Campo largo fase dueL’appello di Zingaretti a Cinque Stelle e Terzo Polo per le Regionali del Lazio

L’ex segretario del Pd dice: «Sarebbe un bene per i cittadini del Lazio ma avrebbe anche una valenza politica. Stiamo attenti perché rischiamo di regalare la quarta figura monocratica istituzionale alle destre. Sarebbe un colpo alla credibilità della politica andare in ordine sparso»

LaPresse/ Claudio Furlan

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ex segretario del Pd, lancia un appello al Movimento Cinque Stelle e Terzo polo per una grande alleanza in vista delle Regionali che si terranno nei primi mesi del 2023.

«Io parto da un dato di fatto: le forze politiche che oggi governano il Lazio rappresentano la maggioranza dei cittadini. Il 25 settembre hanno preso il 49,5 per cento mentre le destre il 45. Perciò penso che sia una nota di buon senso dire “facciamo di tutto per rilanciare questa alleanza”. Sarebbe un bene per i cittadini del Lazio ma avrebbe anche una valenza politica. Stiamo attenti perché rischiamo di regalare la quarta figura monocratica istituzionale alle destre. Sarebbe un colpo alla credibilità della politica andare in ordine sparso», dice al Corriere.

«Percepisco che c’è da parte di tutti la consapevolezza della delicatezza del momento. Non si tratta di costruire un’alleanza, ma di non romperla. Noi governiamo insieme da tre anni: perché interrompere? Prima di arrivare a una deriva di questo tipo mi sembra buon senso provare ad andare avanti e mi pare che i tentativi ci siano. Mi auguro che abbiano un esito positivo perché sono convinto che il 99 per cento degli elettori delle forze politiche della maggioranza non capirebbe. Se andassimo divisi tutti pagheremmo uno scotto». Perché «un campo più è largo e più è unito e più è competitivo».

Un’alleanza necessaria, aggiunge, anche perché «noto che a pochi giorni dall’avvio di questo governo c’è la conferma di ciò che sospettavamo: in agenda non ci sono i problemi degli italiani. È la conferma che il populismo prende i voti raccontando i problemi ma non ha soluzioni. Come si può, per esempio, pensare di cancellare con un colpo di spugna la campagna vaccinale?». E l’innalzamento del tetto del contante «è un favore agli evasori e alle mafie».

Mentre sul reddito di cittadinanza «c’è una campagna totalmente ideologica… Il governo ha preso i voti per cancellarlo ma non lo farà. Quei milioni di persone che non hanno i soldi per mangiare non possono morire di fame in attesa di riuscire a trovare loro un lavoro».

Sul timore di tensioni sociali, dice: «Mi auguro che non ci siano, ma penso che se si cercherà di scaricare sui deboli l’assenza di politiche le tensioni ci saranno».

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