Tema di Serie BL’ambiente è rimasto ai margini della campagna elettorale portoghese

I socialisti proseguono sulla scia (ambiziosa) dell’ex primo ministro Costa, intestartendosi sull’estrazione del litio. Dall’altra parte, la coalizione di centrodestra ignora le rinnovabili e punta tutto su rifiuti e agricoltura, mentre gli estremisti di Chega si scagliano contro l’Unione europea e si focalizzano sul benessere animale

Pedro Nuno Santos, nuovo leader del Partito socialista portoghese (AP Photo-LaPresse, ph. Armando Franca)

Nonostante il governo dell’ex primo ministro António Costa sia caduto proprio a causa di un presunto caso di corruzione legato alla produzione di idrogeno verde e all’estrazione di litio, l’ambiente e la crisi climatica sono ben lontani dall’essere i temi principali della campagna elettorale che porterà la popolazione portoghese al voto domenica 10 marzo. 

«La caduta del governo dei socialisti, guidati da Costa, non ha portato a nessun calo drastico nei sondaggi: il partito era in perdita già da prima. Né la destra, né l’estrema destra sono riuscite a trasformare questo caso di corruzione, chiamato Operação Influencer, nel loro cavallo di battaglia», racconta a Linkiesta Riccardo Marchi, professore di Relazioni internazionali all’Università Lusófona di Lisbona. Secondo l’esperto, in Portogallo non è una novità che i grandi casi di corruzione si sgonfino in fretta: «Mi sorprenderebbe il contrario, ossia un’operazione Mani Pulite in Portogallo. In vent’anni che sono qui, non è mai successo», aggiunge Marchi, ricordando che anche lo scandalo che aveva portato nel 2014 all’arresto di un altro primo ministro socialista, José Sócrates, per frode e corruzione non è ancora arrivato al giudizio in primo grado. 

L’Operação Influencer non ha impattato neanche sul programma dei socialisti, che continua sulla scia degli obiettivi ambiziosi fissati da Costa durante i suoi otto anni al governo rispetto alla decarbonizzazione e alla transizione energetica. Per raggiungerli, i socialisti, guidati dall’ex ministro delle Infrastrutture e dell’Abitazione Pedro Nuno Santos, continuano a puntare sui grandi progetti legati alla produzione di energia rinnovabile, e soprattutto di idrogeno verde, e all’estrazione del litio, un materiale fondamentale per produrre pale eoliche e batterie ricaricabili per le auto elettriche e di cui il Portogallo ha le riserve non sfruttate più grandi d’Europa. 

Oltre agli investimenti nelle rinnovabili, i socialisti propongono una Strategia industriale verde, ovvero un piano che permetta l’utilizzo di fondi pubblici in maniera selettiva e specializzata, e un progetto di ampliamento della rete ferroviaria. Più in generale, «tutti i partiti della sinistra portoghese, non solo i socialisti, hanno una grande sensibilità ambientalista. Allo stesso tempo, però sanno anche che è difficile mobilitare i portoghesi su questo tema», precisa Marchi. Un’attenzione al clima e all’ambiente, tuttavia, spesso nasconde degli interessi, dati i grandi fondi stanziati dal Green deal europeo. «È un copione che abbiamo già visto negli anni Ottanta, con l’entrata del Portogallo nell’Unione europea: l’arrivo dei fondi ha portato alla creazione di un sistema di corruzione impressionante. Lo stesso succede oggi, e non solo nel partito socialista», spiega Marchi. 

A differenza di quello dei socialisti, le proposte ambientali della coalizione di centrodestra Aliança democrática (Ad) riguardano soprattutto la gestione dei rifiuti, delle risorse idriche e delle aree agricole. Ciononostante, a fine febbraio il leader della coalizione e presidente del Partido social demócrata (Psd) Luís Montenegro è stato protagonista di una delle azioni del gruppo studentesco Greve climática estudantil. Un membro del movimento, infatti, ha lanciato della vernice verde su Montenegro, che poco dopo si è difeso su X assicurando di voler dedicare un consiglio dei ministri alla transizione climatica ed energetica, in caso fosse eletto. Il gesto degli attivisti ha portato all’arresto di cinque persone: nel loro manifesto, i membri di Greve climática estudantil affermano che «con le proposte dell’attuale panorama politico, il riscaldamento del Pianeta supererà di certo i tre gradi, una soglia che ci porterà a numerosi punti di non ritorno a livello mondiale». 

Infine, la maggior parte delle proposte del partito di estrema destra Chega, che in tre anni è riuscito a diventare la terza forza politica del Paese e il cui ruolo sarà fondamentale nel determinare il risultato delle prossime elezioni, sono sulla stessa linea di quelle altre formazioni ultranazionaliste europee: lotta a quello che il leader di Chega definisce «ecologismo punitivo», sostegno alle recenti manifestazioni degli agricoltori contro la Pac e il Green deal europeo, maggiore sovranità nazionale su questi temi, ritorno al nucleare, sviluppo dell’industria mineraria, difesa del mondo rurale e della tradizione, touradas (corride, in portoghese) incluse. «Chega non nega il cambiamento climatico, anzi: le sue posizioni sono molto simili a quelle del centrodestra portoghese, anche se sono più critiche sulle direttive emanate dall’Unione europea», precisa Marchi. 

Esistono, però, alcune misure originali e sorprendenti nel programma di Chega su clima e ambiente: il partito di André Ventura difende infatti l’eliminazione dell’Iva su prodotti per il ciclo mestruale riutilizzabili e la lotta al fast fashion per ridurre la produzione di rifiuti. Il piano del partito di estrema destra comprende inoltre più di quindici proposte che riguardano il benessere animale, inclusa quella di inserire il rispetto della dignità degli animali nella Costituzione portoghese. 

Nel loro comunicato di fine anno, due delle principali associazioni ambientaliste portoghesi, Zero e Anp/Wwf, hanno sottolineato il ruolo fondamentale delle elezioni legislative di domenica. A prescindere dal risultato infatti, il 2024 sarà l’anno in cui è prevista la revisione di cui documenti fondamentali dal punto di vista della lotta al cambiamento climatico, il Piano nazionale sull’energia e sul clima e della Roadmap per la neutralità carbonica 2045, e l’inizio della raccolta differenziata dei rifiuti organici: «È difficile prevedere quale coalizione governerà il Paese: la nostra speranza è che non si registri in Portogallo la vittoria di forze politiche che possano portare a significativi passi indietro nelle politiche ambientali», concludono i membri di Zero e Anp/Wwf.

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