Dopo venticinque anni di negoziati, l’Unione europea ha siglato un accordo preliminare di libero scambio col Mercosur, l’unione economica dei principali Stati sudamericani che include Brasile, Argentina, Paraguay e Bolivia, e Uruguay. Proprio nella capitale dell’Uruguay, a Montevideo, la presidente della Commissione europea ha annunciato la creazione di una zona di libero scambio che coinvolgerà oltre settecento milioni di persone, aprendo così nuove opportunità economiche da entrambe le parti dell’Oceano Atlantico: «Non è solo un’opportunità economica, ma una necessità politica», ha detto Ursula von der Leyen. Il riferimento è alla probabile politica protezionista del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump che dal 20 gennaio 2025, giorno del suo insediamento, potrebbe imporre una politica di dazi sulle merci europee.
L’accordo è stato fortemente cercato da Bruxelles anche come un mezzo per ridurre la dipendenza dal commercio con Cina e Russia, favorendo al contempo l’accesso a risorse strategiche come il litio, fondamentale per la transizione verde europea. Il testo dell’accordo è stato modificato rispetto alla versione del 2019 e include nuove disposizioni su appalti pubblici, commercio automobilistico ed esportazione di minerali critici. È stato inoltre aggiunto un annesso sulle misure ambientali, mirato a rassicurare sia i paesi sudamericani che le organizzazioni ambientaliste europee. Ma bisogna chiarire un punto: il testo dell’accordo entrerà in vigore solo quando sarà ratificato da tutti e ventisette gli Stati membri dell’Unione europea, così come da tutti i membri del Mercosur. Un passaggio politico non scontato e difficile da raggiungere nei prossimi mesi, visto che alcuni governi europei hanno già espresso la loro contrarietà.
La Francia che in queste ore ha visto cadere il governo di Michel Barnier, si è già opposta all’accordo, sostenuta da Polonia, Austria, Irlanda, perché teme che il patto possa danneggiare gravemente il settore agricolo europeo, consentendo l’importazione di prodotti sudamericani a basso costo, come carne bovina e pollame, spesso non conformi agli standard ambientali e di sicurezza alimentare europei.
Ma la cosa funziona anche al contrario: il Mercosur promette maggiore accesso ai prodotti agricoli europei come formaggi, prosciutti e vini, riducendo le tariffe nei mercati sudamericani. Forse anche per questo il governo italiano si è opposto in maniera differente alla adozione del testo, chiarendo che al momento non ci sono le condizioni politiche per ratificare questo accordo, facendo però intendere che il Mercosur si potrebbe accettare in futuro a condizione di adeguate tutele e compensazioni in caso di squilibri per il settore agricolo del nostro Paese.
Invece Germania e Spagna hanno accolto positivamente l’accordo Mercosur, in particolare il premier spagnolo Pedro Sanchez visto il rapporto privilegiato di Madrid con gli Stati sudamericani. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, ha dichiarato che il percorso per l’attuazione dell’accordo sarà lungo e incerto e anche secondo il presidente paraguayano Santiago Peña c’è ancora molta strada da fare.