
A Bologna è appena stato tempo di “Arte Fiera 48: Scena Italia”, la fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva d’Italia, in programma dal 7 al 9 febbraio presso Bologna Fiere. In affiancamento, da giovedì 6 a domenica 16 febbraio 2025, si tiene la tredicesima edizione di ART CITY Bologna a catalizzare l’attenzione nel centro della città. Il programma speciale del 2025 vuole essere un omaggio a “Le Porte della Città”, attraverso la celebrazione delle dieci porte storiche di Bologna che, insieme a un percorso circolare di opere, firmate da artisti e artiste italiani e internazionali, intreccia un dialogo con la storia, le trasformazioni sociali e i cambiamenti culturali e morfologici che l’hanno plasmata: lungo gli otto chilometri dei viali cittadini si susseguono i linguaggi dell’arte contemporanea insieme alla storia del capoluogo emiliano-romagnolo.
Art City è anche un vasto calendario di progetti artistici che trovano il loro spazio in luoghi spesso e volentieri suggestivi che li ospitano per l’occasione: proposte di soggetti istituzionali, gallerie e spazi indipendenti. Tra loro c’è anche “GUSCIO, ALBUME, TUORLO – La Mostra Fotografica tra natura e creatività umana” a cura di Michela Balboni e Stefania Zanetti, ospitata nella Sala Garden Spazio Arte di I Portici Hotel Bologna, in via Indipendenza 69, aperta al pubblico fino al 16 febbraio.
Due approcci, due sguardi diversi, due prospettive artistiche contrapposte ma un unico protagonista: l’uovo. Che, tra l’altro, nella Grassa, e in tutta la regione, è un preziosissimo ingrediente per la sfoglia tirata rigorosamente a mano dalla quale prendono vita infiniti formati di pasta fresca.
Michela Balboni, fotografa bolognese freelance che, nei suoi scatti, valorizza il cibo, il territorio e le persone, si è concentrata su una visione minimalista, pura dell’uovo.
«Un simbolo di semplicità universale e al tempo stesso un veicolo di estrema creatività […] è l’ingrediente più essenziale e accessibile, ma anche uno strumento che può essere elevato a espressioni culinarie altamente tecniche e creative».
Un bianco e nero che sottolinea la perfezione della silhouette dell’uovo, che si presenta in un primo scatto come un elemento solitario e primordiale, poi, affiancato da oggetti dalle linee regolari che ne esaltano la forma, e, infine, in un’esplosione della materia, la rottura del guscio che riporta a un equilibrio, alla perfezione geometrica del tuorlo bilanciata dalla fluidità dell’albume che ne sottolinea l’idea di armonia.
E poi c’è quello di Stefania Zanetti che, insieme a Matteo Bellomo – entrambi milanesi d’adozione, lei trentina e lui pugliese – è Savour Duo.
Due fotografi che, singolarmente, arrivano dall’esperienza e si dedicano alla fotografia di prodotto, ma che insieme esplorano il mondo del cibo, allontanandosi dall’oggettività e restituendo una prospettiva viscerale, materica ed estremamente sensoriale grazie al macro che permette un’immersione nella materia, fino a innescare la sensazione di toccare, annusare, gustare. «L’uovo per me è metaforicamente quella cosa che rende possibile ogni esperimento alchemico. Ci siamo voluti lasciar trainare da un’istintività viscerale. Abbiamo giocato con la materia per far suscitare emozioni, per riscoprire e per riscoprirci».
Savour Duo, negli scatti per “GUSCIO, ALBUME, TUORLO” guarda l’uovo nella sua trasformazione in sfoglia e poi in pasta fresca – gli scatti hanno preso vita nella cucina de I Portici, dalle creazioni dello chef Nicola Annunziata e del pastry chef Vincenzo Digifico – fino ad “Abbracciami”: lo scatto che rivela la trasformazione più tradizionale e amata dell’uovo in un tortellino.
Più che chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina, “GUSCIO, ALBUME, TUORLO” è l’occasione per stupirsi della perfezione dalla potenza creatrice della natura.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 6 al 16 febbraio dalle 10 alle 20.

