Pranzo di famigliaNatale al ristorante? Sì, grazie!

Quest'anno più che mai ci sembra giustificata la scelta di molti italiani buongustai di pranzare al ristorante per il 25 dicembre. Quale scegliere? Eccovi la nostra selezione milanese

Se l’anno passato siamo dovuti restare a casa con pochi – scelti – intimi, quest’anno sembra che i festeggiamenti e i brindisi del 25 dicembre siano stati sdoganati. A patto che ogni nucleo familiare – più o meno allargato – prenda le dovute precauzioni e accortezze, sarà possibile ritrovarsi intorno a ricche tavole imbandite, riabbracciare i parenti più cari, coccolare nipotini e spacchettare insieme i regali ricevuti. Sono tante, la maggior parte probabilmente, le famiglie e le generazioni già all’opera nella composizione di menu natalizi che recuperino in abbondanza e opulenza tutto il tempo perso. Ci sono case che durante i giorni di festa cambiano odore, si riempiono dei fumi delle lunghe preparazioni e cotture lasciate a sobbollire sui fornelli giorno e notte. E così come in tanti ritroveranno il piacere di ricevere a casa amici e parenti, c’è sicuramente una vasta fetta di popolazione che opterà per un pranzo al ristorante. E sapete una cosa? Quest’anno ci sembra più giustificato che mai. Per goderselo in pieno relax senza dover pulire una sola posata, per farsi viziare e coccolare, per andare in quell’indirizzo che ci sogniamo da un pezzo, per potersi riunire intorno a un tavolo in ambienti più ampi e meno ristretti di molte case private. Anche per il Natale 2021, sono tanti gli indirizzi milanesi in cui portare mogli, mariti e bambini a passare un pranzo da re. Ci siamo divertiti a raccogliere alcune delle proposte più interessanti e noterete che, anche quegli indirizzi che in genere discostano l’uno dall’altro, ritrovano per il Natale un fil rouge comune che esalta e celebra la tradizione. 

Culurgiones arrosto – foto by Adriano Mauri

Iniziamo con un indirizzo quasi novità per il parterre di gourmet milanesi: stiamo parlando di Frades, il nuovo tempio di cucina sarda fondato dai fratelli Paddeu e aperto in zona Missori nella primavera 2020. Un ristorante elegante, in cui la materia prima tradizionale autoctona viene esaltata e proposta in piatti contemporanei e raffinati. Prima del ristorante infatti, i Paddeu, fondarono la bottega, a Porto Cervo, che vendeva tipicità del posto e preparazioni gastronomiche. Per il pranzo di Natale lo chef Roberto Paddeu (classe 1991) propone un menu degustazione in cui sono combinate una serie di ricette ancora inedite con alcuni piatti ormai “simbolo” della cucina di Frades. Si inizia con un trittico classico: mini culurgiones arrosto con gazpacho di pomodoro camone, sandwich di triglia e maionese di lestisco, tacos di pane lentu con scampi, stracciatella e caviale. Si prosegue con le seppiette al bbq e crumble di chorizo e le animelle di agnello, capesante, battuto di erbe amare e caprino. Con i primi, si torna alla tradizione sarda con la fregula al brodetto di scorfano ed essenza di arancia e culurgiones al tartufo bianco, nocciole e jus di vitello. Un solo secondo, di rappresentanza, è dato dal maialetto da latte arrosto, carciofi al timo e patate al tartufo. Questo ingrediente ritorna anche nel dolce per concludere in bellezza: gelato alla vaniglia e tartufo bianco. Che lusso questa Sardegna!

Come ogni anno, l’area dei Navigli offre sempre una discreta rosa di locali aperti. Certo bisogna saper scegliere e, tra le tante insegne più o meno note, ce n’è una che non molla mai, nemmeno a Natale. È Maida Mercuri, che da 35 anni come se fosse ancora al primo giorno, è al timone del suo amato Pont de Ferr. Maida e il suo giovane staff – che sta progressivamente ritrovando il suo equilibrio – propone un menu degustazione con il meglio della tradizione milanese natalizia e qualche furto dalla vicina scuola francese e piemontese. Si parte con una tartare di ricciola e yogurt greco di antipasto e una terrina di seppie, coniglio e carciofi. Si tiene la linea del pesce con un risotto al pistacchio e gamberi allo zafferano. A metà arriva il piatto che non può mancare: i ravioli di cappone nel loro brodo. Si prosegue con il guanciotto di vitello brasato e salsa al cioccolato amaro con puré di sedano rapa. Infine i dolci, un primo tortino di castagne al Baileys, nocciole e gelato al latte, il secondo il classico panettone artigianale con la crema allo zabaione.

Poco più avanti, in via Villoresi, Sara Preceruti, nel suo intimo ristorante Acquada, dietro al Naviglio Grande, propone lo stesso menu per la cena del 24 dicembre e il giorno di Natale. Si parte con del tonno tonnato, caviale di soia e agrumi e una piccola porzione di petto e coscia di quaglia ripieni. Risotto zucca e limone fermentato insieme a tortellini di brasato con brodo di manzo costituiscono la parte centrale di un menu che vira sul pesce per quanto riguarda i secondi. Qui troviamo un trancetto di ricciola con spinaci, sedano rapa e gelée ai lamponi. Un piccolo pre-dessert di sorbetto al bergamotto precede un dolce che prende il nome di Albero di Natale.
Spostandosi sul Naviglio Pavese, l’Osteria Grand Hotel negli anni, non ha perso il suo carattere di osteria tradizionale con una buona accoglienza e una cucina casalinga curata e mai forzata. Il menu di Natale prevede un antipasto con scaloppa di foie gras e riduzione di Sauternes. Segue un leggero sauté di cozze e vongole con vellutata di ceci e uno sformato di cardi con alici del Cantabrico. Di nuovo, troviamo una pasta ripiena in brodo – ravioli di carne in questo caso – e delle costolette di agnello in crosta di erbe aromatiche come secondo. Il Piemonte ritorna nuovamente nel dessert per la torta di amaretti e caffè, servita con panna e croccante, che ricorda nel gusto il classico bunet.

Facendo una piccola digressione in ambito hotellerie, ci spingiamo in zona Cimitero Monumentale, all’interno del cinque stelle Hotel ViU. Qui il bergamasco Giancarlo Morelli, propone un menu di Natale con un ottimo equilibrio tra carne e pesce. Due i primi, un tagliolino di grano arso con astice e carciofi oltre agli immancabili cappelletti in brodo di cappone e un secondo a scelta tra il morone con salsa al burro e caviale o il cappone ripieno di dattteri, fichi, castagne e patate al caramello d’agrume. Per concludere, un piccolo sorbetto al yuzu per preparare la bocca alla tarte au chocolat con marroni, cannella e panna al caffè che accompagna il panettone e le sue creme. Nella sua insegna di Seregno appena fuori milano, il Pomiroeu – 1 stella Michelin – , Morelli propone un menu sulla stessa falsariga,  tanto per la Vigilia quanto per il pranzo del 25. Non si osa abbandonare la tradizione scegliendo ancora una volta quelli che sono ormai i piatti più rappresentativi della sua cucina: i cappelletti in brodo di cappone, un risotto allo champagne con gamberi rossi e carciofi e il cappone arrosto con mele e castagne accompagnato da una millefoglie di patate al tartufo.

 

Restando in contesti alberghieri di lusso, ci spostiamo al Mandarin Hotel, in casa di Antonio Guida, Excecutive Chef del ristorante due stelle Michelin Seta. Qui si respira davvero un’atmosfera speciale, da sempre. E anche in occasione del pranzo di Natale è stato pensato un menù celebrativo della cucina di Guida, opulenta il giusto – grazie ad alcuni ingredienti non trascurabili in queste occasioni – e celebrativa di una delle sue passioni preferite: la selvaggina. Pernici, colombaccio, germano sono vestiti del loro abito migliore e contribuiscono a rendere il menu ancora più prezioso. Dopo un’entrée con caviale e patate affumicate e salsa Parmentier all’ostrica si passa a una terrina di pollo e anatra con salsa suprema e tartufo nero. Come primo piatto, dei cannelloni di farina di castagne con pernice, scorzonera e salsa al pepe verde. Seguono una triglia farcita di acetosella e garusoli con salsa al granciporro e un tortino di germano e colombaccio con salsa al Grand Marnier. Per chi ama le verdure, zucca e nocciola con salsa all’anice stellato, riduzione di sangria e sorbetto alla melagrana. La chiusura dolce è chiaramente data dal panettone, in questo caso al gianduia con mandarino, rosmarino e crema al mascarpone e arancia.

Altrettanto ricca e originale è la proposta che chef Giuseppe Postorino ha pensato per Alchimia Ristorante e Lounge Bar, insegna con un pubblico molto fidelizzato durante l’anno e che quest’anno ha deciso di tenere compagnia alla propria clientela anche durante il giorno di Natale. Il pranzo inizia con un calice di bollicine di aperitivo accompagnato da piccoli intrattenimenti: mondeghili allo zafferano, bigné cacio pepe e zucca, praline cocco e salmone. Sei le portate principali: il mottarello – presentato in versione caprese nell’ultimo menu autunnale e qui rivisto alla carbonara; un crudo di leccia con barbabietola, campari e vermouth in apertura; capesante alla mugnaia in seconda battuta e risotto al bianco e nero di seppia come primo piatto. Più scanzonata, la caramella di pasta al ragù di cortile con zucca e tartufo che precede un secondo di tutto rispetto: la faraona. Qui presentata con ricetta alla Wellington servita con crema di castagne e millefoglie di patate. Panettone e pandoro (per chi non si vuole far mancare nulla) concludono questa abbondante esperienza.

Abbiamo inserito come indirizzo di città – anche se proprio centrale non è perché bisogna spingersi verso Gratosoglio – l’Antica Osteria il Ronchettino. Un locale con una cornice assolutamente unica nel suo genere: bucolica, d’atmosfera e intrisa di tradizione lombarda. Ci si inizia a divertire già dall’ampia selezione di antipasti – come è tipico della zona: mondeghili verza e tartufo nero, insalata tiepida di galli e salsa verde, salmone marinato, sfoglia ripiena di cavolo nero, ricotta e salsiccia di Bra cruda e servita con fonduta di cipolle cotte in forno a legna. Non può mancare un risotto come primo piatto, qui proposto sfumato con spumate e mantecato con zucca e polvere di prosciutto crudo d’Osvaldo. Seguono cappelletti chiusi a mano in consommé di cappone e lo stesso ripieno di castagne ed erbe di campo. Panettone, crema al mascarpone e barbajada per il brindisi finale. La barbajada è una tipica bevanda milanese nata agli inizi dell’800 e realizzata con caffè e cioccolata. Ideale per accompagnare i dolci durante pasti importanti.

 

Anche l’Hub di Identità Golose, in via Rosmagnosi, è aperto per la Vigilia e il pranzo del 25 dicembre in compagnia della solida cucina di Andrea Ribaldone e Edoardo Traverso. Un menu fisso da tre antipasti, una portata principale, un secondo e un doppio dolce sapranno soddisfare anche i palati più esigenti. Si inizia con dei wrap di gamberi rossi e lime, per passare a un sandwich di foie gras e pera; si continua con capasanta con crema di cavolfiore e corallo soffiato. Arrivano poi i cannelloni – non è la prima volta in cui li incontriamo in un menu d’occasione – ripieni di gallina e serviti con un cremoso al tartufo e olio al sedano. La seconda portata è costituita da un petto d’anatra con zucca e sedano rapa. Il dessert prevede un cremoso allo yogurt e mandarino oltre ovviamente a panettone e crema morbida allo zabaione.
Dovesse capitare una giornata di sole e cielo terso, potrebbe essere ancora più giustificata la scelta di trascorrere il 25 dicembre da Mi View Restaurant, regno di Christian Spagnoli. Al ventesimo piano della torre del World Join Center in zona Portello, si gode di una vista unica su tutta la città, dai nuovi quartieri fino al centro storico. Il menu pensato per festeggiare il giorno di Natale si divide tra un “ritorno alla convivialità” per antipasto (insalata di gallina e lingua, bagnetto verde e patata arrostita), e “l’immancabile”, dato in questo caso da un riso Carnaroli acidulato, caprino montato all’alloro e capitone affumicato. I cappelletti in brodo di cappone sono presenti anche in questa carta e identificati come “pasta della tradizione”, giusto per non uscire troppo dagli schemi. Si resta nel solco della tradizione con una scelta coraggiosa come seconda portata: il gran bollito misto. Cappello del prete, cappone, zampone, testina ovviamente accompagnati dalle loro salse. Per il dessert questa volta è fresco e esotico ovvero ananas caramellato, vaniglia, passion fruit e litchi.

Merita una menzione speciale l’Osteria Brunello, che restando aperta sempre, tutti i giorni di festività compreso Capodanno, ha pensato a un Menu Winter Holidays, prolungando leggermente l’orario di apertura della cucina e dando la possibilità anche di andare alla carta. Il menu degustazione parte con una crème brulée al foie gras con composta di fichi secchi e pan brioches. Come primo, dei cappelletti ripieni con mousse al parmigiano e aroma di limone che prededono l’anatra confit con salsa al Gran Marnier e purea di patate alle erbe. Il panettone in questo caso è sì un dessert, ma viene proposto come sformato e servito con zabaione alla vaniglia e lamponi.

Last but not least nella nostra lista di indirizzi è l’esuberante e intrepido Daniel Canzian. Nel suo omonimo ristorante in Brera, Canzian propone un ricco menu che si ripete per la Vigilia e per il pranzo di Natale. Chicche e bon bon di apertura servono a rompere il ghiaccio: patate soffiate al burro di mandorle, caviale e erba cipollina, sfoglie di polenta con prosciutto crudo riserva 24 mesi e tost di salmone marinato con pere in mostarda e uova.  Si passa poi a una composizione di scampi, foie gras e cicorino selvatico oltre ai cappelletti tradizionali in brodo di cappone. Tra i secondi, una proposta di pesce e una di carne: la sogliola all’erba cipollina e salsa mugnaia e l’anatra “in preparazione natalizia”. Dessert: panettone M.I.O firmato dallo chef, meringata agli agrumi con cocco e ananas e piccola pasticceria natalizia.

A noi è venuta una gran fame a riportare tutti questi menu, prenotate per tempo! Auguri e buone forchette!

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