Estate a seccoLe Regioni pronte al razionamento dell’acqua

I governatori regionali chiederanno lo stato d’emergenza, ma anche un quadro comune di ordinanze su tutto il territorio per intervenire contro gli sprechi idrici. Si pensa allo stop dell’erogazione durante la notte, dando priorità all’uso per fabbisogni primari, vietando ad esempio di riempire le piscine

(La Presse)

Passano i giorni, non piove. Le temperature sono sopra la media. E l’emergenza siccità, soprattutto al Nord, si aggrava. Per giunta dopo un inverno mite e poco piovoso.

Per questo le Regioni si stanno muovendo rapidamente. In primis per chiedere lo stato di emergenza, ma anche per uniformare le decisioni su tutto il proprio territorio. Le ipotesi a cui si sta lavorando riguardano nell’immediato la riduzione dello spreco, con il razionamento fino allo stop dell’erogazione durante la notte, dando priorità all’uso per fabbisogni primari, vietando ad esempio di riempire le piscine.

In molti Comuni, in realtà, questi provvedimenti sono già stati presi. In una decina di centri in Piemonte, da giorni si ricorre alle autobotti e alle chiusure notturne della distribuzione. E a Tesimo, in Alto Adige, il sindaco ha disposto che l’acqua si possa «usare per bere e fare la doccia» ma non per innaffiare i giardini.

L’ultimo bollettino dell’Osservatorio siccità del Cnr, pubblicato il 10 giugno, mostra gli effetti soprattutto sul settore agricolo, con oltre il 40% dei terreni irrigui interessato da siccità severa o estrema nel medio e lungo periodo (ultimi sei mesi/un anno).

L’acqua è poca, e chi ne ha un po’ di più se la tiene stretta. Appena è stata ventilata l’ipotesi di aiutare il Po ricorrendo al Garda, la Comunità del lago, presieduta dalla ministra Mariastella Gelmini, ha subito protestato. Netto rifiuto anche del presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavévaz, che alla richiesta del collega piemontese Alberto Cirio ha risposto che «anche noi abbiamo gravi criticità».

Intanto anche il Governo si muove. A Palazzo Chigi c’è stato il primo confronto tra i tecnici dei ministeri e nei prossimi giorni, ha assicurato il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, ci sarà un aggiornamento a livello politico. Dall’esecutivo arriveranno probabilmente i ristori alle aziende agricole che rischiano di perdere una parte cospicua del raccolto, mettendo a disposizione le risorse necessarie per far intervenire le autobotti laddove si dovessero seccare i rubinetti.

Del tema si occuperà anche la Conferenza delle Regioni che in due riunioni, una anche con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, avanzerà le proprie richieste. Non solo lo stato d’emergenza. Dalle Regioni arriverà anche la richiesta della messa a disposizione dei fondi del Pnrr per la realizzazione di nuovi invasi. Possibile anche che si parli di un quadro comune di ordinanze per prevenire lo spreco d’acqua. Sul tavolo anche l’ipotesi di un prelievo sempre più massiccio dai laghi, ma serve un accordo politico e un’intesa con i gestori degli invasi idroelettrici, magari prevedendo anche per loro i ristori.

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