La pressione dei DemocraticiNel giro di una settimana potrebbe arrivare la decisione sul ritiro di Biden

Per evitare l’imbarazzo di un cambio di leadership nel mezzo del vertice Nato, si aspetterebbe qualche giorno. A Washington, intanto, si è tenuta una riunione tra i leader del Partito democratico: almeno quattro dei partecipanti hanno dichiarato che il presidente dovrebbe ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca

(La Presse)

Secondo Axios l’annuncio potrebbe arrivare già questo venerdì. Ma entro una settimana al massimo dovrebbe essere presa una decisione sul futuro della ricandidatura di Joe Biden alla Casa Bianca, quale che sia. Giusto il tempo per evitare l’imbarazzo di un cambio di leadership nel mezzo del vertice Nato, quando i capi dell’Alleanza Atlantica saranno a Washington per celebrare il settantacinquesimo anniversario della sua fondazione e aprire alla costruzione di un «ponte» per far entrare l’Ucraina.

A dieci giorni dal disastroso dibattito con Trump, a Washington si è tenuta una riunione tra i leader del Partito democratico, riunita dal capogruppo dem alla Camera Hakeem Jeffries. Almeno quattro dei partecipanti hanno dichiarato che il presidente Joe Biden dovrebbe ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca a causa delle sue condizioni di salute. I quattro sono il leader nella Commissione Giustizia Jerry Nadler, il membro della Commissione Difesa Adam Smith, Mark Takano della California, membro del Comitato per gli affari dei veterani e Joseph D. Morelle di New York, leader del Comitato amministrativo. Un funzionario anonimo della Casa Bianca ha detto al New York Times che anche lui e diversi colleghi iniziano a dubitare. E il senatore Mark Warner, intanto, sta organizzando la riunione con un gruppo di democratici al Senato per discutere del futuro di Biden.

Non è servita l’intervista registrata con la Abc. Molti democratici credono che non ci sia nulla che Biden possa fare per invertire la rotta, o il suo invecchiamento, scrive Axios. Anche i donatori per la campagna elettorale si stanno dileguando. Un articolo sul Washington Post di domenica dice che «per ogni dieci persone che pensano che dovrebbe ritirarsi, solo una pensa che dovrebbe restare».

Axios spiega che in tanti «garantiscono pubblicamente per Biden, per volere della Casa Bianca e della campagna, ma poi dicono in privato che non c’è alcuna strada da percorrere».

Ieri Biden era in Pennsylvania, uno degli Stati chiave in vista delle elezioni di novembre. «Il partito è con me, batteremo Trump», ha detto il presidente. Ma i sondaggi degli ultimi giorni cominciano a fare paura, con Biden sempre più indietro.

Durante una telefonata tenuta sabato scorso con i co-presidenti della sua campagna nazionale, Biden ha promesso di dedicare più tempo a parlare direttamente con gli elettori.

Oggi iniziano ad arrivare i leader della Nato per il vertice a Washington e giovedì pomeriggio il capo della Casa Bianca terrà la sua conferenza stampa. Cosa succederà dopo, è ancora tutto da vedere. In molti sterebbero pensando alla portavoce Nancy Pelosi, che avrebbe la statura necessaria per dire a Biden che è finita.

Se Biden resta in carica, dovrebbe intraprendere una battaglia pubblica alla convention democratica di agosto. Il 19 e il 22 agosto, a Chicago, il Partito democratico ratificherà la nomina del presidente uscente degli Stati Uniti come sfidante di Donald Trump alle elezioni del 5 novembre. Ma potrà essere sostituito solo in caso di un ritiro volontario.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter