L’autunno della CgilLandini lancia un referendum tra i lavoratori per decidere sullo sciopero contro il governo

«Chiederemo ai lavoratori di votare sulle nostre proposte e di impegnarsi a sostenerle con la mobilitazione, fino allo sciopero generale, se necessario. Vogliamo muoverci per tempo. Visto che con il governo abbiamo avuto solo incontri finti, aspetteremo la Nota di aggiornamento del Def e faremo le nostre valutazioni. Se le nostre proposte non verranno accolte nella legge di bilancio, scenderemo di nuovo in piazza», spiega il segretario

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

La premier Meloni non ha risposto alla sua lettera del 28 agosto con la quale, a nome della Cgil, Maurizio Landini chiedeva l’apertura di un confronto col governo sulla manovra. Il segretario della Cgil lo dice in un’intervista al Corriere, commentando: «È grave che il governo continui a non volersi confrontare seriamente col sindacato».

Le urgenze per Landini sono numerose: «Vogliamo risolvere i problemi. E per farlo bisogna cambiare le politiche del governo. Aumentare i salari e le pensioni, contrastare la precarietà, non allargare voucher e contratti a termine. Cancellare il sistema degli appalti e subappalti, invece di modificare il codice e introdurre i subappalti a cascata come ha fatto il governo. Cancellare i contratti pirata con una legge sulla rappresentanza. Introdurre il salario minimo per legge e investire su sanità e istruzione. Il governo anziché tassare le rendite e tutti gli extraprofitti usa dipendenti e pensionati come bancomat. Infatti, vorrebbe tagliare l’indicizzazione delle pensioni».

Ma alla manifestazione indetta dalla Cgil per 7 ottobre non parteciperanno né la Cisl né la Uil. Intanto, da oggi parte «un percorso di mobilitazione sui luoghi di lavoro», dice Landini. «Come Cgil chiederemo ai lavoratori di votare sulle nostre proposte e di impegnarsi a sostenerle con la mobilitazione, fino allo sciopero generale, se necessario. Vogliamo muoverci per tempo. Visto che con il governo abbiamo avuto solo incontri finti, aspetteremo la Nota di aggiornamento del Def e faremo le nostre valutazioni. Se le nostre proposte non verranno accolte nella legge di bilancio, scenderemo di nuovo in piazza».

E se i margini di manovra del governo sono pochi, «le risorse si trovano andandole a prendere dove stanno, con la lotta all’evasione e la tassazione delle rendite. Il contrario di quanto sta facendo il governo», dice Landini.

E davanti all’obiezione che ci sono contratti a 5-6 euro l’ora firmati anche dalla Cgil, Landini risponde: «Il 12 settembre, a Bologna, faremo un’assemblea sulla contrattazione con tutte categorie, per mettere a punto una linea precisa. Insieme alla la contrattazione serve una legislazione di sostegno, dalla rappresentanza alla validità erga omnes dei contratti, al salario minimo, escludendo da incentivi e sgravi le imprese che non rinnovano i contratti, reintroducendo l’indennità di vacanza contrattuale. In ogni caso, per noi non è più accettabile che ci siano contratti a 5-6 euro».

L’annuncio che la Cgil potrebbe raccogliere le firme per un referendum sul jobs act intanto rischia di spaccare il Pd. «È la precarietà che ha già spaccato il Paese. Come si fa a non vedere che dietro a morti sul lavoro ci sono precarietà, appalti e subappalti?», dice il segretario. Che sulla tragedia dei cinque operai morti a Brandizzo, commenta: «Quello che è successo dimostra che il sistema delle manutenzioni va cambiato, non solo nei trasporti ma in tutte le attività. Invece, il governo ha liberalizzato il subappalto a cascata e quando abbiamo scioperato anche per rivendicare più investimenti in sicurezza, il ministro Salvini non ha trovato di meglio che pensare alla precettazione. Noi vogliamo affrontare con maggiore radicalità questi temi. Il governo, intanto, vari la procura speciale sulla sicurezza sul lavoro, invece di tagliare, come ha fatto, gli investimenti del Pnrr, anche quelli sulla sicurezza ferroviaria».

 

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