Out of pizza L’emozione si fa a spicchi

La pizza non è semplice alimento. La pizza è emozione. È il prodotto di un processo creativo. Allo stesso modo di come accade quando guardiamo un’opera artistica o di architettura

Mangiare una pizza non è mai un semplicemente atto di nutrimento. O meglio, la pizza non nutre solo il corpo, ma si concentra verso l’alimentazione dell’anima. La pizza è emozione. Come l’arte. Entrambe le cose hanno bisogno di idee e processi creativi, di ispirazioni culturali. Per questo ci piace l’idea di andare un po’ oltre gli schemi classici e offrirvi ogni mese uno spunto di riflessione, prendendo a prestito la visione di un artista e i suoi viaggi creativi. Perché la creatività la possiamo trovare ovunque. Nel testo di una canzone, in un quadro, in un film. O anche in un’opera di architettura, come in questo caso, in cui vogliamo aprire le danze con uno dei massimi esponenti dell’architettura contemporanea.

Santiago Calatrava rappresenta proprio questo: l’ingegno umano al servizio della forza creativa. Le sue sono sempre opere imponenti, ponti, stazioni. Opere che risaltano immediatamente all’occhio, ma che in qualche modo rappresentano il territorio in cui sono inserite. I sui progetti partono, infatti, sempre da quello che c’è intorno, dalla natura, dai suggerimenti che che offre un determinato luogo. Lui inizia dai colori, dagli acquarelli che mettono nero su bianco un’idea, uno schizzo creativo. E poi nasce la magia.

Come è successo qualche anno fa a Reggio Emilia, unica città al mondo ad avere, insieme a Dallas, ben tre ponti progettate dall’architetto spagnolo. L’archistar ha infatti rivoluzionato l’area urbana cittadina e data nuovo forma al territorio con i suoi segni inconfondibili. Era il 2007 quando Reggio Emilia ha avuto una nuova veste, bianca e d’acciaio. Era il 2007 quando le polemiche sono scoppiate, e il tessuto urbano dell’accesso in città ha cambiato volto. Segue qualche anno dopo la nuova stazione dell’alta velocità che completa l’opera di valorizzazione urbanistica dell’area nord della città legata al passaggio della linea ad Alta Velocità, terminata nel 2013. Si tratta della visione delle opere destinate a diventare le nuove grandi porte di Reggio Emilia, che prende il nome di Le Vele e che è stata concepita da Santiago Calatrava.

La sua arte combina la concezione visuale dell’architettura all’interazione con i principi dell’ingegneria: i suoi lavori spesso sono ispirati alle forme ed alle strutture che si trovano in natura ridisegnandole e facendo in modo che siano visibili e diverse da dentro e da fuori, così che guardandole o attraversandole il messaggio e il concetto siano biunivoci, ma differenti. Lui stesso in una sua lectio del 2005 ha immaginato queste opere con una valenza sia funzionale che simbolica, come segni che marcano il territorio: «I ponti soltanto in un giorno sono visti da più di centomila persone. Ho voluto quindi introdurre delle strutture che, al di là della pura funzionalità, assumessero un carattere simbolico. Al di là della pura funzionalità, volevo creare un segno che desse un senso più locale all’opera». E lo stesso procedimento lo possiamo anche ritrovare nella creazione della pizza, che deve essere funzionale per il gusto e la soddisfazione del cliente, ma che deve anche, per forza di cose, essere un racconto della personalità che l’ha realizzata. 

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