GdprLe imprese europee chiedono maggiore certezza del diritto nel trattamento dei dati

Secondo un'indagine condotta dal Centre for European Policy e da Ey, le aziende continuano ad affrontare una serie di ostacoli, che vanno dalle preoccupazioni per la protezione dei dati alle incertezze legali e alle barriere tecnologiche

Unsplash

Che si tratti di scambio di dati, servizi cloud o flussi di dati verso gli Stati Uniti, l’Unione europea sta cercando di creare un quadro giuridico per la gestione dei dati con una moltitudine di leggi. La frenesia normativa sta causando una forte incertezza tra le imprese. Questi sono i risultati di un’indagine condotta su mille aziende dal Centre for European Policy e da Ey.

La stragrande maggioranza degli intervistati, oltre il settantacinque per cento, ha dichiarato che svilupperebbe o utilizzerebbe un maggior numero di soluzioni digitali se avesse maggiore certezza del diritto. «Per gestire la trasformazione digitale e rafforzare la sovranità europea, le imprese nazionali hanno urgentemente bisogno di maggiore certezza giuridica quando devono affrontare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), ad esempio quando si tratta di anonimizzare i dati, quando si commercializzano o si trasferiscono i dati a livello internazionale e, in generale, quando occorre interagire con le norme sulla protezione dei dati e il nuovo regolamento digitale dell’Ue», afferma Anja Hoffmann, giurista del cep, che ha analizzato i risultati del sondaggio insieme all’esperto digitale del cep Anselm Küsters.

L’obiettivo dell’indagine era quello di ottenere informazioni sull’uso dei servizi cloud, sulla condivisione dei dati e sulle sfide giuridiche e tecnologiche a essi associate, nonché di scoprire l’atteggiamento delle imprese nei confronti dell’attuale normativa digitale dell’Ue. Secondo l’indagine, le imprese europee continuano ad affrontare una serie di ostacoli, che vanno dalle preoccupazioni per la protezione dei dati alle incertezze legali e alle barriere tecnologiche. «Allo stesso tempo, le imprese riconoscono il potenziale delle iniziative dell’Ue, ma i nuovi requisiti sono troppo complessi, la loro interazione è ancora troppo poco chiara o c’è scetticismo sulla possibilità di risolvere i problemi», afferma Küsters.

Clicca qui per leggere il report completo

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter