Le regole per l’estateVia la mascherina in aereo, ma resta per i treni e i bus

Saranno raccomandate, ma non più obbligatorie, nei cinema, teatri e palazzetti dello sport e agli esami di maturità. Rimane invece l’obbligo sui mezzi di trasporto, esclusi i voli, fino al prossimo 30 settembre. Critiche da Italo, che ha investito 50 milioni per dotare i convogli dei filtri Hepa, gli stessi usati sui velivoli

Unsplash

Niente più aerei, ma solo bus e treni. Il governo subisce il pressing della Lega, dopo il flop dei test referendari ed elettorali. E in sede di approvazione del decreto sulle nuove regole anti-Covid sono stati depennati gli aerei dall’estensione dell’obbligo di mascherine scaduto il 15 giugno – racconta il Messaggero. È l’unica modifica fatta rispetto alla bozza di testo entrata in consiglio dei ministri. Confermata, invece, la proroga fino al 30 settembre dell’obbligo di mascherina sui treni, compresi quelli dell’alta velocità, metro, bus, ospedali e residenze per anziani.

La disparità di trattamento aerei-treni è destinata a sollevare un polverone. L’Italia resta l’unico Paese al mondo a mantenere l’obbligatorietà della mascherina sui mezzi di trasporto, tranne appunto gli aerei.

L’esclusione dei vettori è avvenuta in coda al consiglio dei ministri che ha varato il provvedimento, nel corso di un vertice tenutosi a Palazzo Chigi con gli operatori del trasporto aereo e alcuni scienziati. Sarebbe stato il ministro del Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, a impuntarsi e a cancellare le compagnie aeree dalla lista.

«Gli aerei hanno un sistema di aerazione più efficace e poi ci siamo attenuti al recente pronunciamento dell’Easa (European Union Aviation Safety Agency) che ha adottato le Linee guida operative per la gestione dei passeggeri aerei e del personale aeronautico in relazione alla pandemia da Covid-19», spiegano fonti ministeriali al Messaggero. Garavaglia si sarebbe battuto per uniformare l’Italia agli altri Paesi europei dove non c’è obbligo di protezione sugli aerei, temendo che la proroga possa disincentivare il turismo dall’estero.

Sui treni ad alta velocità, gli intercity, regionali e i bus a lunga percorrenza permane quindi, per altri tre mesi e mezzo, l’obbligo di viaggiare con le mascherine. E lo stesso vale per Italo, che pure a metà maggio 2021 aveva investito 50 milioni per dotare i mezzi di filtri Hepa, della stessa tipologia di quelli degli aerei.

Da qui le polemiche. «Siamo alle comiche», è la piccata reazione di Flavio Cattaneo, vicepresidente esecutivo di Italo. «Ancora una volta, senza motivo, Italo viene penalizzata dopo tutti gli investimenti ad ampio raggio», spiega Gianbattista La Rocca, da quattro anni amministratore delegato di Italo. «L’unico motivo che nel 2020 e 2021 (periodo di picco della pandemia, sicuramente non confrontabile con l’attuale situazione) aveva comportato un diverso trattamento tra aerei e treni era stata l’adozione dei filtri Hepa sugli aerei. Filtri Hepa che, preme ricordare, sono adottati da Italo da 13 mesi e sono totalmente conformi alla normativa europea EN1822-1 degli aerei. Tanto è vero che la loro adozione sui treni Italo, in conformità a quanto stabilito dall’allegato 15 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 novembre 2020, ha permesso di superare la limitazione di capacità del riempimento dei treni in totale sicurezza sin da maggio 2021». La Rocca conclude: «Il fatto di essere l’unica impresa ferroviaria in Italia e nel mondo che ha deciso di investire tempo, risorse e denaro nella adozione dei filtri Hepa sui propri treni dovrebbe essere motivo di orgoglio e non causa di penalizzazione doppia: nei confronti degli aerei, che non hanno più l’obbligo e nei confronti dell’incumbent ferroviario che ha deciso di non investire nei filtri».

 

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter