Il senso delle parolePerché il cibo non è food

Di ritorno da Taste Firenze, l’evento organizzato da Pitti che riunisce quasi 500 produttori italiani, una riflessione sul motore che muove il mondo del cibo: la passione di chi lo produce

La fortuna di fare il giornalista nel settore dell’enogastronomia è di ascoltare storie meravigliose. Incontrare persone con tanta voglia di raccontarsi e che fanno questo lavoro con un’enorme passione dentro, pronti a spiegare perché scelgono quel tipo di ingrediente, perché lo trattano in quel modo, perché utilizzano quelle procedure, perché decidono di fare determinate scelte, anche non economicamente vantaggiose per loro, pur di offrirci il risultato migliore possibile. Perché ci credono. E riescono a tradurre in splendidi bocconi quello che per noi è solo una visione.
L’abbiamo riscoperto durante Taste, a Firenze, l’evento organizzato da Pitti e che riunisce quasi 500 produttori italiani in una bellissima festa del cibo. Passare dalle alici sott’olio calabresi al pomodoro in conserva pugliese, dai salumi prodotti a caldo del Friuli all’Accademia del tartufo toscana è solo una questione di passi. Scoprire le loro storie ci permette di capire perché il nostro patrimonio di artigiani deve essere valorizzato e supportato: credono talmente in quello che fanno da mettere il loro guadagno alla fine del pensiero. E spesso scelgono la strada più lunga e tortuosa, pur di garantirci un assaggio da ricordare.

Ascoltare Francesco che narra dei carciofini spillo infilati uno ad uno nel barattolo di vetro, perché così sono belli ma soprattutto perché non si rovinano e arrivano a noi perfetti. Percepire l’entusiasmo di Raffaello quando racconta quale cura c’è dietro alla preparazione del salume più tipico del Cilento, la sua amata soppressata. Cogliere il trasporto con cui i signori siciliani della pasta Feudo Mondello guardano il colore del loro grano, che diventa una pasta unica. Un’esperienza che vi consigliamo di vivere: andando a trovarli, dando loro modo di spiegare perché, ad un certo punto della loro vita, hanno deciso di impegnarsi anima e corpo in un’impresa che ancora prima che economica è di valore.
Assaggiate i loro prodotti e scoprite perché il cibo e il food non sono la stessa cosa. Cogliete le sfumature e le differenze, imparate ad apprezzare le loro scelte. E capirete perché vale la pena investire su di loro, e sui loro sogni in forma di boccone.