Visto dagli StatesNancy Pelosi dice che Meloni è brava ma ha problemi con i diritti Lgbtq+

La speaker emerita della Camera americana, a Venezia per la Mostra del Cinema, parla delle prossime presidenziali negli Stati Uniti e spiega che saranno una battaglia per la democrazia. La premier italiana promossa per la sua posizione sull’Ucraina

(La Presse)

La speaker emerita della Camera americana, la democratica Nancy Pelosi, 83 anni, di origini italiane, è a Venezia nei giorni della Mostra del cinema come ospite d’onore della cerimonia di consegna di un premio alle eccellenze femminili nel mondo, i DVF awards. Ha accettato di incontrare un piccolo gruppo di giornalisti italiani, rispondendo a molte domande soprattutto sulle prossime presidenziali americane. Senza rinunciare pure a un giudizio sull’operato della premier Meloni: promossa per la sua posizione sull’Ucraina, ma non per il modo in cui si occupa dei diritti Lgbtq+ e delle minoranze.

«Non voglio entrare in questioni di politica italiana. Posso dire che Meloni mi pare molto determinata e che la sua recente visita alla Casa Bianca è andata bene. Ha molte questioni da risolvere: trovo problematico, per i miei valori e per quello in cui credo, il modo in cui si occupa delle minoranze e dei diritti della comunità Lgbtq. Invece ha una posizione chiara sull’Ucraina e sulla violenza della Russia contro un territorio sovrano. È consapevole dei rapporti con la Cina e ha chiaro che all’Italia serve il sostegno e la collaborazione con l’Unione europea», dice. Del resto, ripete Pelosi, «l’Italia è tra gli alleati più vicini e certamente tra i più vicini nella Nato e questo rapporto va valorizzato».

Pelosi sposa appieno il sostegno all’Ucraina: «In Ucraina stanno combattendo per la democrazia e la gente lo chiaramente, vede la minaccia e la sfida in corso. Ricordo che da studentessa andai alla cerimonia in cui il presidente Kennedy disse la famosa frase ‘Non pensate cosa può fare l’America per voi, ma cosa voi per l’America’. E subito dopo, rivolto ai cittadini del mondo, aggiunse: “Pensate a cosa possiamo fare assieme per il mondo”. Questo è l’approccio sull’Ucraina, con il sostegno della Nato. Possiamo lavorare tutti assieme per la libertà del Paese e per la difesa delle donne in particolare, che lì sono usate come armi da guerra, private dei loro bambini che gli vengono strappati dalle braccia e portati in Russia, violentate davanti ai figli. Triste vedere come siano diventati brutali i soldati che in guerra si comportano da animali. Non dimentichiamo anche le donne in Afghanistan».

La speaker emerita parla molto delle prossime elezioni americane del 2024. «Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti per assicurarci che il risultato delle elezioni presidenziali del 2024 sia la difesa della nostra bandiera, quella che sventola negli edifici pubblici e che assicura libertà e giustizia. È chiaro che non si tratta di una semplice elezione, sarà una battaglia per la democrazia e la vinceremo. Quello che vi dico è: non sottovalutate la forza delle nostre istituzioni e l’attaccamento degli americani alla nazione», spiega dice. E Donald Trump «è una tragedia. Non avrei mai predetto che Trump sarebbe stato presidente, stavolta non penso che il Partito repubblicano possa scendere a questo livello».

Ma Pelosi è pronta a scommettere sulla vittoria di Joe Biden: «Conto molto in Joe, che ha grande visione e saggezza. Nel cuore è una bella persona, empatica, non potremmo averne una migliore per unificare il Paese, rispettare le differenti opinioni e proporsi come presidente di tutta l’America. Troppo vecchio? Ha solo tre anni in più dell’altro. Biden si sta preparando al meglio per rispondere alla domanda cruciale: che mondo vogliamo per i nostri figli? Ci sono sfide che riguardano l’innovazione tecnologia, l’istruzione, l’immigrazione. Bisogna lasciarsi alle spalle la paura di cambiare».

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