Non chiamatelo condonoLa «tregua fiscale» secondo Meloni: tasse a rate senza multe e grazia per gli evasori che pagano

Oltre alla cancellazione delle cartelle esattoriali fino al 2015, il governo pensa di cancellare le pendenze giudiziarie per chi decide di pagare le imposte evase, fermando anche i processi in corso. Ogni decisione sarà sul tavolo della premier al rientro da Bali, perché promette di alimentare i pregiudizi della Commissione europea verso un Paese in cui il tasso di evasione è fra i più alti dell’Unione

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

«Non faremo condoni, noi la chiamiamo tregua fiscale». Maurizio Leo, viceministro al Tesoro di Fratelli d’Italia, lo va ripetendo da giorni in vista dell’approvazione del pacchetto di norme fiscali che tra qualche giorno verrà approvato a Palazzo Chigi. Un provvedimento che riguarderà non solo la rottamazione delle cartelle esattoriali, ma anche le tasse dovute e non ancora versate. Con un colpo di spugna su tutti i reati di natura tributaria, civili e penali.

Secondo quanto scrive La Stampa, se ne è discusso due giorni fa in una riunione tecnica mentre la premier saliva sul volo per l’Indonesia dove era attesa al vertice G20. Il pacchetto, che conterrà una trentina di norme, si può sintetizzare così: chi deciderà di pagare il dovuto al fisco perché evaso e oggetto di procedimento giudiziario sarà sollevato da qualunque pendenza. Il piano del governo permetterà di fermare i processi in corso, purché si paghi il dovuto, senza sanzioni e interessi. Le norme ipotizzate non escluderebbero nessun tipo di reato connesso, inclusi mafia o riciclaggio, per citare due casi estremi. L’importante è pagare e liberarsi dei capi di imputazione in materia tributaria.

«Ci sarà una riduzione delle sanzioni perché il nostro sistema oggi è fuori linea rispetto all’Europa», ha spiegato Maurizio Leo a SkyTg24. Più che una riduzione delle sanzioni, ciò a cui lavora il tributarista di Fratelli d’Italia sarebbe una vera e propria depenalizzazione. Molti dettagli sono ancora in discussione. Ma l’evasore che paga potrebbe ottenere l’estinzione del reato o la sua non punibilità. Nella bozza del governo è prevista anche la rateizzazione delle somme evase.

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, secondo il piano del governo, quelle fino al 2015 e fino a mille euro potranno invece essere completamente cestinate. L’esecutivo pensa a un annullamento tout court per i debiti al di sotto dei mille euro. Per quelle tra mille e 3mila euro, sempre fino al 2015, l’imposta evasa può invece «essere ridotta del 50%». Così come potrebbero essere ridotte le sanzioni, probabilmente al 5%, mentre aggi e interessi andrebbero del tutto cancellati. Per gli importi superiori si parla della possibilità di pagare l’imposta maggiorata del 5%, facendo cadere interessi e sanzioni. L’esecutivo si deve muovere entro il 30 novembre: per quella data bisogna effettuare il pagamento delle rate dovute nel 2022.

Ogni decisione sarà sul tavolo della Meloni al rientro da Bali, perché promette di alimentare i pregiudizi della Commissione europea verso un Paese in cui il tasso di evasione è fra i più alti dell’Unione. Nelle bozze che circolano c’è anche un’ipotesi di «voluntary disclosure» per l’emersione di somme depositate all’estero.

Secondo le ricostruzioni con fonti di governo, uno dei ministri più in difficoltà in questo momento è il vicepremier Antonio Tajani, il quale nei mesi scorsi al Parlamento di Strasburgo si è speso per l’approvazione di una direttiva per il contrasto alle frodi fiscali.

La direzione però è decisa, e nessuno nella maggioranza sembrerebbe contrario alla cosiddetta «tregua fiscale». La spiegazione è che occorre dare risposte a chi durante la pandemia «non ce l’ha fatta» e aggredire un contenzioso da quasi mille miliardi di euro.

Il tutto dovrebbe finire in un decreto che accompagnerà la legge di bilancio, che l’esecutivo vuole presentare il prima possibile. «Tutte le operazioni che vogliamo fare non sono condoni», ha sostenuto Leo, spiegando che «l’imposta va sempre pagata, va tutta pagata» mentre si riducono le sanzioni e si dà una dilazione temporale.

 

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