Acqua alla golaPer il commissario alla siccità dobbiamo adeguarci al clima che cambia

In una intervista a Repubblica, Nicola Dell’Acqua spiega che ci vorranno almeno tre anni per «rammendare un’Italia idrica» e il Governo spenderà cento milioni per riportare in piena funzione dighe, laghi e consorzi di bonifica nella pianura padana

LaPresse

Il Governo spenderà cento milioni di euro per rimettere in piena funzione dighe, canali, laghi e consorzi di bonifica nella pianura padana in modo da affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. Lo ha annunciato in una intervista a Repubblica il commissario per la lotta alla siccità Nicola Dell’Acqua, promettendo di tracciare un bilancio idrico regione per regione: «Occorre capire quanta acqua c’è, quanta se ne consuma e per quali usi. Ci riuniremo con le Autorità di distretto per portare numeri precisi. In Italia ci sono situazioni molto differenti fra loro che vanno affrontate con i dati in mano».

Dopo le numerose precipitazioni di maggio in Italia non c’è il problema di siccità vissuto nel 2022. La quantità di acqua complessiva degli ultimi due anni è sempre la stessa, ma il vero problema è la diversa distribuzione delle precipitazoni che non permette di accumulare e trattenere l’acqua prima che si disperda in mare. «Il Po a Pontelagoscuro ha una portata di quattrocentocinquanta metri cubi. Gli altri bacini dell’area sono appena sotto al limite ordinario. Non c’è nessuna criticità, ma le temperature alte non aiutano e dopo la siccità dell’anno scorso le falde in Italia sono al minimo un po’ ovunque». 

Secondo Dell’Acqua finora è stata trascurata la manutenzione delle opere idriche «perché eravamo abituati a un clima diverso. Oggi dobbiamo chiedere all’agricoltura di risparmiare più acqua e riportare al cento per cento le dighe in cui magari manca una paratia, i pendii sono franati o gli argini hanno bisogno di essere ripuliti. Un tempo anche un bacino con una portata ridotta poteva bastare alle esigenze di un’estate normale. Ora dobbiamo fare i conti con una situazione diversa. Non possiamo permetterci opere che non siano al meglio delle loro condizioni».

Il Sud Italia ha imparato da tempo a gestire questo problema, grazie agli investimenti fatti dal governo nel secondo dopoguerra per affrontare la siccità cronica nel Mezzogiorno: «La quantità accumulata, in rapporto alla popolazione, è maggiore rispetto al Nord. Il canale che porta acqua dalla Basilicata alla Puglia per esempio è stato progettato per resistere a un anno intero senza precipitazioni. In molte regioni del Sud la capacità di accumulo si aggira intorno al miliardo di metri cubi, mentre l’intera Pianura Padana arriva a due miliardi».

Dell’Acqua ha aperto anche alla possibilità di utilizzare i desalinizzatori nelle isole e ha annunciato la possibile richiesta agli agricoltori italiani di alimentare le falde acquifere immettendo acqua nei pozzi durante il periodo invernale «quando le coltivazioni hanno meno esigenze».

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter