Vacanze immuniL’ultimo miglio secondo Figliuolo: vaccinare dai 12 anni in su per riaprire le scuole

«In un Paese con 130mila morti e 170 miliardi di danni economici sarebbe un grande atto di sanità pubblica imporre l’obbligo a tutti dai 12 anni in su e, se dovesse arrivare l’autorizzazione dell’Ema, anche dai 6 anni», dice l’immunologo del Cts Sergio Abrignani. In arrivo i tamponi scontati per chi è in attesa della somministrazione

(LaPresse)

«Con le vaccinazioni stiamo procedendo molto bene, a ritmo di circa 500mila al giorno. Ora, più o meno il 55% della popolazione vaccinabile ha effettuato il richiamo. Avevo promesso che, a fine luglio, saremmo stati al 60% e con questi ritmi ci arriveremo sicuramente. Perché gli italiani hanno capito che solo immunizzandoci tutti insieme si può sconfiggere il virus. C’è ancora un pezzo di strada fa fare, ma siamo all’ultimo miglio e io sono fiducioso». Il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo lo dice in un colloquio con La Stampa. Mentre nel fine settimana si sono tenute le manifestazioni contro l’obbligo del Green Pass, il generale è fiducioso.

«Non facciamoci prendere da queste polemiche sul Green Pass, ma continuiamo a vaccinarci per il nostro bene e per bloccare definitivamente i contagi. Ma, soprattutto, per tutelare che è più fragile, come gli anziani», dice. Figliuolo è ottimista anche perché, spiega, «in questo periodo, forse anche perché molte persone vogliono andare in vacanza, oppure vogliono muoversi senza problemi con il Green Pass, sono cresciute parecchio le domande di chi vuole vaccinarsi e lo vuole fare subito. Io dico di avere solo un po’ di pazienza perché ci va programmazione e poi tutti saranno protetti». Proprio per cercare di venire incontro alle esigenze di molte persone, il commissario ieri ha annunciato una novità imminente. «A breve – dice – uscirà un provvedimento, a cui sto lavorando già da un po’ di tempo insieme al ministero della Salute, per dei tamponi da acquistare a un prezzo calmierato, per offrire così la possibilità a chi è in attesa del vaccino di ottenere comunque il Green Pass».

Ma dopo «aver messo in sicurezza quasi tutti gli over 80», ora secondo Figliuolo serve un ulteriore sforzo di responsabilità da parte degli adulti per portare negli hub e nei centri vaccinali i loro figli dai 12 ai 17 anni. Questo per arrivare a un obiettivo che anche il governo giudica fondamentale per la riapertura regolare delle scuole. «Per il benessere del bambino e della sua socialità è importante poter frequentare le lezioni in presenza. Per far ciò bisogna che si vaccinino anche tutti gli insegnanti e il personale non docente, ma anche le mamme e i papà devono fare il loro dovere. Se vogliamo bloccare le mutazioni più contagiose come la variante Delta bisogna avere quante più persone possibile vaccinate. E i giovani, che sono quelli che più socializzano e meno male che è così, sono quelli che possono portare in giro, in maniera asintomatica o poco sintomatica, il virus, magari contagiando frange di popolazione fragile che per motivi sanitari non possono fare il vaccino». Quindi, conclude Figliuolo, «il compito di tutti noi è anticiparlo in modo che poi diventi meno potente».

E anche Sergio Abrignani, professore ordinario di Immunologia all’Università Statale di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico, ribadisce sulla Stampa l’importanza delle somministrazioni ai più giovani, auspicando «l’obbligo per tutti i cittadini dai 12 anni in su» e l’allargamento del Green Pass a «ogni luogo dove le persone possano contagiarsi».

Entro ottobre «dovrebbero essere coperti 45 milioni di cittadini», dice lo scienziato. «Resterebbero circa 5 milioni da convincere, più la metà stimabile dei 12-18enni e gli 0-11enni, per cui l’autorizzazione dovrebbe arrivare a fine anno». Quanto all’obbligo vaccinale, «per medici e infermieri di fatto c’è già», ma «in un Paese con 130mila morti e 170 miliardi di danni economici sarebbe un grande atto di sanità pubblica imporre l’obbligo a tutti dai 12 anni in su e, se dovesse arrivare l’autorizzazione dell’Ema, anche dai 6 anni». Pfizer e Moderna per i bambini, come certifica l’Ema, «sono sicuri e ancora più efficaci che per gli adulti. Da sempre la vaccinazione riguarda soprattutto i più piccoli e nessuna preoccupazione a riguardo ha fondamento».

Secondo Abrignani, le manifestazioni contro il Green Pass, potrebbero essere «una variante dei No Vax, che considero come gli evasori fiscali, perché beneficiano del servizio dell’immunità diffusa senza fare la loro parte. Se fossero dei veri libertari coglierebbero che il Green Pass serve a non chiudere le attività economiche». Come immunologo, dice, «vaccinerei tutti, dunque richiederei il certificato verde ovunque possibile».

La vaccinazione, spiega Abrignani, «è un atto medico e come tale ha rischi e benefici. I vaccini non sono caramelle, ma sono provati, sicuri ed efficaci. Anche la tachipirina ha rarissimi effetti collaterali, eppure la assumiamo senza pensarci. La quasi totalità degli effetti collaterali dei vaccini è leggerissima. Gli effetti gravi sono le trombosi, in un caso su 100mila alla prima dose di AstraZeneca, uno su 500mila alla seconda, uno su 300mila con Johnson&Johnson, ma da quando questi vaccini non si danno ai giovani sono azzerati. Pfizer ha portato a rarissimi casi di pericardite leggera e recuperabili con pochi giorni di cortisone. La verità è che la vaccinazione è molto sicura e ha fatto crollare ricoveri e morti».