Oggi primo test per la scuolaDa ottobre il Green Pass obbligatorio sarà esteso

Giovedì mattina dovrebbe essere convocata la cabina di regia politica a Palazzo Chigi e subito dopo il Consiglio dei ministri. La data di entrata in vigore dovrebbe essere il 10 ottobre. Suona la campanella per 4 milioni di studenti

Foto Gian Mattia D'Alberto - LaPresse

Entro la prima metà di ottobre l’obbligo del Green Pass sarà esteso a milioni di lavoratori. La strada ormai è tracciata, scrive il Corriere. Restano in sospeso solo le aziende private, mentre nei luoghi dove i clienti già sono obbligati a mostrare il certificato verde dovranno averlo anche titolari e dipendenti. E la stessa regola sarà applicata nella pubblica amministrazione, dopo l’obbligo inserito a scuola, che oggi riparte in presenza per quasi 4 milioni di studenti.

Questa almeno è la linea dei ministri della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e della Salute Roberto Speranza, concordata con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Rimane la resistenza del leader della Lega Matteo Salvini. Ma il ministro leghista dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti si dice d’accordo: «Bisogna essere pragmatici, il Green Pass è una misura che serve».

Giovedì mattina dovrebbe essere convocata la cabina di regia politica a Palazzo Chigi e subito dopo il Consiglio dei ministri. La data di entrata in vigore dovrebbe essere il 10 ottobre, così come già deciso per i lavoratori esterni delle residenze per anziani. Dal momento dell’entrata in vigore del decreto, si ritiene indispensabile lasciar passare il tempo necessario a chi vuole immunizzarsi di effettuare la prenotazione, ricevere il vaccino e far trascorrere i 15 giorni previsti per legge dalla somministrazione della prima dose.

Il via libera della maggioranza di loro appare ormai scontato. Il consulente di Speranza Walter Ricciardi a Repubblica dice che per ridurre drasticamente la circolazione del virus servono due cose: la copertura vaccinale al 90% e l’estensione più ampia possibile del Green Pass, che va chiesto ai lavoratori pubblici e privati. «Sono convinto che l’uso del certificato debba caratterizzare tutte le attività che si svolgono in luoghi chiusi. La variante Delta è così contagiosa che se gli dai spazi se li prende tutti», dice.

La scelta di procedere entro un mese mira a ottenere due obiettivi già dichiarati da Draghi e altri ministri: rendere superflua l’introduzione dell’obbligo vaccinale ed escludere nuove chiusure delle attività. Soprattutto impedire che l’eventuale risalita della curva epidemiologica renda necessario il ritorno di bambini e ragazzi alla didattica a distanza, che da oggi ritornano in presenza in gran parte d’Italia.

Oggi tornano in classe quasi quattro milioni di studenti, circa la metà della popolazione scolastica. E sarà il primo esame per il piano di rientro messo a punto dal governo. Assicurare un anno di lezioni senza interruzioni per recuperare il tempo perso è l’impegno preso dall’esecutivo. Ma quello che accadrà davvero è un’incognita: dipenderà dal livello dei contagi, dall’efficacia del rafforzamento dei trasporti e dalle scelte delle singole Regioni. Ma anche dall’andamento della campagna vaccinale, e quindi anche dalle norme sul Green Pass.

Dopo la scuola, l’obbligo del certificato verde sarà esteso in primis agli uffici pubblici. Brunetta ha annunciato una limitazione dello smart working con il ritorno in presenza dell’85% dei dipendenti, ma per raggiungere questo risultato è indispensabile rendere prima obbligatorio il Green Pass. La norma sarà inserita nel decreto lasciando poco meno di un mese prima dell’entrata in vigore. E la stessa procedura sarà seguita per titolari e dipendenti di bar e ristoranti, dove il passaporto è chiesto al cliente.

Un ragionamento che vale anche per tutti gli altri luoghi dove il Green Pass è già obbligatorio: palestre, piscine, circoli sportivi, cinema, teatri, sale concerti e sale da gioco. E poi: parchi tematici, addetti al ricevimento in fiere, eventi e convegni.

Inizialmente era stato stabilito di non ampliare agli addetti ai trasporti di lunga percorrenza l’obbligo di ottenere la certificazione, ma la decisione di procedere ad ampio raggio sembra aver convinto il governo sulla necessità di non lasciare fuori queste categorie visto che per poter salire a bordo di navi, treni a lunga percorrenza e aerei i cittadini sono obbligati ad esibirlo.

Rimane al momento sospesa la decisione dell’estensione dell’obbligo di green pass per le aziende private. È infatti ancora in corso la trattativa tra Confindustria e sindacati, sopratutto per quanto riguarda il pagamento dei tamponi per i lavoratori che non hanno intenzione di vaccinarsi. I prezzi calmierati non sono infatti ritenuti sufficienti dai sindacati per concedere il via libera a far ricadere l’onere sui dipendenti e certamente non sarà lo Stato a farsene carico anche perché questa eventualità è stata già esclusa per gli altri settori, in particolare per il personale scolastico. E perché farebbe comunque venire meno l’incentivo a vaccinarsi rappresentato dal certificato obbligatorio.

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