Falchi contro RomaRialzo dei tassi e scudo anti-spread, il giorno della svolta per la Bce

A Francoforte, il terremoto politico italiano di fatto rafforzerà i Paesi del Nord contrari al Transmission protection mechanism. Sicuramente per l’Italia si porrà ora il problema del debito. Ieri lo spread ha chiuso sopra i 220 punti base, come il differenziale greco

DDP/LaPresse

I mercati guardano all’Italia in crisi senza Mario Draghi. Ma oggi gli occhi sono anche puntati su Francoforte, dove la Banca centrale europea dovrebbe annunciare il rialzo dei tassi di interesse e i dettagli dello scudo anti-spread. Sarebbe il primo aumento del costo del denaro in più di un decennio, che coglie il nostro Paese al centro di una tempesta perfetta. La crisi politica è stata accompagnata ieri da una nuova impennata dello spread Btp-Bund, che ha chiuso sopra 220 punti, come il differenziale greco.

I mercati peseranno ogni singola parola della presidente Christine Lagarde per confermare o smentire le proprie attese. Le ipotesi più accreditate prevedono un rialzo dello 0,25%, in linea con le indicazioni fornite in precedenza da Lagarde. Tuttavia, con l’inflazione dell’8,6% a giugno nell’Eurozona, alcuni analisti propendono per un aumento più deciso di 50 punti base.

Sullo scudo, il nuovo strumento anti-frammentazione chiamato Transmission protection mechanism, è molto probabile che Lagarde fornisca nuovi dettagli. Tra gli operatori si fa strada l’idea che uno sfondamento degli spread intorno a quota 400 rappresenti la soglia critica che potrebbe far scattare lo scudo. Il caso Italia rende però più spinosa una soluzione di compromesso, con il rischio che risulti annacquato da tante condizionalità, diventando poco tempestivo.

A Francoforte, il terremoto di Roma di fatto rafforzerà i falchi che lo scudo non l’hanno mai voluto e hanno sempre detto che c’è già l’Omt. Sicuramente per l’Italia si porrà ora il problema del debito. Al momento il Tesoro ha coperto il 52% del suo fabbisogno di titoli di Stato per il 2022 (l’anno scorso nello stesso periodo era il 68%). E il restante 48% diventerà sempre più caro man mano che la Bce aumenterà il costo del denaro, con il rischio che gli investitori prendano la fuga dai Btp, aumentando lo spread.

Lagarde dovrà trovare una quadra tra le posizioni rigoriste dei Paesi del Nord e quelle dei Paesi del Sud, molti dei quali — come l’Italia — hanno un alto debito pubblico.

Ieri intanto le Borse europee hanno chiuso negative, con Piazza Affari che ha segnato il risultato peggiore tra i principali listini, condizionata dalle fibrillazioni politiche. L’indice Ftse Mib di Milano è sceso dell’1,60%, il Ftse 100 di Londra ha ceduto lo 0,41%, a Parigi il Cac40 ha perso lo 0,27% e a Francoforte il Dax ha chiuso a -0,21%.

 

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter