Contro l’appeasementL’appello per difendere la sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina

Le organizzazioni della società civile ucraina si rivolgono ai movimenti pacifisti di tutti i paesi per «resistere ai disegni espansionistici e imperialisti del Cremlino» e «rispettare il diritto degli ucraini di rimanere in prima linea e al centro delle decisioni riguardanti i negoziati di pace»

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Pubblichiamo l’appello lanciato dalla Comunità ucraina dei mediatori e dei facilitatori del dialogo e dalla Rete femminista ucraina per la libertà e la democrazia

Le organizzazioni della società civile ucraina si rivolgono ai movimenti pacifisti e ai costruttori della pace di tutti i Paesi in merito alla guerra in Ucraina. Noi – attori della società civile ucraina, femministe, costruttori della pace, mediatori, facilitatori di dialogo, accademici e difensori dei diritti umani – siamo consapevoli della crescente divergenza di opinioni sulla strategia a livello globale. Un numero crescente di attivisti per la pace, sia di destra che di sinistra, chiede la fine degli aiuti militari all’Ucraina. Come strategia per porre fine alla guerra, queste voci chiedono anche un cessate il fuoco immediato tra Ucraina e Russia. È importante capire che questi appelli ad abbandonare ogni resistenza e a negoziare con Putin equivalgono a chiedere all’Ucraina di rinunciare alla propria sovranità e integrità territoriale.

Noi non chiediamo altro che il pieno rispetto del diritto umanitario, delle convenzioni internazionali sui diritti umani e della Carta delle Nazioni Unite, nonché i mezzi pratici per difendere le nostre vite, la nostra sovranità nazionale e la nostra integrità territoriale, al fine di resistere ai disegni espansionistici e imperialisti del Cremlino per colonizzare nuovamente i suoi vicini. Certo, abbiamo bisogno di diplomazia e di aiuto umanitario, ma nessuno si deve illudere: l’Ucraina deve continuare a essere sostenuta con forniture di armi moderne e ogni altra forma di assistenza militare, oltre che con severe sanzioni economiche e giuridiche contro il Cremlino.

L’interruzione delle forniture di armi all’Ucraina non porterebbe alla “pace con mezzi pacifici”, ma darebbe al regime autoritario di Putin l’opportunità di riprendere fiato per rilanciare l’opera di aggressione contro l’Ucraina. Gli appelli all’appeasement sono pericolosi. Abbiamo documentato come il Cremlino tratta i prigionieri di guerra e i civili nelle zone occupate. Abbiamo visto come tratta i suoi stessi oppositori politici. Tutto questo non ha nulla a che fare con la pace. In un conflitto radicalmente asimmetrico come questo, siamo convinti che gli aiuti alla difesa e il sostegno alla resistenza, accompagnati da una solidarietà globale costante e ben informata con il popolo ucraino, siano i migliori incentivi per ottenere la fine della violenza e il ritiro negoziato delle forze russe.

Il riconoscimento de facto dell’occupazione russa di parte del territorio ucraino e l’impunità che ne deriverebbe costituirebbero un pericoloso precedente per altri regimi autoritari che volessero rivedere i confini internazionali. Inoltre, accelererebbe la proliferazione delle armi nucleari nel mondo, diffondendo l’idea velenosa che solo il possesso di armi nucleari possa garantire la sicurezza di un Paese.

Chiediamo che le organizzazioni e i movimenti internazionali rispettino il diritto degli ucraini di rimanere in prima linea e al centro delle decisioni riguardanti i negoziati di pace sull’Ucraina, la difesa delle loro vite e dei loro diritti. Chiediamo che vengano rispettate le nostre richieste di partecipazione e che, quando si tratta di determinare il nostro futuro, venga sistematicamente rispettato il principio “Niente sull’Ucraina senza l’Ucraina”. Protestiamo contro l’organizzazione di conferenze e manifestazioni per la cosiddetta “pace in Ucraina”, in cui gli ucraini non sono né chiaramente coinvolti né equamente rappresentati.

Troviamo profondamente offensiva la retorica, sia a destra che a sinistra, secondo cui i soldati ucraini starebbero in qualche modo combattendo per conto dell’Occidente. Questo argomento nega la nostra umanità, sminuisce la storia di indipendenza duramente conquistata dall’Ucraina e mette in discussione la legittimità di un governo democraticamente eletto dal popolo ucraino. Si tratta di una retorica politica fuorviante e dannosa. L’invasione illegale e l’annessione di parti dell’Ucraina da parte della Russia nel 2014 è stata il risultato dell’aggressione e dell’espansionismo russo e non può essere vista come una risposta a una presunta minaccia esterna.

Siamo grati per la mediazione internazionale e per il sostegno alla mediazione nei negoziati umanitari sul ritiro della Russia, lo scambio di prigionieri di guerra, il ritorno dei bambini ucraini deportati, l’eliminazione della minaccia nucleare e la libera circolazione dei cereali. Questi negoziati sono estremamente importanti e devono essere portati avanti e sviluppati. 

Chiediamo a voi, al mondo, di continuare i vostri sforzi di comprensione e di solidarietà consapevole. Ciò richiede una costante creatività e un nuovo approccio allo sforzo internazionale per la pace basato sul rispetto reciproco, sulla comprensione delle nostre specificità, sulla cura e sulla non rottura dei legami sociali e delle reti che esistono all’interno della comunità internazionale, in un’ottica di giustizia, pace e democrazia.

Crediamo che attraverso questa resistenza e con il vostro sostegno, col tempo, supereremo l’occupazione indifendibile dell’Ucraina da parte della Russia, che perderà questa brutale e illegale guerra di logoramento. Chiediamo loro di rendere conto di ciò che hanno fatto. Sappiamo che la solidarietà ha un costo e che questo costo pesa su molte spalle. Abbiamo scelto di vivere in un mondo dove le vite umane contano, dove la democrazia conta, dove il diritto internazionale conta, e non abbiamo rinunciato a lottare per il mondo che vogliamo per i nostri figli e per i loro figli.

Ringraziamo la comunità internazionale per essere al nostro fianco e per condividere il doloroso prezzo della pace.

Questo appello è disponibile in inglese e in francese ed è sostenuto dalla società civile ucraina, comprese le seguenti organizzazioni e persone:
Centro di iniziativa pubblica “Idee per il cambiamento”;
Feminist Lodge Initiative;
DOM4824;
Ivano-Frankivsk Women UA Initiative;
Oksana Potapova, cofondatrice della Rete femminista ucraina per la libertà e la democrazia (UFNFD);
Centro di ricerca sulla mediazione e il dialogo (Università nazionale di Kiev – Accademia Mohyla);
Associazione nazionale dei mediatori dell’Ucraina;
Istituto per la pace e il terreno comune;
Facilitation Park;
Dialogue in Action Initiative;
Centro per la legge e la mediazione;
Istituto ucraino per la mediazione e la facilitazione;
Gruppo regionale di mediazione di Odessa; Laboratorio per le iniziative di pace;
Centro di mediazione ucraino; Lega dei mediatori dell’Ucraina;
Associazione dei mediatori familiari dell’Ucraina;
Scuola di mediazione ITC;
Centro di mediazione di Lviv;
Centro di mediazione di Prydniprovsky, Spazio di pace di Vilna;
Intellectum Arti; Sense 2 Sense Communication;
Piattaforma nazionale per la resilienza e la coesione sociale;
Centro per i diritti umani ZMINA; SOS Crimea;
Centro regionale alternativo per i diritti umani di Luhansk;
Ucraina senza tortura; Associazione dei parenti dei prigionieri politici del Cremlino;
Centro regionale per i diritti umani; Centro Almenda per l’educazione civile;
Fondazione per la cooperazione polacco-ucraina (PAUCI);
Mon Action (Pyryatyn, regione di Poltava); Iniziative femminili;
Iniziative civiche dell’Ucraina; Centro giovanile per lo sviluppo regionale;
Postupovyy Gurt Frankivtsiv; Fondo per il sostegno della ricerca fondamentale;
Centro europeo di analisi strategica;
Centro per la sicurezza internazionale.

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