Tendenze Il futuro della pizza è verde

Gennaio fa rima con veganuary, il mese in cui rinunciare agli alimenti di origine animale. Anche la pizza non fa eccezione e i dati dimostrano che nel futuro ci saranno sempre più richieste per pizze costruite con ingredienti vegetali.

Il mese di gennaio non è solo il mese dei nuovi inizi. Da qualche anno si è cominciato anche a chiamarlo veganuary. Una tendenza che arriva da oltreoceano, che però ha trovato radici fertili anche qui da noi in Italia: nasce dalla voglia o dalla necessità di “ripulirsi” dagli eccessi delle festività natalizie, eliminando i prodotti di origine animale.   E, se vogliamo andare ad analizzare meglio le cose, le indagini statistiche ci mostrano come anche il mondo della pizza sia influenzato da quello del vegetale. E nei prossimi anni lo sarà sempre di più. Certo, non si tratta di un abbandono dei cosiddetti prodotti tradizionali, la mozzarella prima di tutti, ma di considerare sia le nuove esigenze di mercato, ma anche un nuovo modo di intendere l’alimentazione e il benessere dell’ambiente. Ingredienti classici, sì, ma accanto a nuove ispirazioni con creazioni prive di elementi di origine animale. 

Ecco quindi che sempre più pizzerie, anche in Italia, propongono ricette a base vegetale, plant based. Negli paesi anglosassoni diverse catene di pizzeria hanno inserito nel menù pizze vegetariane e vegane, in collaborazione con aziende che producono sostituti della carne e qui da noi esiste anche la versione veg della piccantissima ‘nduja calabrese, preparata con frumento, soia, olio, peperoncino, e affumicata per cercare di avvicinarsi al gusto originale dell’insaccato. Anche il formaggio si adegua e, dopo anni in cui l’industria non è riuscita ad eguagliare i formaggi veri, ora esistono delle alternativa vegetali e biologiche, realizzate con riso, olio di cocco. E c’è chi utilizza anche il cheddar vegano. Ovviamente non qui da noi in Italia, ma si sa, paese che vai, pizza che trovi… Ma questa è un’altra storia. 

Facendo un salto sempre all’altro capo dell’oceano, troviamo Matthew Kenney, la sua idea di cucina basata su una plant-based philosophy e la pizzeria Double Zero, che vuole portare «una prospettiva sana al cibo più popolare del mondo, con una pizza cotta in un forno a legna costruito su misura». Anche il sindaco di New York, Eric Leroy Adams, ha scelto la pizza vegana per l’Italian heritage party dello scorso ottobre, con una proposta di lievitati firmata dallo chef napoletano Pasquale Cozzolino (sì, quello che ha inventato la Dieta della pizza per sconfiggere l’obesità americana). Vero è che senza andare a cercare ingredienti che mimano consistenza e sapori di altri alimenti, la pizza può strizzare l’occhio al mondo vegetale, traendo forza e gusto da quello che offre la terra. E in Italia sono già in tanti i pizzaioli che stanno provando ad ampliare l’offerta. 

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