What a storyUna raccolta di storie, emozioni e ricette in cui ritrovarsi e divertirsi

Ne abbiamo parlato con Agostino Perrone e Giorgio Bargiani, director of mixology e assistant director of mixology di The Connaught Bar, uno dei più celebri cocktail bar di Londra e del mondo

Alcune volte si ha fretta di fare, produrre, comunicare idee e progetti con l’obiettivo che sempre più persone ne vengono a conoscenza. Questo porta di frequente a perdere di vista due parametri fondamentali per essere efficaci e di successo verso l’esterno: la coerenza e la costanza. È proprio per questo motivo che un luogo come il Connaught Bar di Londra ha aspettato di celebrare i suoi quindici anni di apertura prima di presentare il suo primo libro.

Questo tempio dell’ospitalità contemporanea, famigerato cocktail bar guidato da Agostino Perrone (director of mixology) e Giorgio Bargiani (assistant director of mixology), è stato il miglior bar al mondo secondo la classifica World’s 50 Best Bars 2020 e 2021 e continua a essere riconosciuto tra i migliori indirizzi al mondo per qualità del bere, professionalità ed esperienza. Già noto per la sua attività di comunicazione ingaggiante verso il cliente, ironica, coinvolgente e sempre diretta a rendere partecipe l’ospite, ora è giunto il momento del suo primo libro, “The Connaught Bar. Recipes and Iconic Creations”.

A cavallo tra un manuale per l’amatore – che si cimenta a casa con qualche ricetta e una piccola selezione di bottiglie – il bevitore affezionato e tutti gli addetti ai lavori, il volume non è una semplice raccolta di ricette. Più ancora di queste, il valore aggiunto del testo sono le storie che si celano dietro ogni drink o bilanciamento, gli aneddoti nati dietro le quinte così come durante il servizio.

«L’idea di un libro è arrivata qualche anno fa, sicuramente a un punto in cui sentivamo di aver costruito qualcosa di solido nel tempo, degno di una pubblicazione. Per noi il Connaught Bar è un luogo in cui si sono costruiti uno stile di fare mixology e hospitality, e ancor più un luogo in cui questo modo di lavorare è riuscito a costruire dei legami solidi con la nostra clientela. Il Connaught Bar è un luogo di incontri, in cui si incrociano persone e storie, e in cui i nostri cocktail fanno da veicolo di queste connessioni» racconta Perrone.

Il testo raccoglie cento ricette selezionate tra migliaia di possibili referenze, un lavoro che ha richiesto uno studio a ritroso della storia creativa del bar, come ci spiega Bargiani: «La difficoltà è stata indubbia. Si tratta di oltre una decade di lavoro con centinaia di cocktail. Per quanto riguarda le creazioni dei primi anni, siamo dovuti andare a scavare negli archivi per assicurarci della correttezza delle ricette originali. I criteri sono stati molti: dalla varietà degli stili di cocktail alla popolarità, ma anche il legame affettivo, sia nostro che dei nostri clienti, con alcuni drink. È stato un lavoro certosino, soprattutto nell’aver rimesso insieme le storie, fonti di ispirazione ed emozioni che ognuno di questi drink porta con sé».

Al di là del perfect serve di un Connaught Martini – ormai iconico a livello mondiale – di un Number 11, un Eclipse drink – opere nel senso letterale del termine, l’intento celato dietro alla pubblicazione di questo testo è sicuramente più divulgativo, aggregativo, quasi un regalo verso chi li ha sostenuti tutti questi anni. Una raccolta di emozioni, di vissuto, di legami duraturi con tantissimi ospiti, ormai amici, espressione di un modello nato per accogliere il cliente e metterlo a suo agio con un drink. «I cocktail – continua il director of mixology Agostino – sono il nostro linguaggio. Quello che veramente abbiamo cercato di fare con questo libro è cercare di tradurre storie ed emozioni attraverso le ricette che nel corso degli anni ci hanno permesso di costruire dei legami unici con le persone che ci circondano».

Il Connaught Bar ha trovato un perfetto equilibrio tra eleganza e performance, ospitalità amichevole e professionalità, simpatia e riservatezza, frutto di un mix unico di capitale umano e dedizione lavorativa che lo ha reso grande non solo di nome ma di fatto. La sua posizione all’interno di uno degli hotel migliori di Londra, il The Connaught parte del gruppo Maybourne, in Mayfair, ha contribuito a farvi gravitare personaggi dello spettacolo, personalità illustri, artisti, creativi ma non solo. Un indirizzo che si è sempre mostrato potenzialmente adatto a soddisfare tutti i palati, specialmente quelli meno esperti e navigati nel mondo della miscelazione ma desiderosi di essere stregati da un gusto, una garnish, un bicchiere.

Lo ha ricordato Bargiani, al termine della nostra intervista, facendo fuoco su un punto focale: «Il Connaught Bar oggi è evoluto, ma non possiamo dire sia cambiato. I nostri capisaldi sono irremovibili. Con gli anni, e con le persone diverse che sono arrivate, abbiamo sempre guardato avanti, integrando nuovi stimoli creativi, sia dalla squadra che dai clienti. Tuttavia, non abbiamo mai perso di vista quelli che sono i nostri valori e le linee guida: creare esperienze attraverso creazioni liquide. Abbiamo raggiunto quella che ci piace chiamare la nostra “sezione aurea”. Ogni cocktail, sebben diverso, rispetta uno stile che è nostro e così anche ogni innovazione tecnica, creativa, cura del dettaglio o di servizio è riconducibile a linee guida ben precise».

Con una prefazione di Massimo Bottura, il volume “The Connaught Bar: Recipes and Iconic Creations” è distribuito in Italia dalla casa editrice Phaidon.

Immagini courtesy The Connaught Bar, London

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