Marketing Il cliente ha sempre ragione. E, da oggi, anche la scelta

Si afferma sempre di più nel settore eno-gastronomico il trend che vede un maggior coinvolgimento dellʼutente finale nella creazione di un prodotto: complice la diffusione di app, contest e social, i gusti si delineano sulle abitudini delle community... perché chi meglio del consumatore sa quello che vuole?

“Quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo (…) ed è stato selezionato per te dalle persone qui presenti in mezzo a una pila di roba”. Con queste parole lʼalgida Miranda Pristley/Meryl Streep spiegava alla sprovveduta Andrea/Anne Hathaway (con indosso un infeltrito maglioncino ceruleo) le logiche dellʼaffermazione di una tendenza in uno dei monologhi più indimenticabili de Il Diavolo veste Prada.
Succedeva, succede, in tutti i campi e ad ogni latitudine, che attraverso i più disparati canali le aziende siano in grado di delineare e imporre gusti, colori, idee, ma che dietro a tutto questo ci sia – ovviamente – un manipolo di studiosi ed esperti. Ed è ancora così, ma sempre più spesso i brand trovano nel consumatore finale un prezioso alleato, un supporto amico che fa da cartina tornasole e che li aiuta nelle scelte, nella definizione del naming, in ciò che si può proporre sul mercato. Una strategia che non solo porta un beneficio alle aziende in termini diretti di coinvolgimento di pubblico, ma che funziona anche come un invito allʼacquisto, stimolando la curiosità di chi ha fatto parte del progetto o di chi si mette nel ruolo del giudice.

Già lo scorso anno Patatine San Carlo aveva dato il via alla sesta edizione del concorso “Crea la nuova più Gusto® 2021” per immettere sul mercato un sacchetto di patatine Limited Edition scelte dai partecipanti. E proprio allʼinizio della scorsa estate, grazie ai risultati del concorso, San Carlo ha presentato sugli scaffali dei supermercati “Zaʼatar”, un sacchetto di patatine aromatizzato da un mix di spezie tipiche della cucina libanese e scelto fra 250 ingredienti disponibili e 305.000 combinazione inviate, designando come vincitore assoluto la l’incontro di timo, maggiorana, origano, semi di coriandolo o finocchio, semi di sesamo, sumac, aneto e sale per un risultato dal sapore esplosivo.

E così ha fatto anche Scoiattolo, azienda di Lonate Ceppino (Va) produttrice di pasta fresca ripiena, che dai risultati del contest “Inventa il tuo ripieno Scoiattolo”, ha messo in produzione una confezione di ravioli Limited Edition, “vestiti” con colori e tecnologia decisamente particolari, grazie al supporto della consulenza del Gruppo Aro, che da oltre 40 anni progetta, sviluppa e produce etichette, e che dal 2016 collabora con Scoiattolo.
Vincitore del concorso Fabrizio Corgnati, con i suoi deliziosi “Ravioli di scampi, burrata e scorza di agrumi”, il cui (bellissimo) pack è stato realizzato con Kamaleo, un sistema che sfrutta il programma HP Mosaic, e crea grafiche differenti da un unico file, dando un appeal in più a ciò che è già buono e bello, e trasformando film e vaschetta in un potente strumento di marketing.

«Questa Limited Edition ci ha permesso di divertirci e di trasformare la produzione industriale in qualcosa di unico, realizzato ad hoc per il vincitore di questo bellissimo concorso che ha registrato la partecipazione di centinaia di utenti e migliaia di votazioni online», spiega la Responsabile Comunicazione e Marketing di Scoiattolo, Alice Galli. «La confezione, infatti, studiata e realizzata da Alice Lepori, Art Director e grafica dell’ufficio creativo Scoiattolo, riporta il nome del vincitore così come compare sulla propria pagina Ig, a sottolineare anche la dimensione social del progetto».

Oggi la sfida si fa ancora più grande e la community del Gruppo Ruffino cantina di Pontassieve, alle porte di Firenze, fondata nel 1877 – crea ex novo un prodotto, dal contenuto al nome, grazie alla collaborazione fra lʼazienda, il Market Reaserch Studio di Winelivery e i consumatori di “Vini Trendy”, identificati allʼinterno della community dellʼapp, incrociando variabili differenti come demografia dell’utente e comportamento d’acquisto sui prodotti. Sovrapponendo i dati dei consumatori delle bottiglie Aqua di Venus e i consumatori amanti dei vini rossi maremmani, quali Bolgheri e Morellino di Scansano, ne è nata infatti una nuova linea di rossi della Maremma, “Rosso di Marte”, nome più votato dalla maggioranza degli utenti intervistati. A raccontare il progetto, Annarita Cicciarelli, Marketing Director di Ruffino, appassionata di cibo, vino, cultura ed enogastronomia italiana, convinta sostenitrice del fatto che attorno a un bicchiere di buon vino nascano le idee migliori.

Il mondo del vino muta in continuazione, viene raccontato attraverso lʼimmagine, attraverso nuove tendenze, che devono comunicare lʼeccellenza del vino «ed è fondamentale conoscere il profilo dei nostri consumatori e sapere soprattutto come stanno cambiando e cosa stanno privilegiando», spiega Cicciarelli. «Questo per ottenere prodotti in linea con nuovi target, soprattutto dei più giovani cui i Vini Trendy sono pensati, e che in Aqua di Venus hanno trovato un apripista, cui non poteva far seguito che una bottiglia di carattere come Rosso di Marte, un prodotto con una personalità più forte e maschile rispetto alla femminilità di Aqua di Venus e che va a valorizzare due aree molto importanti dove il brand Rufino non era ancora presente; Il Bolgheri, una delle denominazioni più in crescita, e il Morellino di Scansano, che per primo ha lanciato la parte sud della Maremma».

Rosso di Marte è stato costruito in questo modo, sulla base di scelte e input delineate dalla community: «Ad esempio, per arrivare al nome Rosso di Marte abbiamo proposto una rosa di 15 nomi generata lavorando sui valori del prodotto, una volta affidata a Winelivery, una piattaforma dinamica con un pubblico giovane, la risposta è stata immediata, forte e chiara, con la partecipazione di un migliaio di utenti in meno di 10 giorni», conclude Annarita Cicciarelli «Trovare il nome che esprimesse tutte le qualità del nuovo prodotto non era un’impresa facile e Winelivery, permettendoci di chiedere un feedback direttamente ai clienti finali, ci ha dato la tranquillità di aver scelto il nome giusto per questo progetto».

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