Toccare con manoGli artigiani hanno la formula per proteggere le nostre città dal turismo di massa

Costruire un ombrello in bambù a Kyoto, tornire il legno a Cipro, trasformare le proprie foto in ricami in Galizia: quest’anno Homo Faber (1-30 settembre) ha anche una guida digitale per conoscere da vicino i professionisti del “saper fare” che salvaguardano l’autenticità delle città minacciate dall’overtourism. La base fisica dell’evento resta la magica Isola di San Giorgio, a Venezia

Sergio Boldrin Artisan ©Dario Garofalo

Dal 1 al 30 settembre, presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia (Isola di San Giorgio), si terrà Homo Faber: The Journey of Life, una manifestazione che celebra le eccellenze delle maestranze dell’artigianato contemporaneo in un percorso espositivo che ripercorre le tappe della vita umana. Dall’infanzia ai viaggi, dalle storie d’amore ai sogni, l’esposizione ripercorre i momenti più significativi di ogni esistenza, ognuno raccontato attraverso oggetti d’artigianato che custodiscono la memoria delle piccole esperienze quotidiane. 

Oggetti unici e originali realizzati con cura e maestria, diventano il fil rouge attraverso cui si snoda il racconto di una vita. Allestimenti spettacolari, opere artigianali e dimostrazioni dal vivo rendono Homo Faber 2024 un viaggio da percorrere con intensità e trasporto. The Journey of Life si articola in dieci temi, approfonditi e raccontati mediante una selezione di oggetti unici realizzati da maestri e artigiani provenienti da tutto il mondo. Il risultato è un connubio di competenze, tecniche e approcci innovativi che conferiscono all’esposizione un respiro internazionale. 

Courtesy by Fondazione Giorgio Cini

La direzione artistica di Homo Faber è affidata al regista e sceneggiatore Luca Guadagnino, che insieme all’aiuto dell’architetto Nicolò Rosmarini esplora e sviluppa il tema del “viaggio della vita”, spunto nato da un’idea di Hanneli Rupert, vicepresidente della Michelangelo Foundation

Dall’incontro della creatività e dell’immaginazione di Guadagnino e Rosmarini nasce un allestimento interattivo, che coinvolge visitatori e visitatrici in una suggestiva rappresentazione della vita lungo un percorso che si articola all’interno degli spazi del complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini, istituzione culturale di fama internazionale situata sull’isola di San Giorgio Maggiore, a Venezia. Istituita nel 1951 la Fondazione è un hub culturale ricco di tesori letterari, artistici, musicali e archivisti e si propone come punto d’incontro di culture e visioni, ma anche come sede di ricerca umanistica e diffusione del sapere. 

Oltre le mura della Fondazione il programma della manifestazione si estende a tutto il territorio veneziano con Homo Faber in Città, realizzato in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e che è stato pensato per offrire spunti originali per visitare Venezia, lontano dalle tappe turistiche, prediligendo invece la scoperta di itinerari inediti tra vicoli e canali che si snodano attraverso le botteghe degli artigiani veneziani. 

Valentina Stocco Artisan Susanna Pozzoli © Michelangelo Foundation

Fare del viaggio un’esperienza più coinvolgente è anche l’obiettivo di Homo Faber Guide, una piattaforma digitale che permette agli utenti di ritrovare il valore della scoperta del mondo dell’artigianato in base a specifici argomenti e luoghi di interesse. Dalla Francia al Giappone, dalla Colombia alla Danimarca, la guida offre la possibilità di partecipare a workshop e visite guidate in quarantacinque Paesi per vivere l’artigianato artistico in prima persona: realizzando un ombrello Wagasa in bambù a Kyoto, trasformando le proprie foto in ricami in Galizia o assaporando un’esperienza culinaria esclusiva tra i telai ottocenteschi dell’Antico Setificio Fiorentino. 

La Homo Faber Guide valorizza le realtà artigiane locali e permette di conoscere la storia di ogni lavoratore e lavoratrice del settore, il mestiere che praticano, le tecniche e gli oggetti che creano, ma soprattutto offre la possibilità di incontrare persone il cui lavoro è legato alle terre d’origine, alla tradizione familiare, di cui tramandano pratiche e storie da raccontare e che si trovano oggi a dover reinventare la professione per affrontare sfide importanti. 

Nason Moretti Atelier © All rights reserved

Ne è un esempio Venezia, che negli ultimi anni è stata violentemente colpita dall’overtourism e dalle conseguenze del cambiamento climatico di natura antropica. La proliferazione di negozi di souvenir a basso costo minaccia la sopravvivenza degli artigiani locali, molti dei quali si stanno impegnando con il loro lavoro a promuovere un turismo sostenibile in città e a trovare tecniche di produzione più sostenibili. 

«La domanda che suggerisco è proprio questa: come mi pongo (turista o residente) rispetto a Venezia? La consumo? La conservo? La sostengo e aggiungo qualcosa perché resti viva? – racconta Michela Bortolozzi, proprietaria dell’atelier Relight Venice e che da anni si occupa di rendere l’artigianato più sostenibile –. Una bottega artigiana ha un ruolo importante nel mantenere l’autenticità di una Venezia che, invece, fatica a conservare. Noi artigiani siamo attivi attraverso quello che creiamo e attraverso l’incontro e l’esperienza condivisa con il pubblico. Siamo un motore di attenzione e sensibilizzazione verso la città che non è solo un decoro per turisti di passaggio». 

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