Il discorso di von der LeyenVerso l’esercito europeo con 6mila militari e il comando unico a Bruxelles

La presidente della Commissione europea interviene a Strasburgo sullo “Stato dell'Unione”. E potrebbe già anticipare i contenuti e gli obiettivi della nuova nuova difesa Ue, scrive Repubblica

STEPHANIE LECOCQ / POOL / AFP

Oggi la presidente della Commissione, Ursula von Der Leyen terrà al Parlamento europeo riunito a Strasburgo il discorso sullo “Stato dell’Unione”. E già oggi, scrive Repubblica, potrebbe anticipare gli obiettivi del nuovo piano di difesa europeo. Von der Leyen vorrebbe farne un tratto distintivo della seconda metà suo mandato, soprattutto a fronte di quanto accaduto in Afghanistan.

Si tratterà di una “Expedition force” che metta in grado l’Ue di intervenire militarmente in tutti i teatri di guerra, con 5-6mila uomini pronti all’intervento e un quartier generale unico a Bruxelles.

Dopo la crisi afgana, le carenze europee per quanto riguarda la Difesa sono emerse in tutta la loro evidenza. In quel quadro von Der Leyen ha deciso di occuparsi personalmente di una riforma che segnerebbe una vera e propria “rivoluzione” in questo settore. Martedì scorso ha convocato una riunione ad hoc nei suoi uffici proprio per delineare un documento informale su cui discutere con tutti i Paesi membri già nelle prossime settimane.

La premessa è che tutto verrebbe costruito in sintonia con la Nato. Lo schema di partenza è l’attuale “Battle group”. Un battaglione di 1.500 uomini, composto da tutti i Paesi dell’Unione. Ma l’idea è di compiere un salto. Il battaglione dovrebbe salire subito ad almeno 5-6 mila unità per poi crescere successivamente. Cambierebbe però la qualità dei militari coinvolti. Al momento, i 1.500 del “Battle Group” sono solo soldati di terra. Il nuovo formato prevede il coinvolgimento della marina e dell’Aeronautica. Fondamentali per raggiungere velocemente tutti i luoghi del potenziale intervento.

Non solo. Si dovrebbe aggiungere una componente integralmente dedicata alla “Cyber-guerra” e una allo “spazio”. Due settori dei quali nel terzo millennio nessun esercito può fare a meno. Il progetto, poi, prevede di istituire un comando permanente. Una sorta di quartier generale da insediare a Bruxelles. Con un Comandante permanente che resti in carica un triennio. L’ufficiale che gestirà le operazioni sul terreno, invece, potrebbe restare al suo posto per sei mesi.

Naturalmente per arrivare a questo obiettivo sarà indispensabile la volontà politica e anche assegnare un indirizzo a questo esercito che dovrà operare in autonomia. Ma quali saranno le procedure per stabilire la decisione politica iniziale? L’attuale sistema dell’unanimità nel Consiglio europeo rischierebbe di rendere ogni scelta a dir poco farraginosa. Una delle ipotesi è che si trasferisca una competenza proprio alla Commissione per velocizzare i tempi. Ma è solo un’ipotesi, specifica Repubblica.

Ovviamente un disegno di questo tipo richiederà anche uno sforzo economico. Alcuni dei “big” dell’Unione sembrano già orientati in questo senso. E tutti sanno che la Francia coltiva già delle mire per il comando di questa eventuale nuova forza militare. Ma non c’è solo Parigi: dal punto di vista militare, Italia, Francia, Germania e Spagna sono i Paesi più strutturati.

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