Ita ai tedeschiCosì lo Stato uscirà dall’ex Alitalia per cedere la compagnia aerea a Lufthansa

L’investimento complessivo alla fine dell’operazione sarà di circa 830 milioni di euro in tre fasi. La prima fase – tra fine 2023 e inizio 2024, dopo l’ok dell’Antitrust Ue – prevede l’esborso di 325 milioni di euro per rilevare il 41 per cento del vettore tricolore e due posti su cinque nel futuro nuovo cda

(La Presse)

Lufthansa ci provava dal 2017, da quando cioè la procedura di vendita della vecchia Alitalia, finita in amministrazione straordinaria, non aveva avuto seguito. Dopo sei anni, e dopo altre centinaia di milioni di euro di perdite sulle spalle degli italiani, saranno dunque i tedeschi a scalare l’ex compagnia di bandiera. L’intesa sulla nuova Ita Airways, di cui Lufhtansa rileverà a breve il 41% del capitale, è stata ufficializzata al termine di un incontro tra il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e l’amministratore delegato di Deutsche Lufthansa Carsten Spohr.

Prima di firmare, vanno ancora definiti gli ultimi dettagli tecnico-legali, poi l’accordo andrà sottoposto alla Corte dei Conti italiana e alla Direzione Generale per la Concorrenza dell’Ue.

L’investimento complessivo di Lufthansa in Ita Airways alla fine dell’operazione sarà di circa 830 milioni di euro in tre fasi, scrive il Corriere.

La prima fase – tra fine 2023 e inizio 2024, dopo l’ok dell’Antitrust Ue – prevede l’esborso di 325 milioni di euro per rilevare il 41 per cento del vettore tricolore e due posti su cinque nel futuro nuovo cda. Intanto nelle prossime settimane il Tesoro sarà chiamato a versare l’ultima rata di finanziamento pubblico (250 milioni) autorizzato dall’Ue per un totale di 1,35 miliardi, conservando una quota dei 59 per cento.

Nella seconda fase, Lufthansa verserà un assegno di altri 325 milioni, nel 2026-2027, per il 49 per cento, più un centinaio di milioni di «premio» al raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano.

Nella terza tappa, nel 2028, i tedeschi dovranno versare al ministero circa 80 milioni per il restante 10 per cento. Appena possibile il colosso tedesco — che nel 2022 ha registrato quasi 33 miliardi di euro di ricavi — avvierà la «macchina» delle sinergie commerciali e operative che porteranno la compagnia aerea prima a toccare il pareggio operativo, poi a registrare il primo utile della sua storia.

È previsto anche che Ita avvii nelle prossime settimane i voli in codeshare con le compagnie del gruppo Lufthansa e le società partner, mossa che anticiperà il passaggio nell’alleanza internazionale Star Alliance e l’ingresso nella joint venture transatlantica che il gruppo tedesco ha con United Airlines e Air Canada.

Tra i temi toccati c’è stato anche il marchio Alitalia acquistato per 90 milioni di euro da Ita e non ancora utilizzato. È probabile che Lufthansa lo rimetta sulle livree quando il vettore sarà tornata a fare profitti. Quanto agli aeroporti, Lufthansa renderà Roma Fiumicino uno dei suoi hub intercontinentali, in particolare per i voli con l’America Latina, l’Africa e l’Asia. Un ruolo, però, l’avranno anche Milano Linate (dove transita il traffico business) e Malpensa. Qui oggi la compagnia è presente con un solo volo, ma in prospettiva si ragiona sullo sviluppo dell’attività cargo.

«Oggi si chiude un percorso che ha contraddistinto la storia della compagnia di bandiera nazionale con la prospettiva di integrazione con un importante vettore europeo», ha commentato Giorgetti. «Ci abbiamo lavorato tanto, siamo convinti e quindi soddisfatti. Poi se son rose fioriranno».

Al Mef, fin tanto che resterà in maggioranza spetterà l’indirizzo strategico, al partner tedesco gli aspetti più gestionali. Il piano, messo a punto dal management di Ita prevede di passare dai 2,5 miliardi di fatturato quest’anno ai 4,1 del 2027 e la crescita e il rinnovamento della flotta, che a fine 2027 conterà 94 aeromobili rispetto agli attuali 71. L’organico, previsto quest’anno a 4.300 unità grazie alle 1.200 assunzioni, salirà a oltre 5.500 a fine piano.

Soddisfatti per la svolta i sindacati del settore, che ora però si aspettano di essere convocati dall’azienda per confrontarsi sullo sviluppo del piano industriale. Sul fronte politico, invece, i Cinque Stelle a partire da Giuseppe Conte accusano il governo di aver «svenduto Ita, di averla letteralmente regalata a Lufthansa: con l’ennesima torsione dei sovranisti».

La svolta su Ita è arrivata l’autunno passato quando al Tesoro si è insediato il ministro Giancarlo Giorgetti. Che ha preso in mano il dossier, ha deciso di interrompere le trattative con il fondo americano Certares e ha riportato al tavolo Lufthansa per provare a far sopravvivere la compagnia italiana.

 

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