Into the wild Fuori dal mondo, ma senza rinunciare a nulla

Dalle 15 tende del resort messicano Naviva al Chamba Camp nel cuore del Ladakh, la terra indiana dei monasteri e dei Lama. Per lasciarsi cullare dalla natura incontaminata

Courtesy of Four Seasons

Fuori dal mondo, ma al tempo stesso nel comfort più totale. Quando la natura selvaggia e incontaminata incontra l’eleganza e l’esclusività, il risultato si concretizza in questi resort (spesso simili a glamping) sparsi per i tutti continenti, per un turismo di alta gamma fuori dai canoni attuali. Dall’America Latina all’Asia, passando per la Scandinavia: ecco i nostri preferiti. 

Messico
Si chiama Naviva il rifugio nella natura incontaminata offerto da 15 tende (tutte dotate di piscina privata) immerse nella foresta messicana con vista sull’Oceano Pacifico di Punta Mita, all’interno della riviera messicana di Nayarit. Una struttura firmata Four Seasons (e collegata al vicino resort) che si ispira all’architettura biofila, la tendenza contemporanea che, senza rinunciare al comfort, offre un dialogo più stretto tra uomo e natura. Alloggiando nelle tende, l’immersione nei suoni della foresta è totale, anche grazie alle terrazze affacciate sulla foresta, ai tessuti della tradizione locale e al design dello spazio interno. In più, a Naviva gli ospiti possono scegliere tra percorsi wellness decisamente innovativi: dalle capsule termali nascoste nella foresta alla palestra all’aperto, dal tradizionale temazcal (casa del calore) alle sessioni di yoga sulla scogliera di Risco Terrace fino ai circuiti per la corsa con vista sul Pacifico.

Courtesy of Four Seasons

Africa
Nel cuore della Tanzania, otto suite a cupola in tela e vetro affacciate sull’immenso cratere di Ngorongoro, l’enorme caldera inattiva di 20 km di diametro generata dal collasso di un vulcano. Dichiarata dall’Unesco Riserva di Conservazione nel 1979, questo è un luogo unico al mondo per gli habitat diversi (nel cratere si alternano praterie, foreste, paludi, un lago) e per la fauna che ospita: 30.000 animali, dagli uccelli ai “Big 5” e relativi predatori. Dormire all’Highlands Camp vuol dire immergersi nei colori e nei suoni della natura selvaggia, ben lontani dai centri abitati, a più di 2.000 metri d’altezza e circondata dalla foresta dove vivono comunità di Masai. Ogni tenda combina tradizione e comfort: oltre al bagno privato, non manca una stufa a legna (la notte fa freddo) e, tutt’attorno, una terrazza in legno che – dall’alba al tramonto – offre diversi punti di osservazione. Grazie ai servizi e all’organizzazione del campo base (raggiungibile a piedi), l’Highlands Camp è anche un ottimo punto di partenza per emozionanti escursioni all’alba o nel tardo pomeriggio, a piedi o in fuoristrada.

Courtesy of Highlands Camp

Australia
Sulla costa meridionale del New South Wales, il Parco Nazionale di Jarvis Bay è famoso per le sue spiagge di sabbia bianchissima circondate dal tipico bush australiano. Qui la natura è selvaggia, tra gli imponenti alberi di eucalipto e i wallaby che passeggiano indisturbati a Pebbly Beach, eppure si è a sole tre ore di auto da Sidney. Jarvis Bay è la meta ideale per staccare da tutto e fare lunghe immersioni nel parco marino (dove nuotare tra delfini, foche, pinguini o leoni marini) o – da maggio a novembre – dedicarsi al whale watching. Per dormire, una delle soluzioni più immersive (e meglio organizzate) è il Worrowing Wilderness Hut, un campo affacciato sul Jervis Bay National Park, immerso in una foresta di eucalipti, dove si può scegliere di dormire in un cottage, in una piccola palafitta vicino alla spiaggia o in una capanna immersa nel bush.

Courtesy of Worrowing Wilderness Hut

Finlandia
Se il sogno è quello di isolarsi dal mondo e dormire immersi nella cristallina natura di un bosco nordico affacciato sul lago, Torassiepi, località lappone del comune di Muonio, al confine con la Svezia, è la risposta. Qui si possono fare lunghe escursioni a piedi o con le ciaspole, immersi nel silenzio della natura, oppure nuotare nell’acqua gelida del lago o attraversarlo in canoa. E, dopo l’immancabile sauna finlandese, ci si può perdere nel magico spettacolo dell’aurora boreale che, da ottobre ad aprile, illumina il cielo notturno con le sue scie viola, verdi e rosse. Meglio ancora se lo si fa stando comodamente all’interno di una delle tende geodetiche dell’Aurora Dome & Glamping Hotel. La struttura (raggiungibile con 15 minuti di cammino dalle tende) offre sauna, ristorante e canoe. Le tende, invece, riscaldate e dotate di ampie vetrate affacciate sul lago, sono isolate l’una dall’altra e offrono la massima tranquillità. 

Ph. Antti Pietikainen

Ladakh
Questa è una sistemazione così selvaggia che, a causa del clima rigido e delle intense nevicate invernali, si può raggiungere solo da maggio a ottobre. Ma è anche una delle più lussuose di tutta la regione. Il Chamba Camp, a 3500 metri d’altezza nel cuore del Ladakh, la terra dei monasteri e dei Lama, è il luxury glamping in cui i monaci del Monastero buddista di Thiksey accolgono i viaggiatori che – per isolarsi dal mondo – si spingono fin quassù. Un luogo unico al mondo, circondato da montagne innevate punteggiate da laghi blu cobalto, dove assistere alle tradizionali partite polo, praticare tiro con l’arco o fare rafting sul fiume Indo. E dove rilassarsi all’interno di lussuose tende di design, riscaldate la notte e rinfrescate di giorno, con bagno in camera, letti king-size con baldacchino, patio e maggiordomo personale. L’isolamente non è totale (c’è la connessione Wi-Fi) ma niente tv. E non se ne sente la mancanza, anche grazie alla compagnia di milioni di stelle che, per l’aria tersa e la totale assenza di inquinamento luminoso, ogni notte regalano spettacoli indimenticabili.

Courtesy of Chamba Camp