La critica sulle nuove regoleSecondo Ricciardi, l’obbligo del vaccino per gli over 50 non basta e la scuola tornerà in Dad

Il consulente del ministero della Salute dice al Messaggero: «Non si stanno prendendo decisioni sulla base delle evidenze scientifiche. In questo modo non si fermerà la pandemia». Il Green Pass rafforzato «servirebbe per tutti i lavoratori, di qualsiasi età, che sono a contatto con il pubblico», spiega. E sulle scuole «non sono state prese le misure che sarebbero servite»

Walter Ricciardi, mmagine tratta da Youtube

«Non si stanno prendendo decisioni sulla base delle evidenze scientifiche. In questo modo non si fermerà la pandemia. E le scuole chiuderanno de facto, perché con i contagi in classe scatterà la didattica a distanza». Il professor Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute e ordinario di Igiene all’Università Cattolica di Roma, sul Messaggero critica fortemente i contenuti del decreto approvato mercoledì dal consiglio dei ministri. Le nuove regole sul Green Pass rafforzato e l’obbligo vaccinale sopra i 50 anni che da oggi escluderanno i No Vax dalla vita sociale e che il premier Mario Draghi illustrerà in una conferenza stampa fissata per le 18.

Draghi interverrà in una giornata cruciale perché milioni di studenti torneranno in classe dopo le vacanze, nonostante le resistenze di molti presidenti di regione. «Non c’è solo un problema di riapertura delle scuole», dice Ricciardi. «Nell’insieme le misure prese non sono basate sull’evidenza scientifica a cui si è voluto derogare. E questo è pericoloso. La situazione è esplosiva».

Secondo il professore, «con la Omicron non possiamo permetterci di far circolare dei falsi negativi. Bisognava applicare l’obbligo del Super Green Pass, ottenuto solo con il vaccino o con il superamento dell’infezione, a tutte le attività. Tutte». E «l’obbligo vaccinale solo per gli over 50 non è sufficiente», prosegue. «Servirebbe per tutti i lavoratori, di qualsiasi età, che sono a contatto con il pubblico. Ad esempio la cassiera del supermercato, l’autista di un bus, l’impiegato allo sportello delle Poste o di un ufficio pubblico. Obbligo vaccinale per tutti. Per limitare la circolazione del virus, ma anche per proteggere questi lavoratori».

Ricciardi è pessimista anche sulle scuole. A suo parere, nel giro di poche settimane richiuderanno inevitabilmente a causa degli studenti contagiati, con una sospensione diffusa delle lezioni in presenza. «Questo avviene perché non sono state prese le misure che sarebbero servite. Prima di tutto serviva una campagna vaccinale di massa anche tra i bambini. Invece per la fascia di età 5-11 anni stiamo andando molto lentamente. Dovremmo mandare squadre di vaccinatori nelle scuole, proteggere i bambini rapidamente. E poi c’è il problema dell’aerazione delle classi, per la quale non è stato fatto nulla».

E spiega: «Ora lo dice anche l’Organizzazione mondiale della sanità che Sars-CoV-2 si diffonde tramite aerosol. Si devono installare nelle classi degli impianti, molto semplici, che rilevano l’anidride carbonica perché la saturazione dell’aria favorisce il contagio ed è il momento di aprire le finestre e favorire il ricambio d’aria. Ma sull’aerazione a scuola non è stato fatto nulla».

In assenza di questi interventi, nonostante la volontà politica di riaprire le scuole, secondo Ricciardi «la chiusura verrà da sé con i contagi in classe. Dicono: ma l’incremento dei casi è avvenuto mentre le scuole erano chiuse. Ma ciò che non si capisce che proprio con un numero di positivi così alto la riapertura delle scuole farà incrementare ulteriormente i casi».

Solo se si applicheranno «le misure che ho illustrato, nella prima settimana di febbraio la situazione migliorerà», spiega il professore, «altrimenti si proseguirà con l’incremento. Gli ospedali in alcune aree del Paese già questa settimana entreranno in crisi, tra due settimane succederà in numerose regioni».

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