Criminali amiciPutin e Kim cercano un accordo che aiuti entrambi ad aggirare le sanzioni internazionali

La Russia vede nella Corea del Nord una fonte sicura di armi per sostenere l’impegno bellico in Ucraina, in cambio è disposta a fornire la tecnologia che vuole Pyongyang per dare una forte spinta allo sviluppo dei suoi armamenti strategici, e alla capacità di compiere azioni ostili

AP/Lapresse

Il leader nordcoreano Kim Jong-un è in Russia per incontrare Vladimir Putin, un bilaterale tra due dittature caratterizzato da un’estetica surreale e a tratti ridicola, ma anche da un alone di mistero del tutto ingiustificato che rende l’incontro ancora più inquietante. Non era chiaro infatti dove e quando i due si sarebbero incontrati, né gli argomenti e i partecipanti delle delegazioni, nonostante si tratti di un incontro ufficiale tra i leader di due paesi amici.

Kim ha raggiunto la Russia con il suo pesantissimo e lussuoso treno personale blindato, e ha continuato il suo viaggio con tappe e destinazioni rimaste ignote fino all’ultimo momento. Putin nel frattempo era a Vladivostok, la città principale dell’estremo oriente russo, per partecipare al “Forum economico orientale”, un evento che un tempo rappresentava l’apertura della Russia verso l’estremo oriente mentre oggi è solo un’altra occasione che dà la misura dell’isolamento del paese.

In base alle fonti russe e ai tentativi di seguire il treno di Kim attraverso le foto satellitari, il luogo stimato dell’incontro poteva essere il centro spaziale di Vostochny, una località che dista 1500km da Vladivostok dove Putin aveva pianificato una visita ma senza comunicare la data, e alla fine è lì che ha avuto luogo l’incontro.

Il cosmodromo di Vostochny è il primo sito civile della Russia costruito appositamente per lanci spaziali, un luogo simbolico che comunica un messaggio preciso, visto il desiderio del leader nordcoreano di lanciare satelliti nello spazio. La Corea del Nord di recente ha fallito almeno due lanci satellitari, e ha bisogno di un’assistenza tecnica di alto livello come quella russa per il lo sviluppo del suo programma spaziale.

L’ultima volta che Putin e Kim si sono incontrati era nel 2019. All’epoca i colloqui sulla denuclearizzazione tra Washington e Pyongyang erano ormai falliti, nonostante Putin nel 2017 avesse agito da intermediario e sostenuto le sanzioni delle Nazioni Unite volte a frenare lo sviluppo di armamenti nucleari della Corea del Nord.

Quattro anni dopo, il mondo è cambiato. L’invasione russa dell’Ucraina ha avvicinato Mosca e Pyongyang, e adesso i due regimi hanno molto in comune. Entrambi sono al comando di economie iper-sanzionate, entrambi pensano di poter trarre vantaggio da relazioni più intense.

Mosca probabilmente chiederà a Pyongyang munizioni, proiettili di artiglieria e missili anticarro, offrendo in cambio tecnologia avanzata per satelliti e per sottomarini nucleari, oltre a forniture energetiche e soprattutto alimentari, di cui il regime nordcoreano ha bisogno dopo aver sigillato i confini per proteggersi dalla pandemia causando una drammatica crisi alimentare.

A luglio Kim ha ricevuto il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu, poco prima che Mosca impedisse al Consiglio di sicurezza dell’Onu di rafforzare le sanzioni contro il regime nordcoreano. La Corea del Nord è dotata di una vasta quantità di scorte di munizioni e un’industria della difesa che in alcuni settori ha una capacità di produzione su larga scala. La Russia potrebbe trovare nella Corea del Nord una fonte sicura di munizioni e pezzi di artiglieria per sostenere l’impegno bellico in Ucraina, anche se gli esperti dubitano che questo possa rovesciare le sorti del conflitto in favore dei russi.

Un accordo ufficiale tra Mosca e Pyongyang per le forniture militari rappresenterebbe una rottura a livello internazionale. Le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro il programma per lo sviluppo di armi nucleari della Corea del Nord infatti vietano, tra le altre cose, anche il commercio di ogni tipo di armi con il regime nordcoreano. Se Mosca revocasse il suo voto in sede Onu, per Kim sarebbe un enorme risultato.

Negli ultimi due anni Pyongyang è riuscita a sviluppare il suo programma di missili balistici testando dozzine di vettori, compresi i missili balistici intercontinentali (Icbm) che, in teoria, permetterebbero al regime di lanciare testate nucleari sul continente americano.

Ci sono molti dubbi sulla reale portata e capacità degli armamenti nucleari nordcoreani. Tuttavia, secondo gli analisti, se la Corea del Nord riuscisse a mettere le mani sulla tecnologia della Russia avrebbe modo di dare una forte spinta allo sviluppo dei suoi armamenti strategici, e alla capacità di compiere azioni ostili, innalzando il livello di allarme tra gli alleati degli Stati Uniti nell’estremo oriente e tra i leader occidentali.

Ciò che invece non è chiaro come risponderà la Cina, finora il più fidato e unico vero alleato della Corea del Nord. Se Pyongyang riuscisse a stabilire con Mosca un patto strategico di tale portata, a ridursi sarà l’influenza e la capacità di Pechino di controllare il regime nordcoreano. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi sarà in Russia lunedì per colloqui con il suo omologo Sergei Lavrov.

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