Democrazia inceneritaL’incendio del Reichstag e i due decreti del febbraio 1933 rimasti in vigore per tutto il regime nazista

È bastato un mese al potere perché il neocancelliere Hitler trasformasse la Germania in una dittatura. Una ricostruzione corale di una società letteraria e artistica sull’orlo dell’abisso

Il cancelliere tedesco Hitler e l'allora presidente von Hindenburg
AP Photo

Il governo si riunisce al mattino. Hitler prepara i suoi ministri soprattutto a due decreti di emergenza, che vorrebbe far firmare a Hindenburg. Ritiene infatti sia arrivato il momento psicologicamente giusto per una resa dei conti definitiva con la Kpd, che non vuole – come dice apertamente – far dipendere da considerazioni giuridiche. Nessuno dei ministri ha nulla da obiettare.

Dopo la fine della seduta Hitler sottopone a Hindenburg il Decreto del Presidente del Reich per la protezione del Popolo e dello Stato e il Decreto contro il tradimento del popolo tedesco e le attività sovversive. Hindenburg firma senza esitare.

Il secondo decreto serve anzitutto a introdurre la pena di morte per determinati reati politici. Il primo, di portata assai più vasta, abolisce tutti i principali diritti fondamentali. Da oggi non ci sono più limiti alle prevaricazioni dello Stato. La libertà di parola, di stampa, di associazione e di riunione, il segreto postale e telefonico, l’inviolabilità del domicilio e della proprietà vengono soppresse.

E così i diritti alla libertà personale: d’ora in poi la polizia può arrestare chiunque a proprio piacimento, prolungando il periodo di reclusione illimitatamente e impedendo il contatto del detenuto con la sua famiglia o con un avvocato. In altre parole: entro i confini della Germania chiunque è in balia dell’arbitrio del governo e delle autorità. Il terrore ha la strada spianata.

La soppressione dei diritti fondamentali vale nominalmente solo «fino a nuovo ordine». Ma entrambi i decreti firmati nella giornata di oggi rimarranno in vigore per l’intera durata del regime nazista. Lo Stato di diritto è abolito. Il paragrafo 2 del Decreto per la protezione del Popolo e dello Stato riconosce inoltre al governo centrale il diritto di assumere i poteri di tutte le regioni del Reich, abolendo con ciò anche il federalismo.

Appena un mese dopo il suo giuramento come cancelliere del Reich, Hitler ha creato così le basi giuridiche fondamentali per detenere il potere assoluto. Per rendere definitivamente superfluo il parlamento non mancava che la Legge dei pieni poteri, varata poche settimane dopo.

In un’intervista per il «Daily Express» inglese viene chiesto a Hitler che cosa c’è di vero nelle voci secondo cui SA e SS starebbero pianificando una carneficina tra i loro avversari politici. Lui risponde divertito: «Non ho bisogno di nessuna notte di San Bartolomeo. Grazie al Decreto per la protezione del Popolo e dello Stato abbiamo attivato i tribunali, che mettono sotto accusa e processano i nemici dello Stato affinché le congiure abbiano fine una volta per tutte». La dittatura ha inizio.

Copertina del libro “Febbraio 1933” di Marsilio

Da “Febbraio 1933. L’inverno della letteratura”, di Uwe Wittstock, Marsilio, 304 pagine, 19 euro

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