Il potere è legato alla capacità di un individuo o di un gruppo di realizzare obiettivi espliciti o impliciti. Se due persone vogliono avere lo stesso pezzo di pane, saranno i rapporti di forza a decidere chi lo avrà. L’obiettivo in questione non è necessariamente materiale: a volte può essere capire quale visione del futuro della tecnologia prevarrà sulle altre. Si potrebbe pensare che il potere, in ultima analisi, dipenda esclusivamente dalla coercizione. Non è del tutto esatto: è vero che i continui attriti fra una società e un’altra, e all’interno di ogni società, con il loro corollario di invasioni e assoggettamenti, hanno reso la violenza endemica in tutta la storia del genere umano.
Perfino durante i periodi di pace, il pericolo di guerra e la violenza erano prospettive che incombevano costantemente sulla testa delle persone: se c’è un’orda che ti assale, non hai molti spazi per rivendicare un pezzo di pane o esprimere la tua opinione. Ma la società moderna ruota intorno al potere di persuasione. Non sono molti i presidenti, generali o capipopolo così forti da essere in grado di costringere i soldati ad andare in battaglia. Non sono molti i leader politici che possono semplicemente imporre una modifica della legge. La gente ubbidisce a questi capi per la reputazione e il prestigio che le istituzioni, le norme e le credenze conferiscono loro. Gli va dietro perché è stata persuasa a farlo.
(…) Alcune idee, specie quando sono espresse nel contesto giusto e con convinzione, hanno una forte capacità di persuasione. Le idee si diffondono e diventano influenti se sono in grado di replicarsi autonomamente, nel senso che sono in grado di convincere e persuadere molte persone che poi ripetono e propagano ulteriormente questi concetti: un’idea ripetuta è un’idea forte.
L’accettazione, la ripetizione e la diffusione di un’idea dipendono da molti fattori, alcuni istituzionali, altri collegati al prestigio sociale e alle reti che lo propagano, e altri ancora che hanno a che fare con le qualità degli individui che promuovono l’idea, come per esempio il loro carisma personale. A parità di altri fattori, un’idea ha maggiori probabilità di diffondersi se è semplice, se ha dietro una storia ben fatta e se suona vera.
Può contribuire anche il fatto di essere propugnata da individui che possiedono il tipo di prestigio sociale adatto, per esempio persone che hanno una comprovata attitudine al comando e possono contare sul sostegno di figure rispettate, come l’Institut de France per Napoleone e i professori di finanza e diritto per Wall Street.
Da “Potere e progresso – La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperità”, di Daron Acemoglu e Simon Johnson, Il Saggiatore, 664 pagine, 32 euro
