From Tuscany to your place Quando tipicità e innovazione si uniscono

Due fratelli toscani hanno dato vita a un servizio di vendita e consegna di prodotti alimentari di qualità dedicato ai ristoratori di alta gamma

@Typiqo

«Hai un piatto, un prodotto, un locale… tipico, da consigliarmi?». Quante volte abbiamo fatto questa domanda o l’abbiamo ricevuta da un amico che vuole scoprire un territorio da noi conosciuto. Tipico è una di quelle parole che ti fa sentire a casa, quasi in una comfort zone, dove sai che quello che mangerai è un qualcosa di buono legato al territorio.

E proprio su questo vocabolo Alessandro e Antonio Badalamenti, due fratelli anglofiorentini poco più che trentenni, hanno costruito la loro azienda che siamo proprio “TYPIQO”. Ma hanno deciso di riscriverla giocando con le lettere per raccontare il loro obiettivo imprenditoriale; ovvero unire tipicità e innovazione, dove Q sta per quality e TYP per to your place. La qualità a casa tua.

Questa start up “local to local” fondata a Pontassieve, sulle colline fiorentine, vuole essere un food service dedicato agli chef toscani di alta gamma che desiderano approvvigionarsi in tempo reale di prodotti di qualità provenienti dal territorio regionale.

Antonio e Alessandro Badalamenti @Typiqo

«L’idea è nata al tempo del Covid, durante le video chiamate fatte su Zoom», ci spiegano i due fratelli. Alessandro, rimasto bloccato in Australia, ha iniziato a fare lunghe call con Antonio che era appena rientrato in Italia. Così a distanza di circa quindicimila chilometri si sono inventati questa attività, dove Alessandro si occupa di logistica, di distribuzione e della parte digitale, mentre Antonio che ha sempre fatto lo chef in giro per il mondo segue i ristoratori. «Unendo le nostre conoscenze abbiamo dato vita a una piattaforma che inizialmente era rivolta ai privati, con consegne a domicilio durante la pandemia, per poi evolversi nel canale della ristorazione».

Come ci racconta Alessandro Badalamenti: «La struttura imprenditoriale è molto semplice. Da un lato c’è una rete capillare di circa ottanta produttori toscani di eccellenze gastronomiche che offrono: farina, verdure, uova, formaggi, pesce, carne, salumi… Dall’altra oltre sessanta ristoranti come Atto di Vito Mollica, Osteria di Fonterutoli, Relais Borgo San Pietro, Caffe dell’Oro, Tenute Ruffino. In mezzo un catalogo digitale con un’offerta di oltre cinquecento prodotti».

Allo chef basterà un clic e sarà come prendere il paniere, andare al mercato rionale a fare la spesa per poi avere i prodotti consegnati in giornata direttamente alla porta del ristorante.

Questo è un settore in cui la velocità svolge un ruolo chiave: da un lato c’è il ristoratore che non ha il tempo per andare a scovare i piccoli produttori locali, né può permettersi di fare ordini frammentari. Dall’altro ci sono i piccoli produttori locali che raramente sono organizzati per soddisfare le esigenze di puntualità nella consegna e di elasticità per le forniture di un ristorante.

@Typiqo

«Questa piattaforma ha selezionato come prodotto da inserire nel catalogo la nostra farina di mais integrale: questo ci ha aiutato nella distribuzione e fatto conoscere a chef di ristoranti di altissima qualità, un obiettivo che da soli non avremmo potuto raggiungere». Sono le parole di Tommaso Corrieri di Arum, società agricola che produce a Orsigna, in provincia di Pistoia, una farina macinata pietra realizzata con sette mais di Montagna.

Abbiamo provato questo connubio creato dai fondatori di Typiqo durante una cena preparata dallo chef Antonio Minichiello al Caffè dell’Oro di Firenze, il locale del gruppo Lungarno Collection con una vista unica su Ponte Vecchio. Qui ad accoglierci una ruota di pane realizzata con grani antichi preparata dal Forno la Torre e olio di oliva Grullo, entrambi provenienti dalle colline che circondano Firenze. A questo sono seguite una trota salmonata che invece che dalla Norvegia arrivava dal Casentino, a meno di cinquanta chilometri dal capoluogo Toscano. E delle linguine del pastificio Fabbri di Strada in Chianti abbinate con le patate di Pietramala raccolte nel Mugello, accompagnate con porri e salsiccia del Casentino. Per il secondo sono stati usati: faraona di Montespertoli, lenticchie della Val d’Orcia e radicchio della Rufina.

Questo viaggio gastronomico con i migliori prodotti della Toscana si è concluso con una serie di formaggi provenienti da Casentino, Maremma e Volterra.

Adesso l’obiettivo di Alessandro e Antonio, oltre a continuare a crescere in Toscana, è quello di replicare questa esperienza in altre regioni limitrofe. Come potrebbero essere Umbria ed Emilia-Romagna, sempre per mantenere un contatto diretto e di vicinanza con chef e produttori.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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