Porta apertaPapa Francesco non pensa alle dimissioni, ma ora è un’opzione possibile

Il Pontefice non ha mai pensato di lasciare prima d’ora, ma dopo la morte di Benedetto XVI è diventata un’ipotesi credibile anche per Bergoglio. Di certo non in tempi brevi

AP/Lapresse

Papa Benedetto XVI aveva aperto la porta dei papi emeriti, creando un precedente – almeno in tempi recenti – che potrebbe dare un indirizzo anche ai suoi successori. Lo ripete spesso Papa Francesco: «Se un vescovo di Roma sente le forze venir meno, credo debba farsi le stesse domande di Benedetto».

Per il Pontefice le dimissioni non sono ancora una soluzione concreta, ma di certo la possibilità si è fatta più ragionevole: difficile pensare che Francesco potesse decidersi a lasciare mentre il predecessore era ancora in vita: già non era stato facile gestire la coesistenza dei «due papi», figuriamoci tre.

«Bergoglio, 86 anni compiuti il 17 dicembre, si mostra tutto sommato in buona forma, a parte il ginocchio destro che lo tormenta da tempo, una gonartrosi, e in questi mesi lo ha costretto spesso su una sedia a rotelle», scrive il Corriere della Sera, e per questo al momento non pensa a questa soluzione. Anzi, a fine mese andrà nella Repubblica democratica del Congo e in Sud Sudan.

E non c’entra la “lettera di dimissioni” che Papa Francesco – in un’intervista al quotidiano spagnolo Abc, prima di Natale – ha rivelato di aver consegnato al Segretario di Stato fin dal 2013. Quella era solo una lettera paragonabile a quella che Paolo VI scrisse il 2 maggio 1965 e che lo stesso Ratzinger rivelò di aver firmato. Servierà in caso di un impedimento improvviso che impedisse al pontefice di decidere «in piena libertà» e «coscienza», come invece ha fatto Benedetto XVI quando ha scritto la Declaratio.

D’altronde, sottolinea ancora Gian Guido Vecchi sul Corriere, finora Papa Francesco «non ha fatto nulla per definire lo status giuridico del papa emerito: “No, ho la sensazione che lo Spirito non abbia interesse a che me ne occupi”, diceva prima di Natale. Forse per non vincolare i successori a quanto ha in mente per sé stesso».

Nel caso, opterebbe per una soluzione diversa rispetto a Benedetto XVI: si farebbe chiamare «vescovo di Roma emerito» e non Papa emerito, non indosserebbe la talare bianca né vivrebbe in Vaticano, «sicuramente no». Non tornerebbe neppure in Argentina ma rimarrebbe a Roma, forse in San Giovanni in Laterano.

E anche se il Pontefice dice che il pensiero delle dimissioni «non mi è passato per la testa», ha già lasciato intendere in più di un’occasione che quella è una via teoricamente percorribile. «Al momento non sento che il Signore me lo chieda; se sentissi che me lo chiedesse, sì», ha detto recentemente. E poi, ancora nel 2016, di ritorno dall’Armenia, aveva spiegato che «settant’anni fa i vescovi emeriti non esistevano, e oggi ce ne sono. Ma con questo allungamento della vita, si può reggere una Chiesa a una certa età, con acciacchi, o no?».

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