Catastrofe umanitariaLa distruzione della diga sul fiume Dnipro mette in pericolo migliaia di persone

Il cedimento dell’infrastruttura nei pressi della città di Nova Kakhovka è «l’ennesimo esempio dell’orribile prezzo della guerra», ha detto António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite

AP/Lapresse

Migliaia di persone nella regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina, sono in pericolo a causa della distruzione della diga di Kakhovka, vicino alla città di Nova Kakhovka. La grande infrastruttura sul fiume Dnipro è stata distrutta nelle prime ore di martedì e immediatamente ha fatto precipitare enormi quantità d’acqua nell’area circostante, allagando una zona calda del conflitto, mettendo a rischio decine di migliaia di residenti, con la possilità di provocare disastri ambientali e umanitari di lunga durata. È una «colossale catastrofe umanitaria, economica ed ecologica», dice António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. «È l’ennesimo esempio dell’orribile prezzo della guerra contro le persone».

Per chilometri lungo la pianura le persone hanno dovuto guadare l’acqua nel tentativo di allontanarsi, provando a mettere in salvo animali domestici e oggetti di valore. Le autorità ucraine si sono affrettate a evacuare i residenti della regione in treno e in autobus.

Secondo il New York Times, che cita come fonte Oleksandr Prokudin, capo del servizio militare regionale, circa sedicimila persone sono rimaste nella «zona critica» sulla riva occidentale del fiume controllata dagli ucraini. Secondo fonti della polizia nazionale ucraina, invece, finora ventitré tra città e villaggi sono stati allagati, e il livello dell’acqua nel Dnipro è aumentato di oltre tre metri nella città di Kherson. Alle nove di ieri sera già 1.366 persone erano state evacuate dalle zone allagate.

La distruzione della diga è avvenuta il giorno dopo quello che potrebbe essere l’inizio della tanto attesa controffensiva dell’Ucraina per respingere le forze russe a est del Dnipro, nella regione di Donetsk.

Il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha definito la distruzione della diga un «ecocidio», aggiungendo che «la Russia ha distrutto la diga di Kakhovka, infliggendo probabilmente il più grande disastro tecnologico europeo degli ultimi decenni e mettendo a rischio migliaia di civili. Questo è un atroce crimine di guerra». Gli esperti hanno fatto sapere che le inondazioni potrebbero e dovrebbero intensificarsi man mano che le acque del bacino continuano a scorrere, per raggiungere un picco nelle prossime ore.

Il New York Times racconta che intere comunità sono state inondate dall’acqua a valle della diga: «Le acque hanno sommerso le case, si sono riversate nei campi coltivati, hanno bloccato le strade e hanno allagato uno zoo nella città di Nova Kakhovka, controllata dalla Russia. Anche il municipio e il palazzo della cultura sono stati inondati». John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha già fatto sapere che Washington sta monitorando da oltre ventiquattro ore le conseguenze della distruzione. «È chiaro che la distruzione deliberata di infrastrutture civili non è consentita dalle leggi di guerra», ha affermato. «Sappiamo che ci sono vittime, e probabilmente molti morti, ma non abbiamo ancora delle stime ufficiali».

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