Expo 2020Il caffè del futuro è consapevole

In occasione dell’inizio dell’esposizione universale, Francesca Lavazza ha raccontato il lungo cammino iniziato dall’azienda di famiglia per lavorare in armonia con il pianeta e costruire nuove memorie gastronomiche sostenibili

In un telegramma del 1935 dal Sud America, Luigi Lavazza scriveva ai suoi familiari: «In un mondo che distrugge i beni della natura io non ci sto». Si può dire che questa frase sia stata la miccia che ha innescato nell’azienda nata a Torino nel 1895, la volontà di fare meglio. Lavazza è uno dei protagonisti del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai, con uno spazio caffetteria perfettamente in sintonia con il clima futuristico e consapevole della struttura concepita dal team Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M ingegneria. Ma la verità è che Lavazza lavora alla sostenibilità da molto prima che diventasse un tema caldo. Per capirci: nel 2015, al Cop 21 di Parigi, l’azienda non era lì per ascoltare, ma per raccontare cosa era stato già fatto sul fronte sostenibilità. Ora che il mondo sembra ripartito, c’è bisogno di un nuovo obiettivo. Anzi, di un Goal 0.

Sostenibilità, impegnati prima di Greta Thunberg
Il gruppo Lavazza è impegnato sul fronte della sostenibilità dal 2004, con la fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Foundation. L’obiettivo dell’organizzazione era quello di sostenere le comunità la cui economia si basava sul caffè, per dar vita a un prodotto socialmente, economicamente e ambientalmente sostenibile.

Ispirare i giovani ai principi della sostenibilità è un’altra delle missioni di Lavazza. Il gruppo ha all’attivo numerose iniziative tra cui i Global Talks, che coniugano l’innovazione e la sostenibilità. Ispirati dalla lista stilata dalle Nazioni Unite Lavazza ha proposto il Goal 0, fondato sulla comunicazione e sul coinvolgimento delle persone al centro di questa sfida, avvicinandole quanto più possibile alle tematiche dei 17 obiettivi Onu.

Ora lo scopo di Lavazza è arrivare al 2025 con il 100% di prodotto sostenibile, riciclabile e compostabile, e al 2030 con una road map to zero per abbattere le nostre emissioni di Co2. L’investimento fatto per neutralizzare il proprio impatto carbonico e per la roadmap del packaging sostenibile per il solo biennio 2020 – 2021 ammonta a circa 50 milioni di euro. «Al momento siamo on track, ma la cosa più importante era mettersi in marcia. Al Cop 21 di Parigi, nel 2015, eravamo lì non per ascoltare, ma per raccontare già i primi risultati raggiunti», ha spiegato Francesca Lavazza, vicepresidente di Lavazza Group.

L’ultimo progetto che valorizza l’impegno verso la sostenibilità è ¡Tierra! Bio-Organic. Si divide in tre gruppi corrispondenti a tre differenti miscele: ¡Tierra! Bio-Organic For Planet, per rispondere al cambiamento climatico; ¡Tierra! Bio-Organic For Amazonia, a sostegno della riforestazione; ¡Tierra! Bio-Organic For Africa, a supporto della formazione di giovani coltivatori. Il progetto è sostenibile a livello sociale: le bacche sono raccolte a mano da produzioni biologiche, certificate RFA; è contenuto in packaging progettati per favorire il riciclo grazie all’uso di plastiche omogenee.

Per la campagna di comunicazione Ben Harper ha voluto riarrangiare uno dei suoi brani più famosi, With My Own Two Hands, per accompagnare un video con opere di land art a impatto zero: tutto per ispirare il messaggio sintetizzato nell’hashtag #icanchangetheworld, missione in cui Lavazza può azzardare anche previsioni sul cibo del futuro, caffè compreso: «sarà attento alla sostenibilità. La materia prima sarà concepita per consumare meno energie, per essere sano ed equo per tutti».

Expo 2020 Dubai, simbolo di ripartenza sostenibile
«Speriamo che Expo 2020 Dubai segni davvero una ripartenza globale – spiega Francesca Lavazza – All’esposizione universale, l’Italia si presenta in maniera potente a un pubblico quanto più internazionale possibile, per raccontare quello che in questi anni abbiamo continuato a fare, con attenzione, portando avanti i criteri di tecnologia, innovazione e sostenibilità a partire proprio dal caffè. Vogliamo che questa bevanda sia una sorta porta di ingresso per tutti i visitatori del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai».

Tutto in questo spazio ha a che fare con la sostenibilità: vernici, muretti, pavimenti, alghe che restituiscono ossigeno, corde in plastica riciclata, correnti d’aria naturali e persino la moka del corner Lavazza. La Solar Moka è un’installazione a energia solare creata da Carlo Ratti. Alcuni pannelli solari, fissati nelle vicinanze, si muovono per intercettare i raggi del Sole e veicolarli verso un grande boiler fissato al di sopra della caffetteria. L’acqua calda generata viene utilizzata per preparare il caffè nello spazio espositivo.

La bellezza può ancora salvare il mondo?
«La bellezza connette le persone» è il messaggio chiave del Padiglione Italia. Ne ha piena consapevolezza anche Francesca Lavazza, che da tempo lavora al fianco delle principali istituzioni artistiche: recentemente è anche diventata presidente del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. «La bellezza può e deve salvare il mondo: deve ispirarci e dare fiducia – spiega Francesca Lavazza – In questo momento abbiamo bisogno di essere rassicurati, di vedere il meglio di quello che il futuro ci prospetta. E l’arte è uno dei veicoli attraverso cui acquisire energia, fiducia e recuperare uno sguardo rivolto in alto, ma soprattutto in avanti».