Gli incentivi anti-cashNuova stretta al contante: da gennaio il limite scende a mille euro

Come programmato dalla manovra del Conte 2, dal 2022 si torna alla «quota Monti» per i pagamenti con le banconote. Il cashback però non sarà confermato e la lotteria degli scontrini sarà corretta. Mentre si attende il decollo degli sconti sull’acquisto dei dispositivi Pos

(Unsplash)

Da inizio anno si cambia. Per i pagamenti in contante, la soglia a partire dalla quale è vietato fare transazioni con le banconote scende da 2mila a mille euro. Come spiega Il Sole 24 Ore, è l’effetto del decreto fiscale collegato alla manovra del 2020 (quella del governo Conte-bis), che dal 1 luglio dello scorso anno aveva già ridotto il limite da 3mila a 2mila euro, programmando poi un’altra stretta dal 2022.

Quella in arrivo sarà la nona modifica in 20 anni, la quinta negli ultimi dieci. Un ritorno alle norme del decreto “Salva Italia” di Mario Monti, in pratica. Ma in un contesto molto diverso, con i pagamenti digitali in continua ascesa, soprattutto dopo la pandemia. Il cash però resta ancora la modalità di pagamento preferita dagli italiani e l’Italia è al 25esimo posto su 27 nell’Ue per numero di transazioni pro capire con la carta.

Come hanno dimostrato diversi studi negli anni scorsi, però, da soli i vincoli al cash non bastano a contrastare l’evasione fiscale. E infatti, sono in partenza anche altre agevolazioni nella legge di bilancio.

Il cashback voluto da Conte e costato 1,5 miliardi a semestre, non sarà rinnovato. Gli emendamenti parlamentari, già annunciati, per rinnovarlo dovranno appunto confrontarsi con le cifre.

La lotteria degli scontrini invece resterà, ma avrà bisogno di una correzione. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Economia, a fronte di 5,9 milioni di codici rilasciati a 4,7 milioni di cittadini, solo il 26,7% degli esercenti trasmette i dati della lotteria. Per incrementarne l’utilizzo, il ministero valuterà l’introduzione di premi istantanei.

L’altro step è coinvolgere gli esercenti per incentivare i pagamenti alternativi al contante. Il governo ha già elevato dal 30 al 100% il credito d’imposta sulle commissioni pagate per l’uso dei Pos tra luglio 2021 e giugno 2022, e ha anche stabilito due tax credit sull’acquisto, noleggio e utilizzo dei dispositivi. Uno per quelli standard. E un altro per i Pos “smart”, che partirà dal 2022.

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