Una Tav per l’energiaFrancia e Italia hanno il potenziale per creare una Hydrogen Valley, ma sono in ritardo

Il centro comune dell’idrogeno verde si profila a Nord. Secondo l’analisi del think tank Cep, Milano, Parigi e Torino non devono restare fuori da questo capitolo della transizione ecologica

Una foto di Torino dall'alto
Foto di Marie Rouilly su Unsplash

Come sostituto del gas naturale per il riscaldamento, per la produzione di carburanti sintetici o come materia prima per l’industria chimica: l’idrogeno verde, prodotto per elettrolisi con l’aiuto delle energie rinnovabili, viene considerato la potenziale forza trainante della transizione energetica.

Poiché la produzione e l’utilizzo dovrebbero essere il più possibile vicini per un rapido avvio del mercato, la sede tedesca del Centre for European Policy Network (Cep), osserva nel suo ultimo studio (cepInput), come specie le regioni del Mare del Nord dei Paesi Bassi e della Germania si stanno attualmente profilando come il futuro centro comune dell’idrogeno dell’Ue.

Condizione necessaria però è anche che le future procedure burocratiche al vaglio di Bruxelles, non rischino, piuttosto, di trasformarsi in un freno.

«I Paesi Bassi e il vicino Stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia sono consumatori ideali di idrogeno in termini di struttura industriale. Allo stesso tempo, grazie alla vicinanza del Mare del Nord, entrambe le regioni offrono il maggior potenziale in Europa per futuri parchi offshore la cui energia eolica può essere utilizzata per produrre l’idrogeno», spiega André Wolf, l’esperto del Cep che ha redatto la prima analisi ad oggi esistente sulle opportunità regionali per l’economia dell’idrogeno in Europa.

Secondo Wolf, a parte il cluster tedesco-olandese, anche alcune regioni mediterranee offrirebbero le condizioni migliori per la creazione di una Hydrogen Valley europea. «La Francia e l’Italia, con i centri economici intorno a Parigi, Milano e Torino, devono però fare attenzione a non perdere, già ora, terreno sull’idrogeno», avverte l’esperto del Cep.

Wolf vede poi un altro pericolo nell’eccesso di regolamentazione. Il percorso verso la redditività economica potrebbe essere rallentato da requisiti infrastrutturali “sovra-regionali” eccessivamente rigidi e complessi.

Wolf invita quindi l’Ue a dirigere l’utilizzo dei finanziamenti pubblici necessari in modo particolarmente mirato. È necessario, a suo avviso, un migliore coordinamento territoriale ed un orientamento più coerente dei diversi progetti che attualmente sono ancora finanziati attraverso molteplici e differenti canali.

Allo stesso tempo, è necessario creare le condizioni per lo sviluppo di un’infrastruttura di trasporto transfrontaliera.

Continua a leggere sul sito del Cep consultando il report.

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