Il vertice a BruxellesLa Nato valuta l’invio di nuove armi all’Ucraina, compresi i jet

I ministri della Difesa dell’Alleanza si riuniscono oggi e domani. «Inviare aerei della Nato per istituire una no-fly zone comporterebbe un nostro coinvolgimento diretto, ma fornirli agli ucraini affinché li possano usare è un’altra cosa», ha detto Stoltenberg

(La Presse)

I ministri della Difesa della Nato si riuniscono oggi e domani a Bruxelles. Tra i principali temi sul tavolo, c’è il coordinamento dell’assistenza militare internazionale all’Ucraina. Secondo il Financial Times, Kyjiv preme per ottenere le armi occidentali anche perché dovrà presto abbandonare le attrezzature dell’era sovietica che hanno poche e limitate fonti di ricambi e munizioni.

Il segretario dell’Alleanza Jens Stoltenberg ha spiegato che la Nato intende chiedere ai singoli membri di aumentare le proprie scorte di munizioni, messe alla prova dal lungo conflitto. E dopo l’Unione europea, anche per la Nato l’invio di aerei da guerra all’Ucraina non è più un tabù. Stoltenberg ha iniziato a fare i distinguo: «Inviare aerei della Nato per istituire una no-fly zone comporterebbe un nostro coinvolgimento diretto, ma fornirli agli ucraini affinché li possano usare è un’altra cosa».

La questione è ormai «sul tavolo» e Stoltenberg ha rivelato che oggi sarà affrontata durante il vertice dei ministri della Difesa che si apre a Bruxelles e, in parallelo, alla riunione del formato «Ramstein», il cosiddetto «Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina». È probabile che si decida di agire in più fasi, spiega La Stampa: in un primo momento potrebbero essere forniti i MiG-29, che la Slovacchia ha già annunciato di essere pronta a consegnare a Kyjiv. Trattandosi di caccia già in uso all’esercito sovietico, non sarebbe necessario un addestramento particolare per i piloti ucraini. Diverso il discorso per gli F-16, per i quali andrà fatta un’adeguata formazione: l’esercito britannico si è già detto disponibile, ma ovviamente questo allunga i tempi per la consegna. C’è poi da superare la resistenza di Berlino: la ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha detto che la Germania non intende inviare i jet.

In ogni caso, al momento, secondo il segretario generale della Nato non è questa la priorità. «Ovviamente è importante discutere di nuovi sistemi, ma la necessità più urgente è garantire che tutti i sistemi presenti o non presenti siano impegnati o consegnati e che funzionino come dovrebbero». La Russia ha già iniziato la sua nuova offensiva «e servono armi per reagire ora». Stoltenberg ha detto che «la velocità sarà cruciale» perché Mosca cercherà di «compensare con la quantità la carenza di qualità» ed è «disposta ad accettare un numero molto più alto di perdite».

Per gli alleati si tratta di una vera e propria «sfida logistica» perché c’è l’esigenza di offrire al più presto pezzi di ricambio, carburante e soprattutto munizioni. «Il tempo di attesa per le munizioni di grosso calibro è aumentato da 12 a 28 mesi, questo vuol dire che gli ordini effettuati oggi verrebbero consegnati soltanto tra due anni e mezzo», ha avvertito Stoltenberg. Il consumo sul terreno ucraino ha superato la produzione, per questo il segretario della Nato ha chiesto di aumentare le capacità produttive.

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