Nella mente dello zarPutin si può sconfiggere solo attuando la no-fly zone, dice l’ex petroliere Khodorkovsky

Dopo dieci anni di carcere, è il principale dissidente russo in esilio. L’«errore degli alleati», spiega, è pensare «di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro, invece lui ragiona come un criminale. Se a un criminale mostri debolezza, quello andrà sempre avanti». «La Moldova verrà inghiottita già durante questa campagna», aggiunge. «Dopo la conquista dell’Ucraina aspetterà qualche tempo», poi «si lancerà in una nuova aggressione» contro i Paesi baltici o la Polonia

(La Presse)

Mikhail Khodorkovsky, ex petroliere, è il principale dissidente russo in esilio. Nel 2003 aveva quarant’anni e una fortuna di 15 miliardi di dollari grazie al colosso petrolifero Yukos. Oggi, a quasi sessant’anni, vive a Londra dopo essere sopravvissuto a dieci anni di carcere dopo aver cercato di organizzare un’opposizione a Vladimir Putin.

In un’intervista al Corriere, racconta che con Putin «non siamo mai stati amici, non posso dire di averlo conosciuto da vicino. Io ero al vertice di una grande impresa e Putin era presidente, avevamo rapporti di lavoro». Ma spiega: «Vent’anni di potere lo hanno cambiato, a quanto pare. Oggi si permette di fare cose che prima non osava. All’epoca si comportava in maniera più normale, riconosceva l’esistenza di certi limiti. Ma al fondo è sempre lui. Era già un criminale e tale è rimasto. Ha la mentalità di un esponente della criminalità organizzata. È ciò che i leader occidentali non hanno mai capito, non capiscono adesso e, mi spiace, temo non capiranno mai».

Ma, dice, «di sicuro l’aggressione all’Ucraina è frutto di una percezione deformata della realtà». Khodorkovsky non pensa che «Putin abbia avuto paura dell’allargamento della Nato. Detesta la Nato, ma non la teme. Piuttosto, ormai è posseduto da una missione messianica. Ha persino fatto mettere davanti al Cremlino la statua del principe Vladimir (il monumento di 17,5 metri di Vladimir il Grande, morto nel 1015, ndr)».

In pratica, è come se Putin si stesse identificando nei grandi Zar della storia. «Normale, per un criminale in età da pensione. Le persone così finiscono per essere dominate da un’idea, da una missione. Vent’anni fa era più razionale», dice Khodorkovsky. L’«errore degli alleati», spiega, è pensare «di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro, invece lui ragiona come un criminale. Se a un criminale mostri debolezza, quello andrà sempre avanti. È ciò che Putin sta facendo. Il fatto che l’Occidente non agisca lo incoraggia a spingersi sempre più in là». Ma non userà l’atomica: «Mica è suicida. Non schiaccerà il bottone se capisce che ci sarà una risposta equivalente».

Secondo l’ex petroliere, ora ci sono due scenari. «Nel primo da parte occidentale si impone una no-fly zone e l’Ucraina resiste. Allora Putin perderà il potere, probabilmente entro due anni». E il secondo, «se tutto continua come in questo momento, lui conquisterà l’Ucraina e poi ci sarà una guerriglia di resistenza. Il risultato sarà che la situazione economica della Russia si degraderà sempre di più. Dall’Ucraina arriveranno sempre più bare di soldati russi e il morale della popolazione in Russia peggiorerà».

«Ci sono tre casi del genere nella sua storia», spiega. «Nel 2008, nel 2014 e ora. Dopo lui ha scatenato sempre nuove guerre e stavolta farà la quarta, contro i Paesi baltici o la Polonia».

Dunque se Putin non viene bloccato da una no-fly zone ora, attaccherà di nuovo, secondo l’ex petroliere: «La Moldova verrà inghiottita già durante questa campagna. Dopo la conquista dell’Ucraina aspetterà qualche tempo che il morale nella popolazione russa si risollevi un po’, in modo da riorganizzare l’esercito, poi si lancerà in una nuova aggressione».

Il fatto che i governi europei contino sulle sanzioni in modo da fiaccare l’economia di Mosca e far sì che le élite russe si rivolteranno contro Putin sembrerebbe solo un’illusione. «Ho la sensazione che le élite occidentali non abbiano studiato bene la seconda guerra mondiale», dice Khodorkovsky. «Si comportano come fecero di fronte a Hitler e sappiamo a cosa ha portato. Nelle dittature, i ricchi imprenditori non hanno mai voce in capitolo per imporre un cambio al vertice. Tutti questi ricchi imprenditori colpiti dalle sanzioni per Putin non sono nessuno. Sono servitù. Non possono far nulla, sanno solo servire».

Khodorkovsky è netto: «La fase delle sanzioni è passata. Oggi o a Putin si dà una dimostrazione di forza militare, che lo forzi a negoziare, o lui andrà avanti». E aggiunge: «Non so perché la gente in Occidente pensa che il popolo in Russia non possa combattere, quando sarà ancor più povero. Putin convincerà facilmente il popolo impoverito a combattere. E per combattere i soldi basteranno».

«Se non verrà opposta resistenza, diventa poco probabile riuscire a fermare il Cremlino», conclude. «Continuo a pensare che l’Ucraina possa fermare Putin, con l’aiuto dell’Occidente. In Russia un dittatore perde il potere solo quando perde la guerra». Non c’è alternativa a un impegno militare Nato? «Entro due settimane, finché i militari ucraini continueranno a combattere, l’Occidente li può aiutare senza entrare nel conflitto. Attuare una no-fly zone non significa entrare in guerra. Ma tra tre settimane questa finestra di opportunità si sarà chiusa».