Giungla da galleriaLà dove il rum incontra il gusto italiano

L'intesa tra Carlo Cracco e Zacapa rum continua, questa volta attraverso un format immersivo e senza confini tra sala, bar, cucina e decoro

Tra le tante idee che fioriscono in seno ai brand di spiriti ci sono sempre più progetti che sfociano nel mondo della ristorazione, cercando di andare ad abbracciare un pubblico sempre più ampio e un posizionamento nuovo.
Dall’incontro tra Rum Zacapa e Carlo Cracco arriva infatti un format come Zacapa Galeria, partito il 12 giugno fino a fine mese, presso il ristorante Cracco in Galleria. Non è la prima volta che lo chef milanese collabora con uno dei marchi più conosciuti al mondo di questo distillato e oggi torna con un’esperienza più immersiva e diffusa all’interno dei singoli ambienti del suo locale. Il tema portante è quello dell’unione tra culture diverse, fortemente voluta dalla Maestra Mezcladora Lorena Vasquez (unica nel suo genere) e la realtà italiana dello chef, ricca di heritage e gusto. I due sono stati insieme in Guatemala l’inverno scorso, andando a visitare la casa del distillato, dove viene prodotto e come, per dare ancora più valore ai progetti successivi e poter tornare in Europa con idee di progettualità più coerenti e impattanti sul cliente.

Tutti gli spazi del ristorante vivono questa contaminazione provvisoria, offrendo in ogni momento della giornata e a seconda dei gusti, esperienze diverse: la veranda, con cocktail ad hoc abbinati alle dolcezze dello chef e disponibili per i clienti del bar; il fumoir, con degustazioni guidate su prenotazione, fino alla suggestiva Sala Mengoni (ingresso da via Pellico), dove si è svolta un’unica cena esclusiva a base di piatti sudamericani e con qualche influenza nikkei e cocktail in pairing realizzati da Francesco Bonazzi (gruppo MAG).

Zacapa è prodotto in Guatemala, in una struttura incastonata tra le alture e in prossimità di vulcani attivi, a 3000 metri sul livello del mare. Non a caso, la cantina dove viene lasciato invecchiare il distillato prende il nome di «casa sopra le nuvole», proprio perché si tratta di una delle stanze di invecchiamento situate alla maggior altitudine al mondo.

L’ingrediente chiave che contraddistingue questo distillato è il miele di canna da zucchero che conferisce al prodotto un gusto accondiscendente e morbido, universalmente riconoscibile e facilmente apprezzabile. C’è un altro segreto che rende Zacapa un nome così celebre ed è il sistema Solera con cui viene costruito ogni singolo blend. Liquidi più giovani vengono uniti, mescolati a quelli più invecchiati, passando poi un periodo di riposo in botti di legno precedentemente utilizzate per conservare whisky americano, Sherry delicati e vini ottenuti da uve Pedro Ximénez (altro elemento capace di infondere morbidezza). Questo procedimento, oltre alle elevate altitudini cui avviene l’invecchiamento e un’insolita temperatura media di 14°C, permettono ai liquidi di trattenere caratteristiche e sapori particolarmente intensi, profondi e sempre diversi.

 

 

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