Crimini di guerraZelensky condanna il silenzio codardo del popolo russo sulla strage di Dnipro

Il presidente ucraino attacca il Cremlino per il bombardamento al palazzo che ha provocato finora 35 vittime, tra cui una ragazza di 15 anni

LaPresse

Volodymyr Zelesnky ha definito «codardo» il silenzio del popolo russo sull’attacco missilistico ordinato da Putin contro un semplice condominio a Dnipro che finora ha causato 35 morti, tra cui una ragazza di 15 anni. Nel suo discorso serale alla nazione, il presidente ucraino si è rivolto direttamente ai russi: «il vostro tentativo di aspettare la fine di ciò che sta accadendo, finirà solo con il fatto che un giorno questi stessi terroristi verranno a prendervi». Da quasi due giorni vanno avanti le operazioni dei soccorritori che cercano di estrarre i corpi dalla palazzina attaccata. Secondo il governatore dell’oblast di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, sono almeno 75 i feriti, tra cui 14 bambini. 

Per Putin «tutto procede come previsto» e i raid militari pianificati questo sabato «hanno raggiunto gli obiettivi previsti». Intanto sale a oltre 116mila (precisamente 116.080) il numero dei soldati russi morti dall’inizio dell’invasione, 790 solo nelle ultime 24 ore. 

Ieri l’esercito russo ha bombardato per 21 volte la città di Kherson, causando tre morti di civili e almeno 14 feriti. Oltre alle zone residenziali, sono stati colpiti alcuni edifici dove lavorano membri della Croce Rossa internazionale. I bombardamenti russi hanno colpito nella notte anche la città di Zaporizhzhia, causando il ferimento di tre persone, di cui due bambini di nove e 15 anni. 

Il ministero della Difesa della Bielorussia ha annunciato di aver avviato esercitazioni aeree congiunte con l’aviazione militare russa che dureranno fino al primo di febbraio. Mentre l’esercito degli Stati Uniti ha avviato un programma di addestramento di sei settimane per circa 500 soldati incentrato sull’uso di tecnologie militari sofisticate finalizzata alla riconquista dei territori ucraini invasi dai russi.

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