ContaminazioniIl solido connubio moda-design in quattro progetti irresistibili

L’ultimo Salone del Mobile ha legittimato ulteriormente l’attrazione tra le due discipline. Oggi la loro alleanza espande verso nuovi territori la cultura del progetto

Arthur Arbesser X Radici - Tartan Doodles. © Francesca Ferrari

Benvenuti nell’era della contaminazione, in cui moda e design si mescolano e sovrappongono. Contaminazione del linguaggio creativo anzitutto, con i protagonisti della moda che presentano le proprie collezioni per la casa, trovando nel progetto dello spazio domestico una naturale continuità stilistica. E con le aziende di mobili che nella collaborazione con stilisti internazionali vedono un modo per raggiungere un pubblico più ampio e allinearsi alle tendenze in continua evoluzione del mercato globale.

Si pensi al debutto nel mondo dell’interior di Dolce&Gabbana (o più recentemente del defunto Karl Lagerfeld) e al coinvolgimento da parte degli stilisti di una giovane generazione di designer per lo sviluppo della collezione casa. Degni di nota anche gli arredi modulari realizzati da Cassina con il visionario Virgil Abloh prima della sua prematura scomparsa e presentati lo scorso giugno a Milano durante le settimane del design e della moda maschile, vicine per la prima volta anche cronologicamente.

Certo, per i brand di moda cimentarsi con l’arredo non è una novità: già nel 1983 Ralph Lauren realizzava una collezione di prodotti per l’home decor, mentre l’anno prima Giorgio Armani disegnava la sua Logo Lamp, anticipando il progetto Armani/Casa lanciato nel 2000. Oggi, però, la frequenza e capillarità del fenomeno lascia intravedere una tendenza. A conferma di quanto sia labile il confine tra i due ambiti, ecco quattro nuovi progetti svelati all’ultima Design Week milanese.

Arthur Arbesser per Gubi, Radici e Wittmann
Dopo aver esordito nel 2022 con una piccola linea di arredi, lo stilista austriaco di casa a Milano rinsalda il suo legame con il design presentando tre collaborazioni. Con l’azienda Gubi, per cui reinterpreta un classico del marchio, ovvero la sedia Beetle del duo GamFratesi. Arbesser rende omaggio al maestro del design italiano Enzo Mari e trasforma il sedile e lo schienale della sedia nel becco di un’oca, mentre la base richiama i panettoni in cemento progettati nel 1980 da Mari e sparsi per Milano. Con Radici, per cui realizza due pavimentazioni tessili ispirate al mondo della moda: Sponge e Tartan Doodles. Infine con Wittmann, disegnando un tessuto floreale in collaborazione con Rubelli.

Arthur Arbesser X Radici – Sponge. © Francesca Ferrari

Bottega Veneta e Gaetano Pesce
«Chi fa cultura oggi? Il museo o l’azienda di moda?», chiedeva Gaetano Pesce riferendosi a Bottega Veneta che già nel 2022 gli aveva permesso di realizzare il progetto Come stai?, 400 sedie tutte uguali e tutte diverse utilizzate per l’allestimento della sfilata Primavera Estate 2023 del marchio e subito diventate da collezione. Quest’anno il prolifico architetto-designer-artista conferma la sua passione per la moda e disegna per Bottega Veneta due borse in edizione limitata (una da 15 e l’altra da tre pezzi) che raccontano le montagne d’Este dove è cresciuto e le praterie dell’America dove oggi vive.

Bottega Veneta by Gaetano Pesce – Vieni a Vedere. © Matteo Canestraro

Dior by Philippe Starck
Il loro è un sodalizio che dura nel tempo: dopo Miss Dior, rivisitazione dell’emblematica sedia Médaillon, arriva la poltrona Monsieur Dior in diversi materiali e colori. L’artigianalità incontra le tecnologie più avanzate in questo omaggio che l’enfant terrible del design internazionale Philippe Starck fa al couturier francese.

Dior by Starck © Adrien Dirand

Loewe, Chairs
Un oggetto quotidiano, persino umile, si trasforma in un pezzo di design unico grazie al progetto Chairs, con cui il marchio Loewe reinventa letteralmente la sedia a bastone. Trenta esemplari, di cui 22 originali e 8 realizzati appositamente, sono impreziositi mediante tecniche di tessitura che creano texture supplementari e dilatano la forma delle sedie con morbide sporgenze.

Courtesy of Loewe

Pelle, rafia, ma anche lamina di coperte termiche sono soltanto alcuni dei materiali impiegati, che insieme ai colori contribuiscono a valorizzare l’intervento decorativo. Il risultato è un dialogo innovativo tra arte, design e artigianalità.