Stretta per treni, navi e aereiIl piano del governo per il ritorno a scuola in presenza

Tensioni nella maggioranza sul Green Pass per professori e personale scolastico. L’associazione dei presidi favorevole al vaccino obbligatorio, mentre i sindacati frenano. Nel decreto che andrà domani in consiglio dei ministri, anche le nuove regole per i trasporti

di Kelly Sikkema, da Unsplash

Piano di riapertura delle scuole in presenza e obbligo di Green Pass per salire su navi, treni e aerei dal 6 agosto. Come spiega il Corriere, sono queste le due novità che il governo di Mario Draghi inserirà nel decreto all’esame del Consiglio dei ministri convocato per domani, giovedì 29 luglio. La norma sull’eventuale obbligo vaccinale per i docenti e il personale scolastico potrebbe essere invece rinviata a fine agosto, quando si avranno i dati certi sulla percentuale di persone immunizzate e si valuterà se sia ancora necessario un intervento legislativo.

Ieri l’associazione dei presidi ha chiesto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di estendere l’obbligo vaccinale agli studenti. Ma su questo la Lega con Matteo Salvini ha già alzato le barricate. La decisione definitiva sarà presa comunque nella cabina di regia convocata per domani dopo l’incontro tra lo stesso Bianchi, la ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, quello della Salute Roberto Speranza e i governatori regionali.

L’ultimo sondaggio del portale “Tecnica della scuola” riporta la netta contrarietà di insegnanti, bidelli, segretari, ma anche di genitori e studenti, all’ipotesi di Green Pass obbligatorio per entrare in classe a settembre. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha diffuso un video-appello per invitare il personale scolastico alla vaccinazione, «un gesto semplice eppure potentissimo», ha detto.

Ma il problema del governo, come al solito, è mettere d’accordo i partiti della sua maggioranza: da una parte Pd, LeU e Forza Italia, favorevoli all’obbligo vaccinale per gli insegnanti, dall’altra la netta contrarietà della Lega e i dubbi dei Cinque Stelle. «I docenti hanno risposto benissimo: ad aprile era già vaccinato il 75% di loro, poi cosa è successo? Vaccinare il personale non risolverà il problema. Chi lo pensa, o è in malafede o ignora del tutto la situazione. E lo dico credendo nella vaccinazione ed essendomi vaccinata con doppia dose», dice l’ex ministra dell’Istruzione, la Cinque Stelle Lucia Azzolina al Foglio.

Una spaccatura politica che si ritrova anche tra i rappresentanti della scuola. Le associazioni dei dirigenti scolastici sono schierate per l’introduzione del Green pass a scuola. I sindacati, invece, frenano.

Sarà Bianchi domani a presentare il «piano scuola», che ricalca le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Per evitare la didattica a distanza, gli scienziati hanno «raccomandato il rapido completamento della campagna di vaccinazione del personale della scuola (docente e non docente), come pure degli studenti a partire dai 12 anni». Il confronto con i ministri servirà a decidere se questa raccomandazione debba trasformarsi in obbligo ma su questo, come spiega Speranza, «la discussione è ancora in corso».

Secondo i dati a disposizione della struttura guidata dal commissario Francesco Paolo Figliuolo, ha già ricevuto la doppia dose di vaccino oltre il 78% di personale scolastico. «In realtà siamo all’85,5 %, molto al di sopra della media nazionale», chiarisce Bianchi. Ci sono però disparità tra le regioni. Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Molise, Veneto viaggiano spedite, mentre altrove la campagna va a rilento. Al momento sono 222mila le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose, ma in molti casi le prenotazioni sono già state effettuate almeno per la prima iniezione e questo fa presumere che entro la fine di settembre il numero possa diminuire in maniera significativa. Altrimenti non è escluso che si intervenga con un decreto che fissi il tetto minimo di insegnanti vaccinati.

Il piano messo a punto dallo staff del ministro Bianchi prevede comunque di garantire la presenza in classe «con il distanziamento interpersonale in posizione seduta» e dove non sarà possibile «l’adozione delle altre misure, ormai ben note, di prevenzione del contagio. Ivi incluso l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche nei locali chiusi».

Il capitolo fondamentale rimane quello del trasporto pubblico, che senza regole di protezione può favorire la circolazione del virus. Il confronto con le Regioni servirà dunque per fare il punto sul potenziamento dei mezzi nelle principali città alla ripresa della scuola. In modo da intervenire per tempo ed evitare i problemi che lo scorso anno hanno contribuito a far rimanere a casa gli studenti a giorni alterni.

L’obbligo di Green Pass per il trasporto pubblico al momento non è previsto. Già dal 6 agosto potrebbe invece essere obbligatorio esibire il Green Pass prima di imbarcarsi su navi e aerei o di prendere un treno. Nel decreto varato la scorsa settimana per imporre la certificazione verde in tutte le zone bianche per le attività al chiuso, i trasporti di lunga percorrenza non erano stati inseriti proprio con l’intenzione di emanare un nuovo provvedimento che lo rendesse obbligatorio alla fine del mese, quando si rientra dalle vacanze trascorse in Italia, ma anche all’estero.

L’aumento della curva epidemiologica nel nostro Paese e soprattutto all’estero, l’alto numero di prenotazioni anche di stranieri, sembrano però aver convinto l’esecutivo sulla necessità di anticipare i tempi per evitare che il ritorno a casa coincida con una nuova impennata dei contagi.