Parità strutturaleLa ministra Bonetti dice basta agli aiuti spot per le donne

La titolare per le Pari opportunità sul Sole 24 Ore spiega la Strategia nazionale, dalla decontribuzione del lavoro femminile alla sogli per limitare il gender pay gap. Il 15 settembre darà il via al Global Inclusion 2021

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Si chiama Strategia nazionale per la parità di genere. Il governo l’ha approvata ad agosto, mettendo nero su bianco le misure necessarie per promuovere l’inclusione e ridurre il gender gap. E in un’intervista al Sole 24 Ore, in vista del Global Inclusion 2021 che partirà il 15 settembre, la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti spiega il contenuto del documento, con l’obiettivo di abbandonare la logica «degli incentivi a tempo, per platee ristrette, e dei tanti microbonus per le donne e la genitorialità».

Bonetti annuncia che saranno approvate «misure strutturali che puntino davvero a cambiare il Paese e le politiche familiari, rimuovendo gap e ostacoli». Il primo passo sono il Family Act e la Strategia nazionale. «Il cambio di passo sarà duraturo e misurabile nel tempo attraverso indicatori certificati, così come i costi e i benefici delle politiche approvate», dice. «Il metodo è lo stesso che abbiamo adottato con l’assegno unico universale per riordinare le misure per le famiglie: oggi introdotto con una misura ponte, a gennaio diventerà stabile e riassorbirà anche le detrazioni fiscali per i figli a carico. Siamo nella fase di stesura dei decreti legislativi».

Le misure nella Strategia nazionale sono variegate. «Abbiamo già iniziato a distribuire i fondi per la costruzione di nuovi asili nido», dice la ministra. «Entro fine anno vogliamo introdurre i Livelli essenziali delle prestazioni per gli asili nido a cui saranno ancorati gli stanziamenti». E per favorire il Mezzogiorno, dove questi servizi sono carenti, «utilizzeremo i fondi disponibili per sostenere, e affiancare con competenze mirate, i piccoli comuni per la progettazione». In parallelo, il governo sta lavorando «alle linee guida per la Certificazione della parità di genere in azienda e quelle per gli appalti pubblici e, a breve, all’attuazione del fondo per l’imprenditorialità femminile».

Ci saranno novità poi anche nella manovra per incentivare il lavoro femminile. Con una «decontribuzione per le assunzioni e le sostituzioni di maternità, in modo da far risultare non più sconveniente per un’azienda assumere una donna invece che un uomo». E gli sgravi contributivi attuali (in vigore solo per le donne di alcune regioni del Sud o disoccupate da oltre 24 mesi) dovranno diventare «strutturali per tutte le lavoratrici», annuncia Bonetti. «Oggi le donne pagano un elemento di disparità in ingresso e questo costo va sostenuto dalla collettività perché la parità è un valore per tutti, non solo un diritto da tutelare».

Tra le altre misure al vaglio: meccanismi per la premialità fiscale per le imprese che promuovono strumenti di welfare e di parità di genere e l’introduzione di voucher per i servizi educativi. Sulla parità salariale, invece, c’è già un provvedimento in dibattito alla Camera a prima firma della deputata del Pd Chiara Gribaudo.

«Si tratta di un cambio di prospettiva», spiega la ministra. «Un modo nuovo di affrontare le politiche del lavoro, attraverso la ricomposizione degli interessi e dei diritti. Le parti sociali e datoriali, che hanno partecipato alla stesura della Strategia dando un importante contributo, verranno coinvolte nel monitoraggio. A livello aziendale si tratta di trovare dinamiche innovative per mettere al centro la parità di genere, come strategia di investimento complessivo per lo sviluppo del mondo del lavoro. In questo senso la contrattazione di secondo livello e il dialogo con i sindacati saranno sicuramente molto utili».

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