere le persone che si trovano in condizioni di fragilità e, come prima esigenza, hanno bisogno di cibo, opera svolta principalmente nelle aree colpite da disastri in tutto il mondo. Grazie a questa sua attività, è attualmente fra i candidati al premio nobel per la pace.

L’idea fondativa del World Central Kitchen, nelle parole di Andrés è che «il cibo abbia il potere di creare un mondo migliore, che un piatto di cibo sia un piatto di speranza, il modo più rapido per ricostruire vite e comunità».

Un concetto quasi disarmante sul quale è stato costruito un progetto di sostegno globale che bada al sodo, all’essenziale.

Un modello che, analogamente, è applicabile al compito che viene svolto, in età scolare, col servizio di refezione, che non è solo l’assolvimento di un compito in capo a un’amministrazione cittadina, ma è, spesso, il modo per garantire un pasto completo, nutriente ed equilibrato, a bambini che a casa non hanno la fortuna di goderne tutti i giorni.

Così, nel giorno in cui, con una mezza gaffe, il quasi ex-CEO di Amazon (ma che rimarrà pur sempre presidente/fondatore) ringrazia i suoi dipendenti affermando che il viaggio spaziale sia stato pagato da loro, stupisce tutti annunciando i due super gettoni benefici, attenuando, in parte, l’indignazione dei collaboratori che, sapendo che i loro soldi serviranno a fare del bene, digeriranno più facilmente le esternazioni più imbarazzanti del boss.

Per noi che scriviamo di cibo sapere che un cuoco che da lustri si spende per alleviare le sofferenze dovute a un’alimentazione carente è una notizia molto bella, ancor più sapendo che Andrés ritenga che il cibo abbia un valore che va la di là del semplice ed essenziale atto di nutrirsi, che sia, oltre a ciò, un motore di ricostruzione ove tutto sembri perduto, uno strumento di condivisione che rompe le barriere culturali, un potente generatore di speranza e, con essa, un creatore di benessere diffuso. Ben venga allora il gesto di Bezos, anche se ciò non cancella i comportamenti negativi della sua azienda, l’inaccettabile elusione delle imposte, i lamentati soprusi sul luogo di lavoro, i pericoli a cui sono soggetti i corrieri sotto pressione per consegnare più pacchi possibile ogni giorno. No, tutto questo resta e andrà corretto, affinché anche il beau geste di oggi sia visto in una luce migliore, più nitida. Tuttavia, abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno, salutiamo con favore la scelta di aiutare la World Central Kitchen e ci auguriamo che tanti altri ne seguano l’esempio.

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