Venerdì la premier Giorgia Meloni ha incontrato il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Le preoccupazioni del Quirinale, su alcuni punti della riforma della giustizia, non saranno accolte dal centrodestra, che non presenterà emendamenti a quelle parti, forte della sua maggioranza in aula. Con la firma di Mattarella – arrivata ieri, come «via libero tecnico» – ora la palla passa al Parlamento.
«Andiamo avanti anche sulla questione dell’abuso d’ufficio», dice il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. Sulla questione, nel frattempo, in commissione alla Camera è stata bocciata la proposta di direttiva europea anti-corruzione. Il testo di Bruxelles prevede(va), anche nel privato, l’abuso d’ufficio che il ddl del ministro Carlo Nordio vorrebbe abolire. La linea dell’esecutivo è che la materia è prerogativa dei singoli Stati membri.
Al question time, il Guardasigilli tiene il punto: «Comprenderete il mio sconcerto e il mio sdegno quando qualcuno mi ha definito favoreggiatore della delinquenza mafiosa. Non ci sarà alcun affievolimento nel contrasto alle mafie». Nelle stesse ore la premier Giorgia Meloni si trovava a Palermo per le commemorazioni (ma non per la fiaccolata) della strage di via d’Amelio del 1992 in cui venne ammazzato Paolo Borsellino.
Dalla Sicilia, la presidente del Consiglio ha chiarito – così come il ministro in aula – che nel programma del governo non c’è la revisione del concorso esterno in associazione mafiosa. Con una piccola stilettata a Nordio: «Ha risposto a una domanda da magistrato, forse dovrebbe essere più politico in questo».
L’iter parlamentare della riforma, in ogni caso, non si annuncia breve. Il Quirinale – che ha fatto rilievi sulla cancellazione dell’abuso d’ufficio e sulla riduzione della portata del traffico d’influenze – avrebbe ottenuto rassicurazioni da Palazzo Chigi: solo il confronto in aula chiarirà se il centrodestra vorrà tirare dritto oppure ascolterà la moral suasion di Mattarella (a cui, almeno virtualmente, resta lo strumento del rinvio del testo alle Camere se ravvisasse profili di incostituzionalità).