Sovranisti congiuntiL’intesa tra Salvini e Le Pen in vista delle elezioni europee

La leader francese di Rassemblement National è intervenuta al raduno della Lega a Pontida affermando che Italia e Francia sono impegnate nella stessa lotta per le libertà e la patria. Il leader del Carroccio ha detto che non ci saranno problemi nel portare a termine i cinque anni di legislatura

Lapresse

Il raduno di Pontida, il tradizionale raduno della Lega che si svolge in provincia di Bergamo, si è chiuso con l’intesa tra Matteo Salvini e Marine Le Pen in vista delle elezioni europee. Il progetto del leader leghista e dell’ex presidente del partito francese Rassemblement National Marine Le Pen, candidata alle ultime tre elezioni presidenziali francesi, è un ritorno al passato, all’Europa dei popoli già vista e già sentita dai tempi di Umberto Bossi, la stessa che la leader della droit francese rilancia in una dichiarazione comune.

Un accordo che potrebbe essere un problema per il governo italiano. «A questo punto la sfida è aperta», scrive Emanuele Lauria su Repubblica. «Salvini chiama gli alleati a schierarsi, a dichiarare l’appartenenza al centrodestra ben prima del voto. Esattamente il contrario di quanto ha in mente la premier che guida i Conservatori europei («di intese parleremo dopo il voto») e soprattutto Antonio Tajani, che con la sua Forza Italia sta nel Ppe che governa l’Ue con i socialisti».

La vera sfida ai partiti della maggioranza sta infatti nell’evento annunciato dal palco: una vertice tra le forze politiche che a Bruxelles sono «alternative alle sinistre». Dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane, entro la fine dell’anno, in Italia, più probabilmente a Roma, e metterà insieme i capi delle forze politiche di tutta quell’ultradestra che sposa la linea dura contro i migranti e non è altrettanto rigida contro la Russia di Vladimir Putin.

«L’orgoglio leghista, davanti a un pratone che non si riempie del tutto (sebbene l’organizzazione azzardi centomila presenze), si trasforma in una nuova spina nel fianco per il governo», si legge ancora su Repubblica. «Salvini fa professione di unità: “Io e Giorgia abbiamo un destino comune, pur avendo culture e senso di militanza diversi. Non riusciranno a dividerci, governeremo non cinque ma dieci anni”». Ma quest’unità non sembra così scontata. Le distanze sulla questione immigrazione, che hanno portato a un durissimo scontro all’interno dell’esecutivo, rimangono. E Salvini non ha speso neanche due parole per commentare la visita di Ursula von der Leyen con Giorgia Meloni a Lampedusa. La via diplomatica, per la Lega, è fallita.

È la stessa linea sposata da Le Pen, dopotutto. Accolta nel retropalco dal segretario Matteo Salvini, che le ha donato il libro “Fatti per unire” di Roberto Nicolucci, la leader della destra francese è arrivata intorno a mezzogiorno. Circa un’ora più tardi è salita sul palco insieme allo stesso Salvini: «È un’alleata ma soprattutto un’amica nei momenti di vittoria e difficoltà, e non abbiamo mai cambiato opinione», ha detto Salvini. Parlando di politiche migratorie, Le Pen ha criticato la linea italiana: «Difendiamo i nostri popoli contro l’ondata migratoria oggi organizzata, come ha brillantemente fatto Matteo quando aveva il potere di farlo, riducendo in modo spettacolare gli sbarchi. In quel momento l’Europa guardava l’Italia con ammirazione. Attendiamo che quel momento ritorni». Una dichiarazione d’amore coronata dal «Viva il Capitano» con cui la presidente del Rassemblement national conclude il suo intervento.

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