Innovazione spotLa trasformazione strutturale del mercato del gas

Lo shock nell’approvvigionamento del 2022 e la crisi globale innescata dalla Russia hanno danneggiato profondamente le prospettive di crescita a medio e lungo termine della domanda e il netto aumento dei prezzi ne ha ridotto la competitività

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Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul numero 57 di We – World Energy, il magazine di Eni

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha trasformato profondamente i mercati del gas europei e mondiali. Sebbene negli ultimi mesi gli effetti immediati dello shock dell’offerta dello scorso anno si siano attenuati, i cambiamenti strutturali emersi nel 2022 persisteranno per anni, e andrebbero valutati con attenzione sia dai responsabili politici sia dagli attori del mercato.

Gnl: un nuovo carico di base per il mercato europeo 
Il drastico calo delle forniture di gas russo destinate all’Unione Europea – pari a quasi 120 bcm fino al 2022-23 – ha riconfigurato i flussi globali di GNL verso l’Europa. Ciò ha portato a una drastica trasformazione del ruolo del GNL nel mercato europeo. Mentre in passato i carichi di GNL svolgevano un ruolo marginale, oggi il GNL funge da carico di base in maniera del tutto simile al gas di provenienza norvegese o nordafricana. La quota di GNL nella domanda di gas dell’Unione Europea è passata da una media del dodici per cento nel decennio 2010 a quasi il trentacinque per cento nel 2022 – una quota simile a quella del gas proveniente dalla Russia attraverso i gasdotti prima dell’invasione dell’Ucraina.

L’Europa si è riposizionata come nuovo mercato premium del GNL. Il TTF è stato scambiato a 6 USD/MBtu al di sopra dei prezzi spot asiatici per il GNL nel 2022. Il segnale di prezzo fornito da TTF e da altri hub liquidi europei è stato fondamentale per attirare i necessari volumi di GNL flessibile in Europa. Le curve forward di fine giugno 2023 lasciano presagire la permanenza del sovrapprezzo europeo nei prossimi anni, con un sovrapprezzo medio del TTF rispetto ai prezzi spot asiatici per il GNL pari a 0,3 USD/MBtu fino al 2023-25.

L’esposizione dell’Unione europea al mercato spot
Negli ultimi due decenni i contratti a lungo termine, insieme alla produzione nazionale, hanno soddisfatto circa l’ottanta-novanta per cento della domanda di gas dell’Ue su base annua. L’inosservanza dei contratti russi per la fornitura di gas via pipeline ha aumentato notevolmente la dipendenza dell’Unione europea dagli approvvigionamenti spot, passando da un mero venti per cento nel 2021 a oltre il cinquanta per cento nel 2023. Secondo le previsioni, la quota dei volumi spot è destinata a crescere oltre il settanta per cento entro il 2030, a meno che non si proceda a rinnovare i contratti in scadenza e a siglarne di nuovi, e ciò aumenterà naturalmente l’esposizione dell’Europa alla maggiore volatilità dei mercati spot nel medio termine.

Di conseguenza, è necessario trovare un equilibrio tra i contratti a lungo termine non russi e gli approvvigionamenti da un mercato spot sempre più liquido. Una quota maggiore di contratti a lungo termine potrebbe garantire una maggiore stabilità dei prezzi e dell’offerta; i produttori di gas naturale e i consumatori dovrebbero instaurare una stretta collaborazione per ridurre l’intensità delle emissioni delle forniture di gas e GNL e tutelarsi così dall’inasprimento delle normative in materia di emissioni.

Rivalutare le opzioni di flessibilità relative all’approvvigionamento di gas
contratti per la fornitura di gas russo prevedevano una notevole flessibilità intra-annuale e inter-annuale e i diritti di nomina spettavano da ultimo agli acquirenti. Tale flessibilità – sostenuta dalle ingenti oscillazioni nel paese – ha svolto un ruolo chiave nel soddisfare la variabilità della domanda a breve termine e i movimenti stagionali, cosa che ha contribuito a bilanciare i mercati europei e globali del gas. Nel complesso, la flessibilità inter-annuale garantita dal gas russo è stata in media di quasi dieci miliardi di metri cubi su base annua fino al decennio 2010. Le oscillazioni intra-annuali sono state in media di quasi 200 mcm/g tra il 2016 e il 2021, pari a oltre il dieci per cento della domanda di gas dell’Ue in una giornata fredda.

Tale flessibilità di approvvigionamento del gas, strutturalmente inferiore, significa che nei prossimi anni altre opzioni di flessibilità (p. es. stoccaggio, livellamento dei picchi di carico e risposta alla domanda di GNL) dovranno svolgere un ruolo maggiore. Stando ai progetti attualmente in sviluppo, si prevede che la capacità di stoccaggio globale di gas naturale e GNL nei mercati di importazione aumenterà del dieci per cento (o 45 bcm) nel periodo 2023-28. Inoltre, un dialogo più stretto tra produttori e consumatori dovrebbe favorire lo sviluppo di offerte commerciali innovative, nuovi meccanismi di approvvigionamento e quadri di cooperazione che garantiscano una fornitura più flessibile di GNL. Un esempio emblematico è il meccanismo di coordinamento concordato tra Giappone e Thailandia, basato sulle differenze stagionali della domanda di gas naturale nei due Paesi.

Il ruolo della Cina come mercato di bilanciamento
Prima dello shock delle forniture di gas del 2022, l’Europa svolgeva un ruolo chiave nell’equilibrare il mercato globale del gas. Tale ruolo è stato supportato da diverse unicità del mercato europeo, tra cui: 1) forniture flessibili di gas dalla Russia; 2) potenziale di conversione carbone-gas nel settore energetico; 3) capacità di rigassificazione di GNL di riserva; 4) vasta capacità di stoccaggio sotterraneo; 5) accesso aperto e non discriminatorio da parte di terzi all’infrastruttura del gas naturale e 6) hub di gas liquidi e ben commercializzati.

I forti tagli alle forniture di gas da parte della Russia nel 2022 hanno ampiamente eroso il ruolo dell’Europa come mercato di bilanciamento. Il calo del venti per cento delle importazioni di GNL in Cina – evento senza precedenti che riflette la riduzione degli approvvigionamenti spot e l’esercizio dei diritti di flessibilità di destinazione nei contratti di GNL a lungo termine – è stato un fattore chiave nel consentire il trasferimento di maggiori quantitativi di GNL verso il mercato europeo.

A differenza dell’Europa, il ruolo della Cina come mercato di bilanciamento è destinato ad aumentare nel medio termine, soprattutto se si considera il ruolo attivo del Paese nell’assicurare i contratti di GNL. La sola Cina ha rappresentato il trenta per cento di tutti i contratti di compravendita (SPA) di GNL sottoscritti negli ultimi cinque anni, pertanto la previsione è che la quota cinese di contratti attivi relativi al GNL passi dal dodici per cento del 2021 a quasi il venticinque entro il 2030; ciò è destinato a rafforzare il ruolo delle società cinesi nel commercio del GNL e a ottimizzare i flussi globali di GNL. Tuttavia, il potenziale ruolo della Cina come mercato di bilanciamento avrà effetti a catena in termini sia di sicurezza dell’approvvigionamento energetico sia di transizione energetica, poiché la capacità di stoccaggio sotterraneo della Cina è limitata.

Alla fine del 2022, la capacità operativa di stoccaggio di gas in Cina è stata stimata in diciotto miliardi di metri cubi, pari ad appena il cinque per cento del consumo annuale del paese – ben al di sotto del livello dei mercati maturi. Il dato contrasta con i cento miliardi di metri cubi di capacità operativa di stoccaggio dell’Ue (che coprono oltre il venticinque per cento della domanda annuale di gas), sebbene la Cina si affidi in misura maggiore alla produzione interna e al portafoglio di contratti relativi al GNL.

Un contributo fondamentale alla flessibilità della domanda di gas in Cina è rappresentato dal significativo potenziale di conversione gas-carbone del paese. Nel 2022 la produzione a carbone è aumentata di circa l’1,9 per cento, soprattutto a spese delle centrali a gas, che hanno ridotto la loro produzione di quasi il dieci per cento su base annua. Ciò si è tradotto in un aumento delle emissioni (stimate in 15 Mt di CO2 equivalente) e nell’ulteriore rallentamento della transizione verso l’energia pulita.

La maggior parte degli importatori cinesi di GNL è composta da società di proprietà dello stato. Il processo decisionale guidato dal mercato potrebbe essere sovvertito da preoccupazioni relative alla sicurezza delle forniture o da considerazioni geopolitiche.

Le prospettive di medio-lungo termine per la domanda di Gas naturale
La crisi globale del gas innescata dalla Russia ha danneggiato profondamente le prospettive di crescita a medio e lungo termine della domanda di gas naturale. Il netto aumento dei prezzi del gas ne ha ridotto la competitività rispetto ad altre fonti di approvvigionamento energetico, mentre la sua immagine di combustibile “affidabile” è stata messa in discussione dai forti tagli alle forniture di gas russo.

La crescita della domanda globale di gas per il periodo tra il 2020 e il 2024 è stata ridotta del quaranta per cento rispetto alle proiezioni precedenti all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il rapporto 2021 sul gas della IEA prevedeva un aumento di trecentocinquanta miliardi di metri cubi fino al 2020-24, rivisto al ribasso a poco meno di duecento miliardi di metri cubi nella nostra ultima stima. La sola Europa è responsabile per oltre il cinquanta per cento di questa revisione al ribasso; ciò è un riflesso delle norme più severe in materia di efficienza energetica, dell’accelerazione della diffusione delle energie rinnovabili e della più rapida elettrificazione del calore, nonché della riduzione del ruolo del gas naturale nell’industria.

Gergely Molnar è analista energetico alla IEA (International Energy Agency). Si occupa in particolare di gas naturale.

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