Sovrano assolutoChe cosa ci insegnano storici e filosofi sul conflitto in Ucraina

Da Tacito a Spinoza, fino a Macchiavelli e Lucano, nei millenni autori di ogni tipo hanno dibattuto sull’uso della forza come strumento per portare la pace. Non c’è argomento più attuale, nell’ottica di una risoluzione del conflitto in Europa

AP/Lapresse

Ha scritto Giuliano Amato, che se ne intende: «Il ciclone che travolge la democrazia era prevedibile». Ha ragione. Così prevedibile che da mesi questo giornale ne parla per mettere in guardia i lettori su un destino che solo in pochi tra i democratici avevano previsto. Hanno prevalso miopia, errori, assenza di strategia.

Vecchia storia quella del potere assoluto. Tra gli antichi, tra coloro che ne hanno discusso con maggiore profondità vanno ricordati Tacito e Spinoza, alfieri di due posizioni antitetiche. Secondo lo storico latino, la pace e la sicurezza sono possibili soltanto con l’unità del comando. Ne parla negli “Annali” prendendo a prestito la figura dell’imperatore Tiberio. L’uomo solo al comando è indispensabile per mettere fine al disordine. Opposta la posizione del filosofo olandese. Pace e sicurezza sono si necessarie ma solo se in sinergia con la libertà e l’uguaglianza di fronte alla legge. Prima di lui, Machiavelli. Tuttavia in entrambi vi è un tratto comune nell’analisi. Il tiranno sa dissimulare, è ambiguo per sua natura, dice parole “mozze”, non si rivela immediatamente ma in maniera subdola eppure inesorabile. Scrive Michele Ciliberto: «Mantiene le forme del vecchio potere ma ne muta la sostanza».

Se guardiamo al tempo presente, difficile dissentire. Pian piano si esautorano gli organi collegiali con decreti presidenziali (o atti di indirizzo), ci si libera di potenziali oppositori all’interno della macchina di governo, a cominciare dalla burocrazia, si fa un uso partigiano del potere che ci è stato assegnato, ci si dota di un nemico, vero o falso che sia, contro cui indirizzare il rancore della folla. Come cresce la dimensione autoritaria del potere, aumenta il servilismo, o per paura o per godere delle briciole dispensate da chi sta al vertice. Col tempo, prima si logorano le istituzioni democratiche poi si distrugge la loro immagine facendole apparire inadeguate, se non pericolose al raggiungimento degli scopi prefissi.

Per leggere senza infingimenti quanto sta accadendo nel conflitto russo-ucraino all’indomani della posizione assunta da Trump conviene richiamarsi di nuovo alle parole di un intellettuale romano, Lucano. Eccole: «La pace viene con un padrone». Proprio quanto, secoli dopo, farà dire Shakespeare ad Ulisse in ‘Troilo e Cressida: «La forza sarà diritto». Quando la forza diventa diritto ci sono solo due cose da fare: soccombere senza lottare o difendersi. E’ la domanda che ha di fronte a sé l’Europa. Meglio Spinoza di Tacito, ci sentiamo di dire.

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