Onere sproporzionatoIl peso della burocrazia sulle piccole e medie imprese europee

Secondo uno studio del Centro per le politiche europee, le piccole e medie imprese con meno di duecentocinquanta dipendenti soffrono gli adempimenti burocratici. E se per legge esistono esenzioni normative, spesso non si applicano

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Le piccole e medie imprese in Europa soffrono per gli adempimenti burocratici tanto quanto le aziende con più di duecentocinquanta dipendenti. Questo è il risultato di uno studio del Centro per le politiche europee (Cep) a livello europeo. Secondo lo studio, non vale la pena rimanere al di sotto della soglia dei duecentocinquanta dipendenti alla luce dell’attuale legislazione dell’Unione europea. «Lo studio mostra che solo diciotto atti legislativi dell’Unione europea contengono esenzioni normative per le Pmi. Undici di questi atti giuridici riguardano le piccole e medie imprese in settori specifici. Ci sono solo sette deroghe normative che prevedono un’esenzione intersettoriale per le pmi da un obbligo normativo», afferma l’economista del Cep Matthias Kullas, economista del Cep.

Nel complesso, secondo Kullas, le Pmi sono difficilmente esentate dagli obblighi normativi a livello europeo. «Questo significa che la legislazione europea fornisce solo un piccolo incentivo generale per le Pmi a rimanere al di sotto della soglia dei duecentocinquanta dipendenti per evitare gli obblighi normativi. Se il diritto dell’Ue fornisce un incentivo maggiore, lo fornisce al massimo in singoli settori», spiega l’esperto del Cep.

Questi risultati sono coerenti con le interviste condotte con gli esperti. In queste interviste è stato chiesto a due aziende di ingegneria meccanica quali fossero i costi associati al superamento della soglia delle Pmi. Entrambe le aziende hanno dichiarato che i costi sono effettivamente notevoli, sebbene tuttavia essi non costituirebbero un grande incentivo a rinunciare alla crescita.

Lo studio giunge alla conclusione che la burocrazia comporta un onere sproporzionato per le Pmi. «E se esistono esenzioni normative, spesso non si applicano, ad esempio nel caso del Gdpr o della direttiva sulla catena di approvvigionamento recentemente adottata», afferma Kullas.

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